domenica, 6 Aprile, 2025
Economia

Settore giochi, Pedrizzi: “Basta fake news su un comparto strategico, serve un riordino nazionale per garantire legalità e sostenibilità economica”

Il settore del gioco pubblico in Italia continua a trovarsi in una fase di profonda incertezza, sospeso tra esigenze di regolamentazione, tutela della salute pubblica, necessità di legalità e tenuta economica. Secondo Riccardo Pedrizzi, già presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, “nonostante la rilevanza del comparto per l’erario e l’economia nazionale, il dibattito politico resta spesso ancorato a pregiudizi e approcci ideologici, penalizzando la ricerca di soluzioni equilibrate e condivise, come dimostrano le ultime dichiarazioni del leader del M5S Giuseppe Conte sullo Stato che favorirebbe il gioco d’azzardo”.

Il senatore Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale Comitato Scientifico UCID, già presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato
Il senatore Riccardo Pedrizzi, presidente nazionale Comitato Scientifico UCID, già presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato

“Da ex premier, da avvocato, da docente, dovrebbe informarsi prima di parlare in modo così superficiale di un settore chiave per la nostra economia. È proprio di questi giorni la presentazione da parte del Ministro dell’economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, alla Camera dei Deputati della ‘Relazione sullo stato della spesa, sull’efficacia nell’allocazione delle risorse e sul grado di efficienza dell’azione amministrativa”, secondo cui l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha registrato per il 2023 una raccolta lorda da gioco pari a 147,7 miliardi di euro, con una spesa reale da parte dei giocatori di circa 20,7 miliardi e un gettito per l’erario superiore a 11,6 miliardi di euro”.

“Tuttavia, al di là dei dati economici, l’assenza di una normativa nazionale chiara e univoca continua a generare confusione e contenziosi. Aumentano le distorsioni tra gioco fisico e gioco online: mentre il primo è in calo con una perdita erariale netta di oltre 200 milioni di euro nel 2024, il secondo cresce in maniera esponenziale (+212%), con il rischio di un incremento della dipendenza tra i giocatori più fragili – spiega Pedrizzi – In questo scenario, si attende ancora l’intesa tra Agenzia delle Dogane e MEF per presentare alla Conferenza Unificata delle Regioni un documento condiviso di riordino del settore del gioco fisico. Un primo testo, che prevedeva misure su distanze da luoghi sensibili, riduzione degli apparecchi e certificazione dei punti gioco, sembrava aver trovato il consenso dell’intera filiera, ma resta al momento in sospeso. La mancata armonizzazione tra le normative regionali, comunali e nazionali sta provocando uno scenario normativo frammentato e caotico, come evidenziato anche da recenti sentenze come quella del Consiglio di Stato, che ha accolto un ricorsi per normative locali giudicate incoerenti e punitive. È necessario, oggi più che mai, un intervento legislativo organico che garantisca certezza del diritto, uniformità dell’offerta e una regolamentazione efficace che tuteli la salute pubblica, contrasti la criminalità e salvaguardi l’occupazione e gli investimenti in un settore strategico per il Paese”, conclude Pedrizzi.

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