Le sfide dell’Europa e quelle dell’Italia. Il Paese delle imprese agricole, delle loro Associazioni di categoria e la Coldiretti che chiedono più impegno per la pace, per l’ambiente, per lo sviluppo e naturalmente per l’agricoltura. “In un periodo segnato da incertezza, tensioni internazionali e difficoltà crescenti per il mondo agricolo, Coldiretti”, scrive la Confederazione, “si fa portavoce delle istanze degli agricoltori italiani attraverso incontri territoriali che puntano all’ascolto e all’azione concreta”.
Il confronto e i temi
In questo scenario si inserisce il confronto avuto in Sardegna con 1.200 soci, aperto dal segretario generale Vincenzo Gesmundo e chiusa dal presidente Ettore Prandini, che ha visto momenti significativi come il racconto della grande manifestazione di Parma davanti alla sede dell’EFSA, simbolo dell’Europa alimentare. Coldiretti, si sottolinea in una nota, “rivendica un’Europa di pace, non di riarmo, oltre alle tante bandiere gialle anche grandi bandiere europee con la scritta ‘Coldiretti per l’Europa’ a sottolineare il supporto all’Europa, ma a un’Europa diversa e più coraggiosa”.
Le sfide da vincere
Con battaglie simboliche e concrete – dalla trasparenza dell’origine in etichetta, alla difesa contro le importazioni sleali, al rilancio del contratto di filiera – Coldiretti riafferma “il ruolo centrale dell’agricoltore come custode dell’ambiente, garante della sicurezza alimentare e protagonista dell’identità culturale del territorio”.
Il caso Sardegna
In Sardegna, i risultati già ottenuti nel comparto del latte ovino e nella linea vacca-vitello mostrano secondo la visione della Coldiretti che la strada è tracciata: “quella della dignità, della sostenibilità e della sovranità alimentare”.
Come nei precedenti incontri di Roma, Napoli e Milano a parlare sono stati gli agricoltori divisi in tavoli tematici.
Le proteste e le scelte
Nel 2019, la Sardegna fu teatro di proteste intense da parte dei pastoriper il crollo del prezzo del latte ovino. “Oggi, con il prezzo che si aggira attorno ai 2 euro al litro, la situazione continua a essere critica e impensabile per molti produttori”, evidenzia la Coldiretti, “È stato posto l’accento sull’importanza della capillarità di Coldiretti per raggiungere tutti i soci e valorizzare il lavoro quotidiano svolto sul territorio. Il tema del reddito agricolo rimane centrale per garantire sostenibilità e dignità al comparto”.
Agricoltura 4.0 e burocrazia
Tra le priorità è la necessità di investire in agricoltura 4.0, in energia pulita e sistemi di irrigazione innovativi. Tuttavia, la burocrazia rappresenta un freno significativo all’innovazione, rendendo complessa l’attuazione di nuovi progetti. “Si è parlato della necessità di un SuperCAA, un centro assistenza avanzato che semplifichi le pratiche amministrative per le imprese agricole, permettendo loro di concentrarsi sulla produttività e la sostenibilità”.
Risorse idriche e cambiamenti climatici
Durante i confronti è stata posta l’attenzione sulla gestione intelligente dell’acqua in un contesto di cambiamenti climatici estremi, tra siccità, alluvioni e nubifragi. “La proposta di invasi multifunzionali e la valorizzazione del ruolo dei Consorzi di Bonifica emergono come strumenti chiave per affrontare le nuove sfide ambientali. L’innovazione tecnologica è indispensabile per consentire agli agricoltori di adattarsi rapidamente alle emergenze idriche e garantire la resilienza del settore”.
Educazione alimentare e legge di orientamento
L’impatto positivo, è stato evidenziato, della legge di orientamento, che ha favorito la trasformazione dei prodotti agricoli e la vendita diretta da parte delle aziende familiari. “Questo ha rafforzato il legame con il territorio e la fiducia dei consumatori. Il ruolo delle imprese agricole diventa quindi centrale anche nell’educazione alimentare, soprattutto verso le giovani generazioni, in un contesto in cui emergono nuove sfide come quella al contrasto ai cibi ultraformulati e quelli creati in laboratori”.
Oleoturismo e aree interne
Importante anche il tema della multifunzionalità. È stato evidenziato il potenziale dell’oleoturismo “come leva di valorizzazione delle aree interne, meno frequentate rispetto alle famose coste sarde. Il dibattito ha messo in luce la necessità di promuovere la multifunzionalità agricola”, conclude la Coldiretti, “integrando produzione, accoglienza e narrazione territoriale per attrarre un turismo esperienziale, autentico e sostenibile”.