Sabato 7 marzo alle ore 17.30 alla Libreria ELI di Roma di viale Somalia 50/A, Nicola De Vita presenterà, in dialogo con Giulia Catone, il suo nuovo romanzo: Il confine invisibile (Riccardo Edizioni, 2025, pp. 435).
Un romanzo di ampio respiro che si colloca nel solco della narrativa epico-fantastica, costruendo un universo narrativo attraversato da guerre, profezie e tensioni interiori. Al centro della vicenda si muovono figure regali come Egan e Matilde, protagonisti di un conflitto che è insieme politico, spirituale e identitario.
Il volume esce per una realtà editoriale indipendente che negli ultimi anni ha scelto di offrire spazio soprattutto ad autori emergenti, privilegiando la pubblicazione rispetto alla selezione di catalogo.
La struttura dell’opera, suddivisa in più parti e culminante in un “Atto finale”, richiama consapevolmente la tradizione del romanzo di formazione e dell’epica moderna.
Il tema del “confine”, non solo geografico ma soprattutto morale e metafisico, attraversa l’intera narrazione: confine tra luce e oscurità, tra ragione e fede, tra giustizia e vendetta.
L’autore insiste in particolare sul contrasto fra razionalità e dimensione oracolare, affidando a dialoghi serrati con l’oracolo e le “streghe di Tannika” il compito di esplicitare le grandi domande che animano la storia.
Uno degli elementi più evidenti è il tentativo di dare alla materia narrativa un respiro simbolico. Le immagini della luce, dell’occhio, della creazione, ritornano con frequenza, quasi a costruire una mitologia interna coerente.
Il lessico tende a privilegiare un tono solenne, spesso sostenuto da riflessioni di carattere esistenziale che rallentano l’azione per lasciare spazio alla meditazione. In questo senso, il romanzo sembra puntare più alla costruzione di un universo concettuale che al puro dinamismo dell’intreccio.
La scrittura di De Vita procede in modo lineare e funzionale all’intreccio, senza indulgere in sperimentazioni linguistiche o particolari tensioni stilistiche. L’autore privilegia la chiarezza narrativa rispetto a una ricerca formale marcata, mantenendo un registro costante lungo tutto l’arco del romanzo.
I dialoghi hanno il compito di esplicitare le tensioni morali dei personaggi, mentre le scene di battaglia e le strategie militari offrono una cornice narrativa riconoscibile agli appassionati del genere.
L’ambientazione, con le colline di Tannika, le fortezze e i regni in conflitto, contribuisce a creare un mondo definito nei suoi equilibri geopolitici, che fa da sfondo alla progressiva affermazione del protagonista.
Il romanzo si inserisce dunque in una linea di narrativa fantastica che privilegia la chiarezza dell’impianto e la riconoscibilità dei ruoli.
I personaggi incarnano tensioni archetipiche: il giovane re in cerca di giustizia, l’oracolo custode di una verità altra, il nemico imperiale simbolo di un potere ambiguo. In questa dimensione fortemente tipizzata, il lettore trova coordinate familiari e un percorso narrativo che procede con coerenza fino allo scioglimento finale.
Il confine invisibile è un’opera ambiziosa per estensione e per tematiche affrontate. La sua forza risiede nella dichiarata volontà di costruire un universo compatto e in una narrazione che non teme di soffermarsi sulle grandi questioni del destino, della responsabilità e dell’eredità paterna.
Un romanzo che, per ampiezza e intenzione, guarda dichiaratamente alla grande tradizione epica, offrendo ai lettori un viaggio lungo e meditato dentro un mondo in cui la luce e l’ombra continuano a interrogarsi a vicenda.
Info e prenotazioni: 06/86211712; eventi@libreriaeli.it






