Le teorie del complotto sono surreali, fantasiose ma, in fondo, affascinanti, soprattutto agli occhi di chi sente il bisogno di trovare una spiegazione a qualcosa che non riesce a comprendere o di cui non vuole accettare la cosiddetta “spiegazione ufficiale”. Nascono spesso in persone ansiose, con un forte bisogno di controllo e, a volte, senza gli strumenti necessari per riconoscere un’informazione attendibile. In altri casi entra in gioco anche il bisogno narcisistico di sentirsi speciali, nella convinzione di aver compreso la “vera realtà” che sfuggirebbe ai più.
Nel periodo storico che stiamo vivendo queste teorie proliferano, ma la verità è che sono sempre esistite. Cambiano i contesti e i mezzi di diffusione, non il meccanismo.
La teoria sull’11 settembre
Una delle teorie del complotto più famose in assoluto riguarda gli attentati terroristici dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle di New York. Secondo questa narrazione alternativa l’attacco non sarebbe stato esclusivamente opera di al-Qaeda né il crollo degli edifici sarebbe dipeso solo dall’impatto degli aerei. I veri responsabili, secondo i complottisti, sarebbero stati alcuni “insider” interni al sistema statunitense, con la complicità o il silenzio del Governo, che avrebbero piazzato esplosivi nelle colonne portanti delle torri per provocarne il collasso.
L’obiettivo? Giustificare l’intervento militare in Medio Oriente, in particolare la guerra in Iraq, e introdurre un maggiore controllo sociale sfruttando il trauma collettivo. Una teoria che ignora le numerose indagini ufficiali e indipendenti, che hanno spiegato dinamica e cause dei crolli, ma che continua a sopravvivere grazie alla paura, alla sfiducia nelle Istituzioni e alla potenza emotiva di quell’evento.
Il Nuovo Ordine Mondiale
Il concetto di Nuovo Ordine Mondiale è un po’ la spina dorsale di quasi tutte le teorie complottiste. Secondo questa visione il mondo sarebbe governato da una ristretta élite composta da finanzieri, politici, industriali e celebrità, che deciderebbero in segreto le sorti dell’umanità. Guerre, pandemie, crisi economiche, cambiamenti climatici, malattie e persino campagne vaccinali non sarebbero eventi complessi e multifattoriali, ma parti di un unico grande piano di controllo globale.
All’interno di questo filone rientra anche la teoria dell’adenocromo, secondo cui alcuni membri dell’élite si manterrebbero giovani e in salute assumendo una presunta sostanza estratta dai bambini. Una narrazione priva di qualunque fondamento scientifico, spesso usata per alimentare panico morale e collegata arbitrariamente al tema delle persone scomparse.
Sempre nello stesso universo narrativo troviamo anche la teoria dei rettiliani: leader politici, reali, attori e pop star non sarebbero umani, ma alieni mutaforma capaci di assumere sembianze umane per controllare il Pianeta dall’interno. Negli anni sono stati “accusati” presidenti degli Stati Uniti, membri delle famiglie reali e celebrità varie, con un criterio piuttosto elastico: più potere hai, più è probabile che tu sia un rettile spaziale.
Il club dei “non morti”
Un’altra teoria molto amata riguarda le celebrità morte giovani. Secondo questa convinzione, alcune star avrebbero inscenato la propria morte per fuggire dalla fama, dalla pressione mediatica e da una vita diventata ingestibile. Jim Morrison, Amy Winehouse, Michael Jackson, Elvis Presley, Tupac Shakur per i sostenitori della teoria non sarebbero mai morti davvero, ma vivrebbero oggi su qualche isola remota, finalmente in pace.
Una variante ancora più elaborata parla, invece, di veri e propri scambi di identità. Sarebbe il caso, secondo i complottisti, di Avril Lavigne o Paul McCartney, che sarebbero morti all’apice del successo e sostituiti da sosia addestrati dalle case discografiche per continuare a speculare sui loro personaggi. Cambiamenti di stile, voce o aspetto fisico diventano così “prove” di una sostituzione segreta, ignorando il banale passare del tempo.
Complottismo sanitario
Un capitolo a parte è riservato alle teorie secondo cui alcune malattie, come l’AIDS o il Covid-19, sarebbero state create deliberatamente in laboratorio. Talvolta come armi biologiche, altre come strumenti di controllo della popolazione o di profitto economico.
Una sottocategoria di queste teorie coinvolge le Big Pharma, che secondo i complottisti sarebbero in possesso della cura per molte delle malattie considerate incurabili, in particolare il cancro, ma che per interessi economici preferirebbero continuare a celarle all’umanità. Anche qui, nonostante decenni di studi scientifici e dati verificabili, la complessità della realtà viene attribuita a un colpevole in carne ed ossa, perché in questo modo fa meno paura.
I terrapiattisti
Un’altra teoria molto diffusa è quella secondo cui la Terra non sarebbe sferica, ma piatta e l’Antartide non sarebbe un continente, bensì un enorme muro di ghiaccio che segnerebbe il confine del mondo e impedirebbe agli oceani di “cadere nel nulla”. Secondo i terrapiattisti il Trattato Antartico sarebbe stato ideato per impedire ai civili di scoprire la verità e degli eserciti sarebbero dislocati proprio ai confini per controllare che nessuno possa avvicinarsi.
Area 51
Infine, come non citare le teorie sui contatti con gli alieni. Dopo l’incidente di Roswell nel 1947, in seguito al quale si diffuse la leggenda del recupero di un disco volante, un insieme di teorie riguardanti Governi e loro contatti con extraterrestri ha iniziato a proliferare. Secondo una di queste nell’Area 51, una base militare nel deserto del Nevada a lungo vietata al pubblico, sarebbero avvenuti esperimenti condotti su presunti ritrovamenti alieni, inclusi resti biologici e di navicelle extraterrestri.
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