Vaguebooking, il post che dice e non dice. Un silenzio che in realtà è una richiesta d’aiuto
“Certi giorni sarebbe meglio non alzarsi”. Nessun nome e nessun contesto, solo una frase sospesa che galleggia sulla bacheca social tra un meme e una foto di vacanze. È il fenomeno del vaguebooking, la pratica di pubblicare post intenzionalmente vaghi e allusivi per attirare l’attenzione senza però esporsi davvero. È un fenomeno che riguarda molti, ma tra i più giovani sta riscrivendo le regole della comunicazione emotiva. Dalle frecciatine ai post criptici Il termine nasce dall’unione di vague (vago) e Facebook, ma oggi è presente nelle storie di Instagram e in video brevi. Il meccanismo è questo: si lancia un … Leggi tutto Vaguebooking, il post che dice e non dice. Un silenzio che in realtà è una richiesta d’aiuto
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