domenica, 15 Dicembre, 2024
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ACSI, Viti “Combattere la sedentarietà cambiando cultura dello sport”



ROMA (ITALPRESS) – “Lo sport è un valore assoluto riconosciuto ormai da tutti, la sedentarietà in Italia è vissuta e statisticamente provata. Come si combatte? Cambiando la cultura dello sport e la cultura del movimento, ovvero inserendola nelle scuole e in tutti i contesti. Il movimento è fare sport e fare sport significa essere in pace con il proprio corpo e sentirsi bene. Si fanno tanti progetti contro l’obesità e contro la sedentarietà, ma questa attività non riesce mai ad emergere in modo concreto e in modo assoluto perché c’è ancora una cultura del movimento che non è radicata nel contesto sociale”. Lo ha detto il presidente dell’ACSI (Associazione di cultura, sport e tempo
libero), Antonino Viti, nel corso di un’intervista presso la sede romana dell’Italpress. “Dal 1960, ovvero da quando siamo nati con le Olimpiadi di Roma, siamo andati in crescendo su tante situazioni non solo con i numeri ma anche in qualità – ha proseguito Viti – Per il 2025 i progetti sono tantissimi, a marzo avremo l’Assemblea Nazionale elettiva e questo contesto comunque non ci impedisce di pensare al futuro con le grandi manifestazioni Nazionali. Abbiamo degli eventi importanti come l’ACSI Football League che è il più grande campionato italiano amatoriale dove
partecipano 45 società con 900 squadre e 10 mila atleti che è tuttora in corso”.
“La finale nazionale verrà disputata all’Allianz Stadium di Torino, faremo un evento importante non solo di calcio, ma anche di cultura e intrattenimento. E devolveremo alcuni tipi incassi ad Onlus che hanno come finalità la promozione sociale o l’assistenza a soggetti più svantaggiati. Insieme a questo abbiamo tantissime manifestazioni, in tutti gli sport, ma vorremmo dare un messaggio che non è solamente sportivo ma sociale. Nel 2025 affronteremo il mondo della sostenibilità a 360 gradi, non riguarda solamente l’ambiente ma anche l’uomo, la donna e la società civile”. Sulla
situazione dello sport in Italia a livello culturale, Viti afferma che “c’è tanta enunciazione e proclamazione negli interventi, ma c’è poca considerazione poi quando si devono andare a dividere le risorse. Il mondo degli enti di promozione sportiva rappresenta 14 milioni di praticanti ma talvolta la cultura dello sport c’è solamente nelle proclamazioni ufficiali, a livello di risorse non
siamo dove dovremmo essere”, ha concluso Viti.
gm/gsl

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