giovedì, 27 Febbraio, 2025
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Dazi Usa sul Made in Italy, Coldiretti: “Rischio stangata da 2 miliardi e crollo delle vendite”

Un dazio del 25% sulle esportazioni agroalimentari Made in Italy negli Stati Uniti potrebbe costare ai consumatori americani fino a 2 miliardi di euro in più, con un inevitabile calo delle vendite. Questo il quadro delineato da un’analisi Coldiretti basata su dati Istat, in seguito alla minaccia del presidente USA di imporre tariffe aggiuntive sulle merci europee. L’eventuale decisione di Washington rappresenterebbe un duro colpo per le esportazioni italiane di cibo, che nel 2024 hanno registrato un record storico negli USA, superando i 7,8 miliardi di euro. Se i dazi dovessero colpire l’intero comparto agroalimentare, le ripercussioni economiche sulle singole filiere sarebbero ingenti: quasi 500 milioni di euro solo per il vino, circa 240 milioni per l’olio d’oliva, 170 milioni per la pasta e 120 milioni per i formaggi.

Lezione dal passato

Non si tratterebbe di una novità assoluta. Durante il primo mandato di Donald Trump, l’imposizione di tariffe sui prodotti agroalimentari italiani aveva già causato un calo significativo delle esportazioni nel confronto tra il 2019 e il 2020. Secondo Coldiretti, le perdite avevano raggiunto il -15% per la frutta, il -28% per le carni e i prodotti ittici lavorati, il -19% per formaggi e confetture e il -20% per i liquori. Anche il vino, inizialmente escluso dalle misure, aveva subito una battuta d’arresto del 6%. “L’imposizione di dazi sulle nostre esportazioni aprirebbe ovviamente uno scenario preoccupante, tanto più in considerazione dell’importanza che il mercato statunitense ha per le nostre produzioni agroalimentari e non solo”, ha dichiarato il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini. “Negli USA l’agroalimentare italiano è cresciuto in valore del 17%, a fronte di un calo del 3,6% dell’export generale, confermando ancora una volta che il cibo italiano è un simbolo dell’economia del Paese. Per questo crediamo che debbano essere messe in campo tutte le necessarie azioni diplomatiche per scongiurare una guerra commerciale che danneggerebbe cittadini e imprese europee e americane”.

Possibili ritorsioni

Se gli Stati Uniti dovessero procedere con l’aumento dei dazi, si aprirebbe il fronte delle ritorsioni da parte dell’Unione Europea. In risposta alle tariffe imposte dall’amministrazione Trump, Bruxelles aveva già colpito una serie di prodotti simbolo del Made in USA agroalimentare, imponendo un dazio del 25% su ketchup, formaggio cheddar, noccioline, cotone e patate americane. Altre merci coinvolte erano state il salmone, le noci, i pompelmi, la vaniglia, il frumento, il tabacco, il cacao, il cioccolato, i succhi di agrumi e i liquori come vodka e rum.

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