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Quici (Cimo-Fesmed): ondata di influenza, gli ospedali si preparino ora a stagione impegnativa

Per il sindacato occorre una seria campagna vaccinale per il personale sanitario, gli anziani e i pazienti fragili
venerdì, 29 Agosto 2025
1 minuto di lettura

Prepariamoci ad un autunno complicato: la prossima stagione influenzale, secondo quanto osservato in Australia, sarà una delle peggiori degli ultimi anni. A sottolineare le possibili complicazioni e il super lavoro per ospedali, medici e problemi per i pazienti è il sindacato Cimo-Fesmed. Le notizie poco confortanti arrivano dall’Australia meridionale dove, riferisce il sindacato dei medici ospedalieri: “è stato raggiunto il maggior numero di casi settimanali di influenza da 6 anni a questa parte, le infezioni sono aumentate del 70% rispetto allo scorso anno, i ricoveri cresciuti del 50% in due settimane e si è registrato il peggior aumento di ore di servizio delle ambulanze (5.866) mai registrato”.

Evitare l’affollamento

“Lo diciamo con ampio anticipo: è questo il momento giusto per prepararsi all’ondata influenzale ed evitare che il Servizio sanitario nazionale si paralizzi”, evidenzia Guido Quici, presidente del sindacato dei medici Federazione Cimo-Fesmed, “dobbiamo evitare l’affollamento dei Pronto soccorso, il blocco delle ambulanze in attesa che le barelle si liberino, il peggioramento della carenza di personale sanitario a causa delle assenze per malattia di medici e professionisti sanitari colpiti dal virus, e il solito scetticismo vaccinale che spinge i più fragili a non proteggersi per tempo”.

Intervenire con la prevenzione

Per il Cimo-Fesmed bisogna insistere in anticipo e sul terreno della organizzazione per prevenire il sovraffollamento delle strutture sanitarie che inevitabilmente già gravate dal super impiego e lavoro del personale, andrebbero in saturazione. “Occorre dunque organizzare una seria e convincente campagna vaccinale che protegga il personale sanitario e chi è esposto alle conseguenze gravi dell’influenza, come i pazienti anziani e fragili”, insiste Guido Quici, “prevedere presidi territoriali che prendano in carico i casi meno gravi, che non necessitano del ricovero ospedaliero; intervenire sugli ospedali colmando le carenze di personale, prevedendo percorsi dedicati durante la fase del picco stagionale e organizzando i reparti in modo da impedire la circolazione del virus. Intervenire”, sottolinea infine il Cimo-Fesmed, “quando il caos è già scoppiato è inutile. Bisogna agire ora”.

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