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Venezia 82, una finestra sulla contemporaneità

Dal 27 agosto al 6 settembre l’82° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia animerà il famoso lido con film provenienti da tutto il mondo. Molte le star attese e tante le tematiche trattate, cui si affiancheranno le numerose manifestazioni pro Palestina. Una Venezia, dunque, che diventa un palcoscenico in cui parlare delle tragedie del mondo, per dare voce a chi la voce non ce l’ha
venerdì, 29 Agosto 2025
3 minuti di lettura

Si è inaugurata l’82esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, riconfermandosi, come ogni anno, un festival capace di raccontare la realtà e la contemporaneità attraverso il cinema. Madrina dell’edizione Emanuela Fanelli, attrice e comica, che da qualche anno a questa parte sta riscuotendo un enorme successo.

Le star attese

Dal 27 agosto al 6 settembre calcheranno uno dei red carpet più glamour e rinomati del mondo divi e dive del cinema globale, tra cui Julia Roberts, George Clooney, Cate Blanchett, Emma Stone, Adam Sandler, Jacob Elordi, Oscar Isaac e tanti altri ancora. Insieme alle star alcuni tra i registi più accreditati, come Yorgos Lanthimos, Guillermo del Toro, Kathryn Bigelow, Jim Jarmusch, Luca Guadagnino, Park Chan-Wook e Paolo Sorrentino, che, con il suo film “La Grazia”, ha aperto la kermesse, accolto dalle ovazioni del pubblico. A ricevere il Leone d’oro alla carriera l’attrice statunitense Kim Novak e il regista tedesco Werner Herzog, che ha ricevuto il premio dalle mani di Francis Ford Coppola. “Ho sempre cercato di raggiungere una forma poetica profonda, fare qualcosa che potesse essere quasi trascendentale”, ha dichiarato un Herzog commosso, mentre ritirava il premio. “Forse può sembrare strano – ha aggiunto -, ma sono un buon soldato del cinema e questo per me significa perseveranza, coraggio e anche un senso del dovere. E’ ciò che, infine, mi ha portato qui”.

Tra realtà e finzione

I film in concorso, fuori concorso, nella sezione orizzonti e in quelle collaterali delle “Giornate degli Autori” e della “Settimana della Critica” affrontano temi tra i più disparati ma complessivamente impegnati: la guerra, l’identità, il rapporto inter-generazionale, i diritti sul lavoro, l’Ucraina e le biografie anche di uomini contemporanei come quello sull’ascesa al potere di Vladimir Putin, “Il Mago del Cremlino”, diretto da Olivier Assayas, tratto dall’omonimo romanzo di Giuliano da Empoli e interpretato da Jude Law. In concorso anche il lungometraggio di Kaouther Ben Hania, “The Voice of Hind Rajab”, che racconta la storia di una bambina palestinese di sei anni rimasta uccisa a Gaza il 29 gennaio 2024. L’opera ricostruisce le vicende attraverso le telefonate della bambina con i soccorsi. Insomma, una Venezia che dimostra ancora una volta la capacità del cinema di affrontare la realtà, soprattutto quella più tragica e violenta.

La mostra come mezzo politico e sociale

La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia così diventa non solo il luogo in cui accogliere e apprezzare la settimana arte in tutte le sue sfaccettature, ma anche un palcoscenico, dal quale denunciare, forse quest’anno con maggiore forza, problemi e tragedie che affliggono l’umanità in questo periodo storico, in particolare il genocidio a Gaza. Il 22 agosto scorso, infatti, migliaia di professionisti del cinema italiano e internazionale hanno firmato una lettera aperta, sotto la sigla “Venice for Palestine”, rivolta alla Biennale di Venezia, alla mostra e alle sezioni collaterali, per condannare chiaramente la strage in atto, invitando a garantire spazi e iniziative a sostegno della popolazione palestinese e a escludere dalla manifestazione artistica Gal Gadot e Gerard Butler per il loro appoggio a Israele. Gal Gadot è un’ex soldatessa dell’IDF mentre Gerard Butler è stato accusato di aver partecipato a un gala nel , organizzato dal gruppo “Friends of the IDF”, sostenitore dell’esercito israeliano. Negli scorsi giorni è stato confermato che nessuno dei due sarà presente, anche se non per motivi inerenti alla protesta. Inoltre, il 30 agosto si terrà al Lido il corteo “Free Palestine – Stop al genocidio”, cui prenderà parte anche la madrina del festival.

Contemporaneamente, in contrapposizione ai sostenitori della Palestina, è nato anche il movimento “Venice4Israel”, appoggiato dal gruppo “Free4Futur”. “La nostra posizione – ha dichiarato in conferenza stampa il direttore della mostra, Alberto Barbera – è che da un lato siamo la principale istituzione culturale italiana, un luogo di apertura, di discussione, di dibattito, che non esercita alcuna forma di censura nei confronti di nessuno, e per questo rispediamo al mittente la richiesta di escludere degli artisti se intendono presenziare alla Mostra del cinema. Dall’altra parte non abbiamo mai esitato a esprimere e dichiarare chiaramente la nostra enorme sofferenza di fronte a quello che sta succedendo a Gaza e in Palestina, alla morte di civili e soprattutto di bambini, che sono definite ‘vittime collaterali’, ‘danni collaterali’ delle guerre, cui nessuno è finora riuscito a porre fine”.

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