Un nuovo drammatico capitolo si aggiunge al conflitto in Medioriente. Il Primo Ministro dei miliziani Houthi sostenuti dall’Iran, Ahmed al-Rahawi, è stato ucciso ieri in un appartamento a Sana’a durante gli attacchi israeliani. Lo ha riferito l’emittente yemenita Al-Jumhuriya, mentre il quotidiano Al-Ghad ha aggiunto che Rahawi è morto insieme a diversi suoi collaboratori. L’operazione, confermata dall’esercito israeliano, resta avvolta da punti oscuri. Secondo fonti giornalistiche, un secondo attacco avrebbe preso di mira dieci alti funzionari del governo Houthi, tra cui il ministro della Difesa, riuniti in una località fuori Sana’a per ascoltare un discorso del leader del movimento, Abdul Malik al-Houthi.
Nelle stesse ore, la Striscia di Gaza è stata teatro di nuovi raid israeliani. Secondo l’agenzia palestinese Wafa, almeno 21 palestinesi sono stati uccisi e diversi altri sono rimasti feriti in attacchi condotti in varie aree dell’enclave.
Le vittime si registrano in diverse località: 5 morti ad Al-Mawasi, nei pressi di una tenda per sfollati a ovest di Khan Younis; 5 nel quartiere Tel al-Hawa, a sud-ovest di Gaza City; 4 a Sudaniya, a nord-ovest di Gaza City; 2 nel campo profughi di Al-Bureij, nel centro della Striscia; 5 a Deir al-Balah, sempre nella zona centrale, Un bilancio pesantissimo che si somma alle centinaia di vittime già registrate nelle ultime settimane di conflitto.
