La guerra in Ucraina ha vissuto ieri una delle giornate più drammatiche dall’inizio dell’estate. Dopo l’ennesima ondata di bombardamenti russi su Kiev, con un bilancio provvisorio di 23 morti, tra cui quattro bambini, la Casa Bianca ha confermato che l’Ucraina, nel mese di agosto, ha colpito duramente la capacità energetica russa: secondo la portavoce Karoline Leavitt, “è stato distrutto il 20% delle raffinerie del Paese”. L’assalto di ieri ha devastato diversi quartieri della capitale: Shevchenkivskyi, Holosiivskyi, Darnytskyi, Dniprovskyi e Desnianskyi. “Otto persone risultano ancora disperse, 53 i feriti”, ha riferito Zelensky, proclamando una giornata di lutto nazionale. Una bambina di appena tre anni figura tra le vittime. L’ambasciatrice Ue a Kiev, Katarina Mathernova, ha raccontato che anche la sede della delegazione europea è stata danneggiata dall’onda d’urto. “Putin non è interessato alla pace, se la ride mentre bombarda i civili”, ha detto in un’intervista a la Repubblica. Da parte sua la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha respinto le accuse: “Le forze armate russe prendono di mira esclusivamente obiettivi militari. I danni alle infrastrutture civili derivano dalle difese ucraine”. Zakharova ha accusato l’Ue di ignorare gli “attacchi terroristici” di Kiev in territorio russo e, alzando i toni, ha evocato il rischio di uno “scontro armato con la Nato” se i Paesi occidentali continueranno a fornire garanzie di sicurezza all’Ucraina senza tener conto delle richieste di Mosca.
Sanzioni e diplomazia
A Bruxelles, 26 Paesi Ue hanno denunciato “crimini di guerra” russi. Solo l’Ungheria di Viktor Orbán si è sfilata, bloccando una dichiarazione congiunta. Per l’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas, “serve più pressione, e nuove sanzioni sull’energia e sui servizi finanziari sono sul tavolo”. Intanto, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha avviato un tour nelle capitali più vicine alla Russia, da Riga a Helsinki, per ribadire la solidarietà europea ai Paesi di confine. Sul fronte internazionale, Zelensky ha incontrato virtualmente i leader di Polonia, Danimarca ed Estonia, Lettonia e Lituania. Ha chiesto “risposte chiare” sulle garanzie di sicurezza promesse dagli Stati Uniti e discusse con Trump: “Chi ci aiuterà se la Russia tornerà ad attaccare per terra, per mare e per aria?”. Secondo indiscrezioni riportate da Politico, i leader europei starebbero valutando l’ipotesi di una zona cuscinetto di 40 km lungo il confine, da pattugliare con forze internazionali. Ma l’idea è controversa: significherebbe possibili concessioni territoriali, mentre Mosca rifiuta qualsiasi presenza Nato. Il clima resta incandescente anche sul piano verbale. Zakharova ha definito “indegne” le parole del presidente francese Emmanuel Macron, che nei giorni scorsi aveva parlato di Putin come di un “orco alle nostre porte”.
La risposta degli Stati Uniti
Mentre i colloqui diplomatici arrancano, Washington rafforza il sostegno militare a Kiev. L’amministrazione Trump ha approvato una nuova vendita di armi per 825 milioni di dollari, comprensiva di missili a lungo raggio. “Serve a sostenere la sicurezza di un partner fondamentale per la stabilità europea”, ha dichiarato il Dipartimento di Stato. Gli Stati Uniti hanno inoltre convocato una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza Onu, su richiesta di Kiev, per discutere della nuova offensiva russa.
L’economia e il fronte energetico
La guerra si combatte anche sul piano economico. Kiev ha rivendicato l’attacco a un impianto di pompaggio di carburante nella regione di Bryansk, capace di movimentare oltre 10 milioni di tonnellate di gasolio l’anno. Sul versante opposto, Mosca cerca nuovi sbocchi commerciali. Secondo Reuters, la Cina valuta di aumentare gli acquisti attraverso il gasdotto esistente Power of Siberia 1, senza però sbloccare l’accordo sul più ambizioso Power of Siberia 2, fermo per divergenze su prezzi e finanziamenti.
Le tensioni sul nucleare
Le relazioni tra Mosca e Washington restano tese anche sul fronte del controllo degli armamenti. L’accordo New START scadrà a febbraio e, secondo Zakharova, “solo una ricostruzione dei rapporti bilaterali” potrà permettere nuovi negoziati. Trump ha dichiarato di voler coinvolgere anche la Cina in un futuro trattato di denuclearizzazione.