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Meloni sul revenge porn: “Solidarietà alle donne offese. I responsabili siano puniti senza sconti”

venerdì, 29 Agosto 2025
1 minuto di lettura

“Sono disgustata da ciò che è accaduto, e voglio rivolgere la mia solidarietà e vicinanza a tutte le donne che sono state offese, insultate, violate nell’intimità dai gestori di questo forum e dai suoi ‘utenti’”. Così il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un colloquio con il ‘Corriere della Sera’, interviene sul caso che in questi giorni ha riportato al centro del dibattito pubblico il tema del revenge porn e della tutela della dignità femminile online. Il Premier ha parlato di un fenomeno “avvilente”, ricordando come sia inaccettabile che “nel 2025 ci sia ancora chi consideri normale e legittimo calpestare la dignità di una donna, facendone oggetto di insulti sessisti e volgari, nascondendosi dietro l’anonimato o una tastiera”.
Meloni ha ribadito la fiducia nelle autorità competenti, auspicando “che i responsabili siano individuati nel più breve tempo possibile e sanzionati con la massima fermezza, senza sconti”. Ha quindi ricordato che “la diffusione senza consenso di contenuti destinati a rimanere privati è un reato e si chiama revenge porn”.

La sfida della protezione dei dati

Il presidente del Consiglio ha sottolineato come, sempre più spesso, la condivisione illecita di immagini intime non avvenga per “vendetta”, ma per altre motivazioni, rendendo ancora più centrale la questione della protezione dei dati e della privacy. “Un contenuto intimo può diventare pubblico in pochissimi istanti – ha spiegato – ed è spesso impossibile da rimuovere dal web. Questo può devastare la vita di una persona, oltre che della sua famiglia e dei suoi cari. Ciò che si considera innocuo può trasformarsi, nelle mani sbagliate, in un’arma terribile”.
Meloni ha insistito sulla responsabilità individuale e sulla necessità di una maggiore educazione digitale: “La responsabilità personale, l’uso consapevole della rete e degli strumenti digitali, la segnalazione immediata alla Polizia postale e al Garante della privacy sono le migliori difese a disposizione per tutelare noi stessi e chi abbiamo intorno a noi”.

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