Nell’audizione presso la Commissione Finanze del Senato sul Ddl n. 1375 (che include la rottamazione quater), l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) ha tracciato un quadro dettagliato e preoccupante della gestione del magazzino fiscale in Italia. A fine novembre 2024, l’ammontare dei crediti affidati all’agente della riscossione ha raggiunto quota 1.865 miliardi di euro, segnando un +36,5% rispetto al 2019. Di questi, solo 178 miliardi risultano riscossi, pari ad appena il 9,5% del totale. Il carico contabile residuo – ossia quanto resta da riscuotere dopo aver detratto le somme già incassate e quelle annullate o sgravate – si attesta a 1.267,6 miliardi, con un incremento del 32,8% in cinque anni. L’AdER stima che solo 100,8 miliardi (appena l’8% del residuo) possano essere considerati con un grado di esigibilità più elevato. Si tratta comunque di un magazzino composto da 291 milioni di singoli crediti, contenuti in circa 175 milioni di cartelle e avvisi.
Condoni e definizioni agevolate, pur avendo ridotto il magazzino complessivamente di 112 miliardi fino a marzo 2024, non hanno inciso sulle inefficienze strutturali del sistema. L’UPB ha ribadito che misure di questo tipo alimentano aspettative di nuovi condoni, riducono l’adesione spontanea ai versamenti e indeboliscono il principio dell’equità fiscale. Il consigliere Valeria De Bonis ha sottolineato che senza un intervento organico, basato anche sul discarico automatico dei crediti inesigibili (introdotto dal D.Lgs. 110/2024), non sarà possibile ottenere risultati concreti.
I dati
A livello internazionale, i dati 2022 dell’Ocse collocano l’Italia seconda solo alla Grecia per incidenza dello stock di debiti non riscossi sul totale delle entrate (181%), e ultima per esigibilità, con solo il 5% dei crediti non riscossi ritenuto effettivamente recuperabile.
Le cause principali dell’accumulo sono l’elevato numero di crediti di piccolo importo, soprattutto verso persone fisiche, la lentezza burocratica nelle procedure di riscossione, l’assenza di un meccanismo automatico di discarico per i crediti inesigibili, la complessità nell’accertamento dell’inesigibilità e la riduzione del perimetro d’azione per il recupero coattivo
Per l’Upb, occorre concentrare gli sforzi su crediti realmente esigibili, sfruttando al meglio il potenziale informativo delle banche dati fiscali. Inoltre, ha invitato a coordinare eventuali misure locali di condono con le linee guida della riforma fiscale in corso, evitando sovrapposizioni e disomogeneità.