“Il silenzio è l’ornamento delle donne, ma per fortuna non è il mio”

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Riceviamo e pubblichiamo

La Puglia è il paradiso delle vacanze, una situazione giustificata dalla bellezza della sua terra e della sua storia. Pensate che milioni di anni fa, la Puglia era un frammento della placca africana e poi definì la conformazione geologica unica della penisola italiana. Se i greci fondarono importanti centri tra cui spicca Taranto, città-stato di enorme prestigio culturale e militare, nell’epoca romana divenne fondamentale lo sbocco verso l’Oriente tramite il porto di Brindisi. E’ del 216 a.C., la famosa Battaglia di Canne, dove Annibale inflisse ai romani una delle più pesanti sconfitte della loro storia.  Con il medioevo la Puglia divenne un terreno di scontro e incontro tra Bizantini, Longobardi e Saraceni fino ai Normanni la cui dominazione è ben visibile nelle cattedrali romaniche che costellano il territorio pugliese e Castel del Monte, patrimonio UNESCO, si erge fiero nelle terre murgiane. Ora seguiamo la nostra lente di ingrandimento e avviciniamo i nostri occhi sino a focalizzarci su una interessante cittadina del nord barese, siamo a MOLFETTA. Il nome ha subito diverse evoluzioni sino a divenire Melphicta o Melphacta “fatta di miele“, appellativo dato da profughi dalmati incantati dalla dolcezza del clima locale. La presenza umana più antica è documentata presso il Pulo, una dolina carsica che ospita una delle stazioni neolitiche più importanti del sud Italia, resti di capanne e necropoli risalenti al VI millennio a.C. Successivamente l’uomo si spostò verso la costa, la città era probabilmente nota come Respa e fungeva da porto naturale per la vicina città di Ruvo di Puglia. Il nucleo storico attuale sorse originariamente su una piccola penisola denominata di Sant’Andrea, che offriva protezione naturale e facilità di approdo. Sotto i Normanni e gli Svevi, Molfetta divenne un porto cruciale per le Crociate, servendo come punto d’imbarco per pellegrini e cavalieri diretti in Terra Santa.

Molfetta ha dato i natali a figure di rilievo mondiale quali Corrado Giacquinto (1703-1766) uno dei più grandi esponenti del Rococòeuropeo, Giuseppe Saverio Poli(1746-1825) fisico e naturalista di fama internazionale, musicisti di livello internazionale quali il celebre Riccardo Muti, molfettese d’origine che ha trascorso qui tutta l’infanzia e vi torna ogni anno, partecipando attivamente alla tradizione locale come le processioni della Settimana Santa, e ancora Caparezza pseudonimo di Michele Salvemini, celebre rapper e cantautore che cita spesso le sue radici pugliesi e molfettesi nei suoi testi, un bravissimo, legatissimo a Molfetta che vive ancora qui con la sua famiglia. E che dire di Don Tonino Bello (1935-1993) che sebbene nato ad Alessano, è stato vescovo di Molfetta e figura simbolo del cattolicesimo sociale e pacifista, un faro nella notte di quegli anni bui segnati dalla droga qui a Molfetta.

Uno dei personaggi che si studia sui libri di Storia è Gaetano Salvemini (1873-1957) storico, politico e strenuo oppositore del fascismo, che con le sue riflessioni sulla “questione meridionale” rimane il pilastro del pensiero democratico italiano. L’acceso rivale di Gaetano Salvemini è Pietro Pansini, avvocato e deputato (eletto nel 1913), Pietro Pansini incarnava il potere consolidato del tempo, era l’espressione perfetta del “trasformismo”e del sistema clientelare. Non era solo una sfida tra due uomini, ma uno scontro frontale tra due visioni del mondo e della politica. Gaetano Salvemini che ad oggi onoriamo si scagliò duramente contro Pietro Pansini, accusandolo di gestire il consenso attraverso la “mala vita” locale e l’appoggio delle forze dell’ordine: Pietro Pansini e il suo gruppo venivano definiti come gestori di una politica fondata sulla coercizione e sulla corruzione elettorale. Pansini vinse la battaglia e fu nominato deputato con i soliti brogli elettorali ma è Salvemini ad oggi il simbolo della lotta per la moralità politica, che portò la “questione pugliese” e meridionale alla ribalta nazionale ed europea. Ora cosa centra oggi Molfetta in questa diatriba? E ora ve lo spiego. Le ultime vicissitudini politiche di Molfetta sono segnate da una profonda crisi istituzionale che ha portato alla fine anticipata dell’era del sindaco Tommaso, la sua giunta è caduta ufficialmente nell’ottobre 2025 per 13 consiglieri che oggi si sono rimescolati tra loro e si ripresentano alle urne, cambia il re ma non cambiano i pedoni. Il tutto ha profonde radici nel passato, appalti mega miliardari su progetti che lasciamoli stare…comunque è dato di fatto che la crisi è precipitata in seguito a un’inchiesta per corruzione legata all’affidamento di appalti pubblici, che ha portato alla sospensione del sindaco. E noi cittadini e cittadine? E noi si sta un pochino attoniti a guardare, perché questi 13 consiglieri che tra le loro competenze (sono cosi’ tante che non sto nemmeno qui a nominarle e il loro CV in formato europeo non è che si trova eh! Ecco diciamo cosi) … sono carenti di quella visione sistemica necessaria ad oggi nel 2026. Sostenibilità inerente i trasporti, l’economia, la progettazione di spazi urbani, la sicurezza, i nostri beni primordiali quali il mare, non c’è alcuna progettazione ma solo parole vuote ed inutili, accomunate da un unicum: money! si vorrebbero di nuovo ripresentare. Ora ditemi Voi, come si può abbattere un sistema rodato sul clientelismo e fare in modo che la storia non si ripeta? C’è una alternativa, di chiarezza, di concretezza, di capacità decisionale basata sull’evidenza, riusciremo a semplificare il dibattito pubblico e rafforzare le basi razionali della democrazia? SI, ora bisogna essere furbi e scegliere consapevolmente per il nostro futuro e i nostri giovani privilegiando CHI possiede quella visione ecosistemica e sappia muoversi nella progettazione di interventi mirati.  Ed è necessario che venga affiancato da donne, forse più della controparte maschile donne ad elevata competenza specifica, perché per secoli in questa città legata al mare, le donne hanno vissuto una sorta di polis sospesa perché gli uomini lontani per la pesca MA a loro, alle donne, spettava la gestione dell’economia domestica e della stabilità sociale. Non conoscevo e ora ammiro profondamente la figura di Cordelia La Sorsa, partigiana che scelse l’impegno diretto per la libertà o donne come Elena Germano e già nel 1949 sedevano in Giunta rompendo quel soffitto di cristallo che in molte altre realtà del Sud sarebbe rimasto intatto per decenni, ecco, vorrei che le  nostri giovani molfettesi e i nostri giovani molfettesi, fossero chiamati ad onorare questa eredità e non a barcamenarsi nel voto di scambio per riportare poi nell’oblio una città che in passato si è sempre contraddistinta in positivo rispetto alle città limitrofe. Oggi Molfetta è chiamata ad essere senza trucco, deve essere gestita da nuda e cruda verità, e solo un approccio scientifico potrà riportare il Benaffare e mettere da parte il Malaffare! La scienza è concreta, si basa sui fatti e non sulle parole, grafici e % non cambiano con la logica dello scambio di favori: E’ un dato di fatto che la città in cui vivo è ai minimi storici a livello demografico e a livello dei servizi offerti al cittadino, strade ricoperte da asfalto cosi’ scadente che appena messo si dilava alla prima pioggia e alla prima arsura, alberi centenari senza alcuna cura o soppressi senza motivo, spazi offerti non ai giovani ma in mano ad associazioni  ‘a scopo di lucro’, una sola unica piscina comunale dimenticata per anni, dopo essere stata costruita con fatica e una quantità immane di danaro poi chiusa, riaperta, riaggiustata, richiusa attualmente! spiagge solo private che da essere di tipo associativo ora sono diventate dei resort! a breve avremo il lungomare, del tutto privo dell’attrattiva turistica dei paesi limitrofi,  con una vasca piena di immondizia. E non voglio toccare argomento cultura perché si spalancherebbe un varco: cinema? Teatro? Inesistenti.

Insomma se anche questa volta mi ritrovo la faccia degli stessi consiglieri degli ultimi dieci anni è la volta buona che esilio come fece il Grande Salvemini.

Prof.ssa Amelia Sagliano

Licei “Einstein – da Vinci” di Molfetta BA

Dottore di Ricerca in Biochimica e Biologia Molecolare

Spec. Sociologia della Salute e medicine non convenzionali

Autrice Macroedizioni

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