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Un “grazie” e un “non mollate” rivolti ai 700 iscritti all’assemblea di Anci giovani. Così, con un invito a guardare al futuro come a un’opportunità, con incoscienza ed entusiasmo, antidoti all’immobilismo, il presidente dell’Anci Antonio Decaro ha chiuso i lavori degli amministratori locali under 35, a Salerno. “È la prima volta che vi parlo da presidente - ha esordito Decaro - ma non riesco a guardarvi come presidente. Vi guardo da ex. Ex giovane amministratore, ex nuova leva, ex giovane promessa. E anche se sono un ex, vi assicuro che continuo a infondere nella mia attività l’entusiasmo delle mie prime, a volte impacciate, uscite pubbliche. Voglio dirvi grazie per il vostro entusiasmo, grazie per le vostre idee. Ma vi dico anche non mollate». Perché i dati, purtroppo - ha aggiunto - , ci parlano di una partecipazione dei giovani all’amministrazione delle nostre città ancora non soddisfacente. La presenza di under 35 nell'amministrazione locale, negli ultimi quindici anni, non cresce. Quella degli over 60, invece raddoppia. Non è un fatto positivo. Parliamo di rinnovamento ma ancora non riusciamo ad attuarlo. Per questo insisto: non dobbiamo mollare”. Decaro ha quindi evidenziato due aspetti positivi della partecipazione degli under 35 all’amministrazione pubblica. “Noi abbiamo raggiunto la parità di genere. Quanto meno tra i giovani, infatti uomini e donne eletti negli enti locali sono equamente rappresentati. Inoltre moltissimi giovani amministrano città grandi oppure difficili, oppure grandi e difficili: penso a Roma, a Reggio Calabria, a Cagliari, a Perugia, a Torino. Ma dobbiamo crescere numericamente, dobbiamo invertire la rotta perché non c’è niente che possa sostituire la carica, l’entusiasmo, il coraggio e anche l’incoscienza di cui voi giovani, generatori di futuro, siete portatori sani”.
Pubblicato in Società
Venerdì, 09 Ottobre 2015 00:00

La parabola del Sindaco di Roma

"In questi due anni ho speso con la carta di credito messa a mia disposizione dal Comune meno di 20.000 euro per rappresentanza, e li ho spesi nell’interesse della città. Bene, ho deciso di regalarli tutti di tasca mia a Roma e di non avere più una carta di credito del Comune a mio nome. Staccherò l’assegno per l’intera cifra, ivi compresi quei 3.540 euro investiti nella cena con il mecenate Usmanov, arrivata alla fine di una serie di incontri che hanno portato nelle casse del Campidoglio due milioni di euro”. Così in una nota il sindaco di Roma, Ignazio Marino. "La mia decisione mette un punto, e adesso basta polemiche. 

 

 

 

 

Pubblicato in Politica

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