Una notte di terrore in Ucraina. Almeno 43 persone sono morte, tra cui tre bambini, in seguito a un massiccio attacco russo sferrato tra venerdì e sabato su diverse regioni del Paese. Lo hanno riferito fonti ucraine, secondo cui oltre quaranta missili e più di 500 droni d’attacco hanno colpito infrastrutture civili e obiettivi industriali. Secondo l’aeronautica militare ucraina, Mosca ha lanciato 537 droni Shahed, otto missili balistici e 37 missili da crociera. Le difese aeree ucraine hanno abbattuto parte dei velivoli, ma diversi centri abitati sono stati colpiti. A Zaporizhzhia gli attacchi hanno provocato interruzioni di corrente e gravi danni a 14 condomini e oltre 40 abitazioni private. Colpiti anche alcuni impianti industriali, come riferito dal governatore Ivan Fedorov.
Il Servizio statale per le situazioni di emergenza ha fatto sapere che otto persone, tra cui tre bambini (di 9, 10 e 16 anni), sono state ricoverate in ospedale, mentre sei minori sono stati tratti in salvo.
L’ondata di bombardamenti arriva a soli due giorni da un’altra offensiva russa che aveva già colpito duramente il Paese: 25 morti in diversi centri urbani, compresa la capitale Kyiv. L’ennesima escalation che conferma la vulnerabilità delle città ucraine agli attacchi aerei.
Leopoli, ucciso Andriy Parubiy
A rendere ancora più drammatica la giornata, la notizia dell’uccisione a Leopoli dell’ex Presidente della Verkhovna Rada, Andriy Parubiy. Secondo la polizia, l’ex speaker del Parlamento ucraino è stato assassinato da un killer a bordo di un motorino, che lo ha raggiunto con almeno cinque colpi di pistola: è morto sul colpo. Il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato la notizia, esprimendo cordoglio ai familiari. La Presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha definito l’omicidio “un terribile shock”, inviando “sentite condoglianze alla famiglia e agli amici”.
Infine il capo dello Stato ucraino ha colto l’occasione per rilanciare un appello ai partner internazionali: “Questa guerra non si fermerà alle dichiarazioni politiche: abbiamo bisogno di passi concreti”. Zelensky ha chiesto “dazi severi contro tutti coloro che finanziano l’esercito russo” e nuove sanzioni bancarie ed energetiche contro Mosca. “Stiamo aspettando le azioni dell’America, dell’Europa e del mondo intero”, ha sottolineato.