Film: L’amore non va in vacanza

Che fine ha fatto la commedia romantica?

Da Harry ti presento Sally a Notting Hill, un genere che ha insegnato a intere generazioni a sognare l’amore. Oggi non è scomparso, si è solo spostato: dallo schermo del cinema a quello dei device, seguendo i nuovi tempi e un modo diverso di innamorarsi
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Se negli Anni ’80 e ’90 le rom-com trionfavano sul grande schermo, oggi si piange la loro assenza in sala. Ma più che scomparse queste storie sembrano essersi evolute per adattarsi ai tempi. Non sono un’invenzione recente, già negli Anni ’30, infatti, ci sono stati titoli memorabili come Susanna! di Howard Hawks, con Katharine Hepburn e Cary Grant. Con il passare degli anni, però, l’industria cinematografica statunitense ha abbandonato il genere per concentrarsi su film più drammatici, salvo poi ritornarvi negli Anni ‘80.

Susanna! con Katharine Hepburn e Cary Grant

È con Harry ti presento Sally (1989), diretto da Rob Reiner e scritto da Reiner stesso e Nora Ephron, che le rom-com, così come le intendiamo oggi, riprendono vita. Titoli come Notting Hill, C’è posta per te, Il matrimonio del mio migliore amico, 10 cose che odio di te, Love Actually, L’amore non va in vacanza, Come farsi lasciare in 10 giorni, solo per citarne alcuni, sono diventati dei must della storia cinematografica. Diverse generazioni hanno trovato in questi film il loro prototipo di amore, alzando le aspettative sulle relazioni romantiche.

Dopo, quindi, il grande boom degli Anni ‘90 e primi 2000, è più o meno verso il 2010 che le rom-com hanno iniziato a mutare e a sparire – o quasi – dalle sale cinematografiche. Il motivo principale risiede nella consapevolezza da parte dei produttori che i film dei supereroi e, più in generale, i grandi film evento, siano quelli in grado di attirare più pubblico e generare maggiori profitti. Basti pensare che in quegli anni, oltre a tutti i film della Marvel, escono Avatar, gli ultimi capitoli cinematografici di Harry Potter e la nuova trilogia di Star Wars. Naturalmente la conseguenza è stata quella di ritenere che le commedie romantiche con un budget più piccolo non potessero competere economicamente con queste grandi produzioni.

Ne è conseguito che “nel 2000 il 34,8% dei film realizzati era elencato su IMDb come ‘Romantico’, mentre negli ultimi due anni tale percentuale è crollata all’8,6%”, come si legge nella ricerca curata dal produttore cinematografico Stephen Follows sulla incidenza del genere romantico nella filmografia.

L’influenza dello streaming

Oggi è più probabile che una commedia romantica ottenga successo sulle piattaforme online piuttosto che in sala. Infatti, quasi tutti i film di questo genere sono prodotti e distribuiti dalle piattaforme streaming come Netflix e Prime Video. Queste hanno compreso il potenziale del genere e lo hanno trasformato in un prodotto a basso costo, ma ad alta resa, perché adatto al mercato globale. In questo modo le rom-com non sono sparite, ma si sono evolute nel prodotto più conveniente per il pubblico odierno. Anche le tematiche interne sono cambiate, molti elementi tipici dei film di una volta risultano oggi poco realistici o problematici, senza contare la scarsa inclusività. La consapevolezza del pubblico è diversa, c’è più attenzione per temi che prima venivano lasciati da parte.

Non sono più le star a fare il film

Non bisogna dimenticare, poi, che gran parte del successo di questi film era dovuto anche allo star system, che oggi non domina Hollywood come un tempo.

Julia Roberts, Meg Ryan, Hugh Grant, Richard Gere e Sandra Bullock erano le star indiscusse del genere. Oggi, invece, nella maggior parte delle commedie romantiche gli attori scelti sono sconosciuti o quasi. Anzi, queste produzioni diventano un trampolino di lancio per giovani interpreti. Basti pensare a Jacob Elordi, che con The Kissing Booth è diventato famoso in tutto il mondo e oggi è nominato agli Oscar come miglior attore non protagonista per Frankenstein di Guillermo del Toro.

La società odierna e il modo di vivere

Ma forse il motivo principale della “scomparsa” delle rom-com risiede nell’attuale contesto culturale e sociale. L’arrivo di Internet ha condizionato il modo di relazionarsi agli altri, di vedere la vita e l’amore. Oggi siamo apparentemente più cinici, concentrati sul lavoro e sull’avere una vita ricca di esperienze. Essere indipendenti è la parola d’ordine e affidarsi a qualcun altro, molto spesso, può far sentire vulnerabili. Gli incontri fortuiti in un supermercato, in una libreria o attraverso un programma radio, tipici delle vecchie commedie romantiche, oggi sono impensabili. Le app di dating hanno reso tutto più veloce e freddo. Basta uno scroll verso sinistra o destra, un like, un commento.

È chiaro quindi che forse sì, le rom-com come le conoscevamo sono morte, ma perché le persone sono cambiate, i mercati si sono evoluti e i bisogni sono altri. Resta però la nostalgia, fattore determinante che porta a chiedersi che fine abbia fatto questo genere di film. Guardiamo al passato con occhi nostalgici e ciò che avevamo prima ci sembra migliore di ciò che abbiamo ora, desideriamo ciò che amavamo una volta per tornare a provare qualcosa di più autentico.

Non ti presento i miei

Rimane comunque il fatto che se anche non esistono più commedie come Pretty Woman esistono ancora film come Rosso, Bianco & Sangue blu, People We Meet on Vacation, Non ti presento i miei, che ci aiutano ancora a sognare e a sorridere.

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