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Formalismo e clericalismo all'origine della doppia vita In evidenza

Pubblicato in Vaticano
07 Maggio 2017 di Redazione Commenta per primo!
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"Non abbiate paura di chiamare le cose per nome, di guardare in faccia la verita' della vostra vita e di aprirvi in trasparenza e verita' agli altri, soprattutto ai vostri formatori, fuggendo la tentazione del formalismo e del clericalismo che sono alla radice della doppia vita". Lo ha chiesto Papa Francesco agli studenti del Pontificio Seminario Campano di Posillipo. "Non accontentarvi di raggiungere un ruolo e di indossare un vestito", li ha ammoniti. Il Papa ha sottolineato, inoltre, che seguire lo stile ignaziano, come si propone di fare il Seminario interdiocesano di Posillipo, "vuol dire innanzitutto favorire nella persona l'integrazione armonica a partire dalla centralita' della relazione di amicizia personale con il Signore Gesu"'. (AGI) (AGI) - CdV, 6 mag. - Secondo il Papa, infatti, "proprio il primato dato alla relazione con il Signore, che ci chiama 'amici', consente di vivere una spiritualita' solida, profonda, ma non disincarnata. Per questo e' importante conoscere, accogliere e riformare continuamente la propria umanita'". "Non stancarsi - ha raccomandato infine - di andare avanti, sempre in cammino. In questa direzione, anche la formazione intellettuale non tende ad essere il semplice apprendimento di nozioni per diventare eruditi, voi non siete un dizionario, ma vuole favorire l'acquisizione di strumenti sempre piu' raffinati per una lettura critica della realta', a partire da se' stessi". Essere seguaci di Cristo portando il nome di cristiani "quello che meglio ci definisce, quello piu' autentico, passa attraverso la nostra capacita' di dare via via nome alle diverse esperienze che animano la nostra umanita'". "Chiamare le cose per nome - ha quindi concluso Bergoglio - e' il primo passo per la conoscenza di se' e quindi per conoscere la volonta' di Dio sulla nostra vita".

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