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Giovedì, 20 Aprile 2017 06:00

Video appello portuali Gioia Tauro al Papa

"Caro Francesco, la politica ci ha abbandonato. Siamo poveri operai calabresi, chi vuoi che pensi a noi? Per questo ci rivolgiamo a te". L'appello dei portuali di Gioia Tauro è on line al link youtube.com/user/klauscondicio. Il video sarà parte di un documentario più ampio, realizzato dal massmediologo Klaus Davi in collaborazione con Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Mare e Sul su una vertenza che vede contrapposta l’azienda MCT e gli operai e che potrebbe culminare con 400 licenziamenti. Il filmato si apre con la voce di Carmelo Cozza, 50 anni: "La perdita di un solo posto di lavoro qui a Gioia Tauro significa la differenza tra la disperazione e la possibilità di emancipazione per i lavoratori e loro famiglie. Da noi, Francesco, la possibilità di lavorare significa sottrarsi all'abisso della criminalità organizzata. Ho moglie, tre figli. Non abbandonarci". Per Domenico Laganà, 50 anni, “Francesco, lei è il Papa degli operai, so che non ci dimenticherà. Sono sposato, ho due figli", racconta Nino Sigilli 47 anni, “Crediamo in te. Il nostro è un urlo, un appello. Francesco vogliamo fatti, vogliamo realtà”. “Ci conosciamo Francesco", rivela Giuseppe Rizzo 49 anni, “e quindi mi rivolgo a te perché tu hai aiutato uno dei miei figli nel 2013 con le tue preghiere. Confidiamo in te". “Sono uno dei tanti che non vorrebbe abbandonare la propria terra. Ho 37 anni. Senza lavoro non c’è futuro. Spero in un vostro sostegno morale”, scandisce accorato Salvatore Prossimariti. Gli fa eco il ventisettenne Mario Morgante: “Sono un giovane calabrese. Costringere all’emigrazione noi giovani significa uccidere la Calabria. Ho 30 anni, voglio vivere qui e aiutare la mia terra". "Caro Francesco, il lavoro è dignità - incalza Eugenio Cutri - ci aiuti col cuore in mano, siamo una terra disgraziata e maledetta". Per Mimmo Macrì: “Chi licenzia è un criminale, lo ha detto lei. Anche se l’azienda per cui lavoriamo non è criminale. È solo un’azienda in crisi a causa della politica. I suoi uomini in Calabria sono stati lontani. Ci aiuti lei". “Ti chiedo una lunga preghiera: ho quattro figli a casa. La mia preoccupazione. Per uno che ha famiglia sarà la disperazione più totale”, chiude Luigi Bresciani di 47 anni. Non poteva mancare infine un invito al Santo Padre e puntuale è arrivato da Salvatore Larocca, 49 anni. “La aspettiamo a Gioia Tauro".
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Messaggio Pasquale di Papa Francesco in Piazza San Pietro. "In questi tempi, in modo particolare, Dio sostenga gli sforzi di quanti si adoperano attivamente per portare sollievo e conforto alla popolazione civile in Siria, la amata e martoriata Siria, vittima di una guerra che non cessa di seminare orrore e morte. È di ieri l’ultimo ignobile attacco ai profughi in fuga che ha provocato numerosi morti e feriti. Doni pace a tutto il Medio Oriente, a partire dalla Terra Santa, come pure in Iraq e nello Yemen”. Nel messaggio il Papa ricorda come il Pastore Risorto sia sempre alla ricerca di tutti, come delle pecorelle smarrite. “Va a cercare chi è smarrito nei labirinti della solitudine e dell’emarginazione” e “si fa carico di quanti sono vittime di antiche e nuove schiavitù: lavori disumani, traffici illeciti, sfruttamento e discriminazione, gravi dipendenze. Si fa carico dei bambini e degli adolescenti che vengono privati della loro spensieratezza per essere sfruttati; e di chi ha il cuore ferito per le violenze che subisce entro le mura della propria casa. Il Pastore Risorto si fa compagno di strada di quanti sono costretti a lasciare la propria terra a causa di conflitti armati, di attacchi terroristici, di carestie, di regimi oppressivi”.
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Domenica, 16 Aprile 2017 06:00

Una Pasqua tra vergogna e speranza

Pasqua tra vergogna e speranza. I drammi del nostro tempo sono stati uno dei fili conduttori della Via Crucis di quest'anno. "Vergogna - ha spiegato Papa Francesco - per le immagini di distruzione e naufragio che sono ordinarie nella nostra vita, per il sangiu iunnocente versato ogni giorno da innocenti per il colore della pelle o per la fede in Te. Vergogna per le volte che ti abbiamo venduto e traditoo e lasciato solo a morire per i nostri peccati, scappando da codardi. Vergogna per il silenzio davanti alle ingiustizie, per le nostre voci squillanti per difendere i nostri interessi e non quelli altrui. Vergogna per le volte che noi vescovi, sacerdoti, consacrati abbiamo scandalizzato e ferito la Chiesa e abbiamo dimenticato il nostro primo amore e la nostra totale dospinibiltà. Tanta vergogna... ma il nostro cuore è nostalgico perchè non ci tratti secondo i nostri meriti ma per la tua misericordia. Il tuo cuore non ci dimentica per la durezza delle noste viscere". Ma c'è anche "speranza: i nostri nomi - ha aggiunto il Pontefice - sono incisi nel tuo cuore, la croce trasforme i nostri cuori induriti in cuori di carne capaci di amare. Trasforma questa notte tenebrosa nell'alba della Risurrezione. I fedeli della Tua croce continueranno a vivere come lievito. La speranza che la Chiesa cercherà di gridare nel deserto dell'imanità per preparare il tuo trionfale ritorno, la speranza che il bene vincerà nonostante la sua apparente sconfitta".
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«Penso che oggi il peccato si manifesti con tutta la sua forza di distruzione nelle guerre, nelle diverse forme di violenza e maltrattamento, nell’abbandono dei più fragili. Il mondo deve fermare i signori della guerra. Perché a farne le spese sono sempre gli ultimi, gli inermi». Lo afferma Papa Francesco, in un'intervista al quotidiano La Repubblica in edicola oggi. Per il Pontefice, che oggi nel carcere di Paliano (Frosinone) celebrerà la Messa in Coena Domini con il rito della lavanda dei piedi ad alcuni detenuti, la missione della Chiesa è «farsi prossima degli ultimi, degli emarginati, degli scartati. Chi non è colpevole scagli la prima pietra. Guardiamoci dentro e cerchiamo di vedere le nostre colpe. Allora, il cuore diventerà più umano». Alla domanda su come stia vivendo questa vigilia di Pasqua caratterizzata da uno scenario mondiale ad alta tensione, Francesco risponde così: «Mi viene solo da chiedere con più forza la pace per questo mondo sottomesso ai trafficanti di armi che guadagnano con il sangue degli uomini e delle donne». «Come ho detto anche nel recente messaggio per la giornata mondiale della pace, il secolo scorso è stato devastato da due guerre mondiali micidiali - spiega il Papa -, ha conosciuto la minaccia della guerra nucleare e un gran numero di altri conflitti, mentre oggi purtroppo siamo alle prese con una terribile guerra mondiale a pezzi. Non è facile sapere se il mondo attualmente sia più o meno violento di quanto lo fosse ieri, né se i moderni mezzi di comunicazione e la mobilità che caratterizza la nostra epoca ci rendano più consapevoli della violenza o più assuefatti a essa».
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Via Crucis di dialogo intereligioso quella che verrà trasmessa in mondovisione questa sera da Roma. Nella Settimana Santa il tema della speranza cristiana si lega inesorabilmente alla croce. E durante l’Udienza Generale in Piazza San Pietro Papa Francesco afferma: “Noi crediamo che proprio nel Crocifisso la nostra speranza è rinata. È una speranza diversa questa che nasce dalla croce, da quelle del mondo”."Se qualcuno di voi mi domandasse dove nasce la speranza? Dalla croce, guarda il Cristo crocifisso» aggiunge a braccio Papa Francesco. Ed è proprio a Pasqua che Gesù ha trasformato “il nostro peccato in perdono, la nostra morte in risurrezione, la nostra paura in fiducia”. “Ecco perché lì sulla croce – osserva Francesco - è nata e rinasce sempre la nostra speranza; ecco perché con Gesù ogni nostra oscurità può essere trasformata in luce, ogni sconfitta in vittoria, ogni delusione in speranza. La speranza supera tutto». Ma spesso sembra che l’amore ci tolga qualcosa. Il chiarimento del Papa arriva subito limpidamente: “Sembrerebbe così, perché chi ama perde potere; chi dona, si spossessa di qualcosa. In realtà la logica del seme che muore, dell’amore umile, è la via di Dio, e solo questa dà frutto”. “Certo – continua ancora il Papa - questo amore vero passa attraverso la croce, il sacrificio, come per Gesù. La croce è il passaggio obbligato, ma non è la meta: la meta è la gloria, come ci mostra la Pasqua”.
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Domenica delle Palme di sangue per l’attentato terroristico compiuto in Egitto a danno dei cristiani copti. “Alla Vergine Santa affidiamo le vittime dell’attentato terroristico avvenuto venerdì scorso a Stoccolma, come anche quanti sono ancora duramente provati dalla guerra, sciagura dell’umanità. E anche l’attentato compiuto oggi al Cairo al mio caro fratello sua santità papa Tawadros II alla Chiesa copta e alla cara nazione, il Signore converta i cuore delle persone che semina terrore violenza e morte e anche quelli che” fanno e trafficano le armi”. Questa la preghiera del Papa al termine della messa della domenica delle Palme in Piazza San Pietro, inizio della Settimana Santa. Poco prima il Papa ha ringraziato coloro che hanno partecipato all’Incontro internazionale in vista dell’assemblea sinodale sui giovani, promosso dal Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita in collaborazione con la Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi: “un’altra tappa del grande pellegrinaggio, iniziato da san Giovanni Paolo II, che l’anno scorso ci ha radunati a Cracovia e che ci convoca a Panamá per il gennaio 2019” ed ha aggiunto: “ Chiediamo al Signore che la Croce, unita all’icona di Maria Salus Populi Romani, là dove passerà faccia crescere la fede e la speranza, rivelando l’amore invincibile di Cristo”. In Piazza la Croce delle GMG prese in carico dai ragazzi di Panama che ieri sera erano presenti alla Veglia in Santa Maria Maggiore. Poi il Papa ha guidato la recita dell' Angelus.
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I violenti episodi che hanno colpito San Pietroburgo e la Siria hanno trovato puntuali l’appello di Pace di Papa Francesco, nell’Udienza Generale di ieri, per cercare di porre fine a queste tragedie. Sulla vicenda russa, colpita dall’esplosione di una bomba sulla metropolitana di San Pietroburgo, il Pontefice commenta: “Il mio pensiero va in questo momento al grave attentato dei giorni scorsi nella metropolitana di San Pietroburgo, che ha provocato vittime e smarrimento nella popolazione. Mentre affido alla misericordia di Dio quanti sono tragicamente scomparsi, esprimo la mia spirituale vicinanza ai loro familiari e a tutti coloro che soffrono a causa di questo drammatico evento”. L’attentato ha provocato 14 morti e 45 feriti. “Assistiamo inorriditi – ha continuato Papa Francesco - agli ultimi eventi in Siria. Esprimo la mia ferma deplorazione per l’inaccettabile strage avvenuta ieri nella provincia di Idlib, dove sono state uccise decine di persone inermi, tra cui tanti bambini». Il raid aereo con “gas tossici” che è stato lanciato contro Khan Sheikhun, città nella provincia nord-occidentale di Idlib, in Siria, sotto il controllo dei ribelli, ha causato almeno 72 morti, tra i quali - secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani - almeno venti bambini e diciassette donne. «Prego per le vittime e i loro familiari – ha continuato il Papa - e faccio appello alla coscienza di quanti hanno responsabilità politiche, a livello locale e internazionale, affinché cessi questa tragedia e si rechi sollievo a quella cara popolazione da troppo tempo stremata dalla guerra. Incoraggio, altresì, gli sforzi di chi, pur nell’insicurezza e nel disagio, si sforza di far giungere aiuto agli abitanti di quella regione».
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La pace e la stabilita' internazionali "non possono essere fondate su un falso senso di sicurezza, sulla minaccia di una distruzione reciproca o di totale annientamento, sul semplice mantenimento di un equilibrio di potere". La pace deve essere costruita "sulla giustizia, sullo sviluppo umano integrale, sul rispetto dei diritti umani fondamentali, sulla custodia del creato, sulla partecipazione di tutti alla vita pubblica, sulla fiducia fra i popoli, sulla promozione di istituzioni pacifiche, sull'accesso all'educazione e alla salute, sul dialogo e sulla solidarieta'". Cosi' Papa Francesco in un messaggio inviato alla 'Conferenza dell'Onu finalizzata a negoziare uno strumento giuridicamente vincolante sulla proibizione delle armi nucleari, che conduca alla loro totale eliminazione', la cui prima parte si svolge a New York, fino al 31 marzo. Nel messaggio, letto da monsignor Antoine Camilleri, sottosegretario per i Rapporti con gli Stati, capo della delegazione della Santa Sede all'incontro, il Pontefice sottolinea che "in questa prospettiva, abbiamo bisogno di andare oltre la deterrenza nucleare: la comunita' internazionale e' chiamata ad adottare strategie lungimiranti per promuovere l'obiettivo della pace e della stabilita' ed evitare approcci miopi ai problemi di sicurezza nazionale e internazionale".
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"Regione Lombardia è stata impegnata su diverse direzioni e ha curato il coordinamento di diversi tavoli di lavoro in raccordo con la Prefettura: soprattutto sono stati stanziati 280.000 euro per gli straordinari connessi agli accordi di collaborazione con i comandi di Polizia locale di tutti i comuni coinvolti sia dell'area di Milano che della Brianza, per garantire la massima sicurezza durante questo evento». Lo ha detto il vice presidente di Regione Lombardia e assessore alla Casa, Housing sociale, Expo e Internazionalizzazione delle imprese Fabrizio Sala in occasione della conferenza stampa ufficiale di presentazione della visita del Santo Padre a Milano e Monza, svoltasi nel capoluogo lombardo, nella sede del CCME di via Drago. «Grazie a E015, ecosistema digitale realizzato in occasione di Expo 2015 e gestito da Regione Lombardia, figlio di una tecnologia estremamente avanzata e interamente 'Made in Lombardy', abbiamo realizzato il Cruscotto Emergenze Full. Uno strumento che permette di controllare in tempo reale la geolocalizzazione delle forze di polizia sul percorso, il traffico, l'affluenza ai servizi di Pronto soccorso fino alle previsioni meteo fornite da Arpa. E' un aggiornamento ulteriore rispetto al dispositivo di sicurezza che avevamo realizzato in occasione dell'esposizione universale di Milano. E' un'eccellenza mondiale che garantirà una visita del Santo Padre in assoluta sicurezza» ha proseguito il vice presidente illustrando lo strumento messo a disposizione da Regione all'interno della Sala operativa del CCME. «In occasione di questo evento - ha aggiunto Sala - sono stati allertati diversi ospedali di Milano e della Brianza e attivata una collaborazione con l'Azienda regionale emergenza urgenza per far fronte a ogni situazione. Inoltre, le Ats hanno garantito personale medico e pediatrico extra in particolare durante la messa del Santo Padre al Parco di Monza. Per i servizi di Ats e Areu sono stati stanziati 200.000 euro. Con la direzione Infrastrutture e Trenord abbiamo poi garantito fino a 480 treni con quattro stazioni di riferimento: Monza, Lissone, Arcore e Villasanta».«Per garantire che tutto si svolga in massima sicurezza sono stati allertati in tutto 1800 volontari di Protezione civile su Milano e 2400 su Monza e sono stati anche stanziati 130.000 euro per il personale» ha poi concluso il vice presidente Sala, che ha, infine, colto l'occasione«per ringraziare il personale regionale e non solo che si è speso in queste settimane per organizzare al meglio questo evento e tutti quelli che nei prossimi giorni saranno in servizio».«La Lombardia è pronta ad accogliere il Santo Padre. La Regione ha investito 410.000 euro per la sicurezza: 280.000 per il coordinamento delle Polizie locali e 130.000 euro per la protezione civile»ha aggiounto Simona Bordonali, assessore regionale alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione in merito alla visita di Papa Francesco.
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Domenica, 26 Marzo 2017 06:00

Papa: «Europa è vita, non procedure»

"Nel vuoto di memoria che contraddistingue i nostri giorni, spesso si dimentica anche un'altra grande conquista frutto della solidarietà sancita il 25 marzo 1957: il più lungo tempo di pace degli ultimi secoli». Lo ha detto Papa Francesco, nel corso dell'udienza con i capi di Stato e di governo dell'Unione Europea, nell'ambito delle iniziative per i 60 anni dei Trattati di Roma.«La pace è un bene prezioso ed essenziale, ma oggi si dà per scontato» ha aggiunto Papa Francesco.«I padri fondatori dell'Europa ci ricordano che l'Europa non è un insieme di regole, non un prontuario di protocolli e procedure da seguire, essa è una vita» ha sottolineato il Pontefice.«In un mondo che conosceva bene il dramma di muri e divisioni - ha detto ancora Francesco -, era ben chiara l'importanza di lavorare per un'Europa unita e aperta e la comune volontà di adoperarsi per rimuovere quell'innaturale barriera che dal Mar Baltico all'Adriatico divideva il continente. Tanto si faticò per far cadere quel muro, eppure oggi si è persa la memoria della fatica».
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