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Vescovi: «La mafia è opposta al Vangelo» In evidenza

Pubblicato in Vaticano
20 Marzo 2017 di Redazione Commenta per primo!
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"Tutti coloro che, in qualsiasi modo deliberatamente, fanno parte della mafia o ad essa aderiscono o pongono atti di connivenza con essa, debbono sapere di essere e di vivere in insanabile opposizione al Vangelo di Gesù Cristo e, per conseguenza, alla sua Chiesa». E' quanto si legge nel documento finale della sessione primaverile della Conferenza Episcopale Siciliana, che ha visto i vescovi riuniti a Nicosia, in provincia di Enna. «In merito alla questione sempre attuale e sempre ricorrente della presenza della mafia nel tessuto sociale della nostra terra di Sicilia - si legge sempre nel documento della Cesi - i vescovi ribadiscono quanto già affermato in passato attraverso vari documenti: Nuova evangelizzazione e pastorale (1994), Finché non sorga come stella la sua giustizia (1996), Amate la giustizia voi che governate sulla terra (2012)». La presenza della mafia nel tessuto sociale della terra di Sicilia e l'incompatibilità tra essa e il messaggio del Vangelo, la concreta, vigile, paterna vicinanza ai giovani, l'intenzione di produrre orientamenti comuni alle Chiese siciliane per accompagnare, discernere e integrare le fragilità delle famiglie e le situazioni irregolari sono alcuni degli argomenti trattati dai vescovi di Sicilia, riuniti a Nicosia per la sessione primaverile che si è conclusa oggi. Significativo l'appello alle Istituzioni:«Siamo convinti - scrivono i vescovi - che far leva sui giovani sia un atto di lucidità politica, al quale non si vorranno e non si dovranno sottrarre le istituzioni centrali e regionali, deputate a creare le condizioni per incrementare l'occupazione al Sud. A tale scopo bisogna sgombrare il campo dalle logiche del clientelismo, dalle lentezze della burocrazia, dalla invadenza della malavita organizzata. Ma è necessario soprattutto fare spazio alle nuove frontiere del lavoro, sviluppando modelli organizzativi in linea con l'evoluzione della società e della tecnologia».«Per questo - sottolineano i vescovi siciliani - rivolgiamo alle istituzioni competenti un caloroso e pressante appello ad intervenire con urgenza e concretezza, mediante politiche appropriate. Oggi più che domani. Perchè domani forse sarà troppo tardi».«La risorsa più grande - aggiugono poi - sono i giovani, che, anche se culturalmente preparati e formati, sono costretti spesso a cercare all'estero quello che non trovano in Patria».

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