La competizione tra la potenza emergente, la Cina, e quella che perde terreno, l’America, si svolge su molti terreni.
C’è quello economico, che appare il più rilevante perchè basato su numeri oggettivi. Oggi il Pil Usa pesa solo il 25% nel Pil mondiale. Dal dopoguerra quando pesava molto più della metà c’è stato un costante declino.
Il Pil cinese, invece è in continua crescita, Oggi rappresenta il 18,8% dell’economia mondiale. Ma l’America è ancora la prima potenza economica e il sorpasso cinese non è dietro l’angolo.
Un altro terreno è quello militare. La supremazia Usa è ancora notevole e non solo per la dotazione di armi nucleari. Ma il soprasso sui mari è già avvenuto. La marina militare cinese con 370 navi da guerra supera ampiamente quella americana che ne ha solo 290.
C’è inoltre il settore meno misurabile ma più rilevante che è quello strategico in termini di influenza geopolitica. Anche su questo terreno gli Usa sono arretrati molto, abbandonando intere aree come l’Africa, proprio mentre la Cina espandeva la sua influenza provando, con la Belt and Road initiative a costruire una catena di porti indispensabile sia per il commercio che per le attività della marina militare del Dragone. Con l’isolazionismo sfrenato di Trump questa perdita di influenza sarà destinata a crescere a tutto vantaggio di quella di Pechino.
Credibilità e affidabilità
Infine c’è un terreno di confronto meno palpabile ma alla lunga forse il più determinante: quello della credibilità, dell’affidabilità e della capacità di leadership.
Xi Jinping ha investito molto sulla immagine del suo Paese come potenza “tranquilla” che non cerca guerre, non punta a squassare equilibri, non provoca -come quella russa- colpi di stato. L’unica licenza che Pechino si concede sono le minacce costanti su Taiwan, ritenuta una provincia che deve tornare nella casa madre.
A fronte di questa immagine di equilibrio della Cina, gli Usa non stanno dando uno spettacolo esaltante. Una democrazia è sempre meno stabile di una dittatura. Ma una grande potenza che aspira ad esercitare un ruolo mondiale non può comportarsi con avventatezza, con scarso senso della diplomazia, con totale imprevedibilità e-soprattutto- dimostrando scarsa affidabilità e rispetto verso i suoi amici ed alleati. È quello che sta facendo, Donald Trump che fa perdere lustro al marchio “America” e lo rende sempre meno appetibile. Di questo si avvantaggia la Cina. A differenza della Russia bellicista e aggressiva che invade Paesi, la Cina ostenta una confuciana serenità.
Alla lunga questa migliore reputazione cinese potrebbe fare la differenza. Ma, a quanto pare, a Washington preferiscono squassare tutto e comportarsi da cowboy. Ma il mondo non è il Far West.