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Meloni e Tajani: “I raid su Kiev dimostrano che Mosca non vuole la pace. Nessun soldato italiano in Ucraina”

Vertice a Palazzo Chigi e Consiglio dei ministri: ipotesi nuove sanzioni, riforma della Farnesina e sostegno all’export al centro dell’agenda di governo
venerdì, 29 Agosto 2025
4 minuti di lettura

Un vertice straordinario a Palazzo Chigi ieri mattina, convocato all’indomani dei pesanti raid russi sulla capitale ucraina, ha riportato il conflitto al centro dell’agenda di governo. A Palazzo Chigi presenti Giorgia Meloni, i due Vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e il Ministro della Difesa Guido Crosetto. L’occasione insomma per ribadire il sostegno all’Ucraina, ma escludendo in maniera netta l’ipotesi di un coinvolgimento diretto di truppe italiane sul terreno. “Gli intensi attacchi di questa notte (tra mercoledì e giovedì, ndr) su Kiev dimostrano chi sta dalla parte della pace e chi non ha intenzione di credere nel percorso negoziale”, ha scritto su X il Presidente del Consiglio. Meloni ha espresso cordoglio per le vittime civili, tra cui diversi bambini, e solidarietà al popolo ucraino: “I nostri pensieri vanno al popolo ucraino, ai civili, ai familiari di vittime inermi degli insensati attacchi russi”.

Il Primo Ministro ha quindi ribadito la linea di fermezza dell’Italia, convinta che la prosecuzione della guerra sia responsabilità esclusiva di Mosca e che la pressione internazionale, anche tramite nuove sanzioni, resti l’unico strumento per riportare la Russia al tavolo negoziale.

“No a soldati italiani,”

Antonio Tajani Ministro Esteri

In conferenza stampa dopo il Cdm che si è tenuto nel pomeriggio dopo il vertice mattutino, Antonio Tajani ha chiarito i contorni della posizione italiana: “La proposta italiana di garantire la sicurezza dell’Ucraina una volta finita la guerra è sul tavolo. La posizione è sempre stata la stessa: non invieremo militari italiani a Kiev”, ha detto il Vicepremier. Il numero uno forzista ha parlato della possibilità di un trattato di mutua assistenza simile all’articolo 5 della Nato, da sottoscrivere al termine del conflitto, come strumento per garantire la sicurezza di Kiev: “La frontiera tra Russia, Bielorussia e Ucraina è talmente lunga che servirebbe mezzo milione di uomini da schierare. Noi riteniamo che la garanzia dell’articolo 5 sia più forte”, ha spiegato.

Il Ministro ha poi affrontato la questione dello sminamento, ricordando che l’Italia ha competenze avanzate in materia grazie a imprese specializzate: “Sono operazioni di protezione civile e non militari. La decisione non è mai stata presa, ma abbiamo sempre detto che avremmo dato disponibilità, restando su un piano teorico finché la guerra non sarà conclusa”.

Le nuove sanzioni

Il governo valuterà già nelle prossime ore se ci siano le condizioni per un nuovo pacchetto di sanzioni finanziarie contro la Russia, come risposta agli ultimi attacchi indiscriminati su palazzi, scuole e persino sedi diplomatiche: “Sono azioni assolutamente inaccettabili che colpiscono i civili senza alcuna giustificazione”, ha detto Tajani. Parallelamente proseguono i contatti diplomatici, sia in ambito europeo sia con i partner del G7. L’Italia sostiene la necessità di mantenere alta la pressione economica e politica su Mosca, pur continuando a sostenere ogni iniziativa di mediazione che possa aprire spiragli per un cessate il fuoco.

Gaza e Medioriente

Ministro degli Esteri saudita, Faisal bin Farhan, Antonio Tajani

Il vertice di Palazzo Chigi non si è limitato al dossier ucraino. Nella conferenza stampa Tajani ha ricordato la nota congiunta firmata con il Ministro degli Esteri saudita, Faisal bin Farhan, ribadendo la posizione dell’Italia sulla crisi mediorientale: “La nostra posizione su Gaza è molto chiara. Andranno inasprite le posizioni nei confronti dei coloni che attaccano i villaggi in Cisgiordania: questo mina le fondamenta di un nuovo Stato palestinese”, ha detto Tajani, precisando che il consiglio informale dei ministri degli Esteri europei previsto in Danimarca non prenderà decisioni definitive, ma servirà ad avviare un confronto.

La riforma della Farnesina

Da segnalare che il Cdm ha anche approvato la riforma del ministero degli Esteri, presentata da Tajani dopo un iter lungo e complesso. La novità principale è l’introduzione di una struttura “bicapite”, con una direzione politica e una economica. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il sostegno all’export, che rappresenta oltre il 30% del Pil nazionale, e accompagnare le imprese italiane nei mercati internazionali. La riforma prevede inoltre una direzione generale per la crescita, con più settori dedicati al supporto delle aziende, e una direzione per la sicurezza cibernetica e l’intelligenza artificiale, con la creazione di una sala cyber per proteggere le informazioni sensibili del ministero. Viene istituita anche un’unità per la semplificazione amministrativa interna, con l’obiettivo di ridurre i passaggi burocratici e migliorare i servizi consolari. “È una riforma a costo zero che mira a garantire servizi più efficienti e a rafforzare la nostra diplomazia economica”.

Nel corso dell’incontro con la stampa Tajani ha affrontato anche i temi legati alla prossima manovra: “Puntiamo alla riduzione della pressione fiscale per aiutare il ceto medio”, ha spiegato, indicando la riduzione dell’Irpef dal 35 al 33% e l’allargamento della base imponibile fino a 60mila euro. Tra le ipotesi c’è anche l’alleggerimento dei contributi per i lavoratori con salari bassi, per aumentare le retribuzioni nette.

Diplomazia e nomine

Il Vicepremier ha inoltre difeso il ruolo delle banche contro l’ipotesi di una tassazione straordinaria sugli extraprofitti: “Accanirsi contro le banche significa colpire al cuore il sistema produttivo. Tutti devono pagare le tasse, comprese le banche, ma non vogliamo trasformare la fiscalità in persecuzione”. Il numero uno di Foza Italia ha quindi annunciato l’apertura del concorso diplomatico a tutti i corsi di laurea, superando il vincolo storico a Giurisprudenza, Economia e Scienze politiche. L’obiettivo è ampliare la “cantera” di futuri diplomatici e arricchire la carriera con nuove specializzazioni. Tra le nomine spiccano quelle di Riccardo Piccioni, nuovo Segretario generale aggiunto della Farnesina dopo l’incarico a Mosca, e di Massimo Marapodi, Ambasciatore a New York presso le Nazioni Unite. Sarà invece Gianfranco Beltrami il nuovo Ambasciatore italiano in Russia, dopo aver ricoperto il ruolo di Consigliere diplomatico del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Emergenze e territorio

Tornando al Cdm, il governo ha deliberato lo stato di emergenza per il Bellunese, colpito dal maltempo tra giugno e luglio. La Protezione civile ha stanziato oltre 5,5 milioni di euro per i primi interventi nei Comuni di Borca di Cadore e San Vito di Cadore, con la possibilità di adottare ordinanze in deroga per velocizzare la ricostruzione.

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