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"Parliamoci chiaro. O i Paesi dell'Est europeo iniziano ad accogliere i migranti o si cambiano le regole dei fondi europei. E così smettiamo di dar loro miliardi di euro. Questa era la posizione avanzata nel 2016 dall'Italia. Oggi grazie al bravo sottosegretario Gozi è diventata proposta ufficiale. Qualcuno la chiama ricatto, io la chiamo giustizia. Avanti". Lo scrive su Facebook l'ex premier e candidato alla segreteria del Pd, Matteo Renzi.
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Venerdì, 14 Aprile 2017 06:00

Via libera definitivo a dl migranti

L'Aula della Camera ha approvato in via definitiva il decreto Minniti sull'immigrazione, su cui ieri era stata votata la fiducia. I sì sono stati 240, i no 176, le astensioni 12. Si tratta di 22 articoli che, tra l'altro, introducono sezioni specializzate nei tribunali ordinari, snellisce le procedure per individuare chi, tra quelli che arrivano sul suolo italiano, ha diritto alla protezione internazionale e modifica la natura dei centri di accoglienza, rafforza l'integrazione e inasprisce il contrasto all'immigrazione illegale accelerando i processi di espulsione per i non aventi diritto all'asilo e all'ospitalità. Entrando nel dettaglio, sono 26 le sezioni specializzate, una per ogni luogo in cui ha sede una Corte di appello, che dovranno rispondere “all'esigenza di assicurare una maggiore celerità ai ricorsi giurisdizionali in materia di immigrazione, a fronte del significativo aumento delle richieste di protezione internazionale registratosi negli anni 2013-2016 in conseguenza dell'eccezionale afflusso di migranti”, in particolare sui temi dell'immigrazione, della protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione europea. Sparisce, inoltre, l'appello nelle controversie per il riconoscimento dei diritti di asilo dei migranti, ma resta il ricorso in Cassazione. Nuovi compiti vengono assegnati anche al Consiglio superiore della magistratura, che dovrà predisporre un piano straordinario di applicazioni extra-distrettuali, cioè il Csm “procede all'individuazione degli uffici giudiziari sede della sezione specializzata, interessati dal maggiore incremento dei procedimenti e del numero dei magistrati da applicare, fino a un massimo di 20 unità, e stabilisce secondo criteri di urgenza le modalità per la procedura di interpello e la sua definizione”. Con il provvedimento, però, il ministero dell'Interno è autorizzato ad assumere fino a 250 unità di personale a tempo indeterminato per il biennio 2017-2018, “da destinare agli uffici delle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale e della Commissione nazionale per il diritto di asilo”. Un'altra novità del decreto è la fine dei Centri di identificazione ed espulsione, i famigerati Cie, che saranno sostituiti dai Centri di permanenza per i rimpatri. Si tratta di strutture più piccole, più numerose su tutto il territorio nazionale e ubicate nelle vicinanze di aeroporti. Il testo prevede anche il rito abbreviato per la definizione dei ricorsi contro i provvedimenti di espulsione per motivi di ordine pubblico e sicurezza nazionale e per motivi di prevenzione del terrorismo. Inoltre, per evitare rischi di fughe, gli immigranti irregolari devono essere identificati e trattenuti nei centri di prima accoglienza con rilevamento foto-dattiloscopico e segnaletico. Chi reiteratamente si rifiuta di sottoporsi al rilevamento costituisce rischio di fuga e può giustificare l'adozione della misura di trattenimento presso un Cpr. Infine, una parte del decreto è dedicato alla rete di informazioni da crearsi su ingressi, soggiorni irregolari e procedimenti per la protezione internazionale, che deve mettere in collegamento il sistema informativo automatizzato del Dipartimento della pubblica sicurezza con i database delle forze di polizia e con il sistema per la gestione dell'accoglienza, predisposti presso il Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del ministero dell'Interno.
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Domenica, 02 Aprile 2017 06:00

In Lombardia 1,3 mln di migranti

In base alle elaborazioni della Fondazione Ismu sull’ultima indagine dell’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità (Orim), gli immigrati presenti in Lombardia al 1° luglio 2016 sono oltre 1,3 milioni. Dai dati emerge che anche per il 2016 (è il terzo anno consecutivo) la popolazione straniera presente in Lombardia è equamente distribuita tra maschi e femmine: le donne infatti sono il 49,4% del totale dei migranti, mentre erano solo il 39% nel 2002. Nel 2016 si riscontra un aumento della disoccupazione. Pur considerando occupato anche chi ha un lavoro irregolare o saltuario, gli immigrati che non hanno un impiego superano per la prima volta il 20% della popolazione straniera attiva, andando oltre il precedente record del 18,5% registrato nella prima indagine del 2001, mentre nel 2006-2007 l’incidenza era pari al 7%. Redditi: uno su sette guadagna meno di 600 euro. Per il quarto anno consecutivo, cioè dal 2013, il 14-15% (pari a uno su sette) di chi ha un lavoro ha comunque un reddito netto mensile inferiore ai 600 euro. Una incidenza così alta si era registrata solo nel 2001 e nel 2003, allorquando peraltro il valore di un euro era ben superiore dell’attuale (mentre nel quadriennio 2005-2008 “di maggior splendore” solo l’8-9% dei lavoratori stranieri guadagnava meno di 600 euro al mese). Aumentano sia le abitazioni precarie sia quelle di proprietà. Nel 2016 si segnala la più elevata presenza di abitazioni precarie in rapporto a quelle autonome degli ultimi 13 anni di indagini. Nonostante ciò, l’incidenza di abitazioni di proprietà tra gli stranieri è, però, in crescita per il terzo anno consecutivo e sfiora nuovamente il valore record del 23% già registrato nel 2010. Sintomo di una nuova “polarizzazione abitativa” tra una fascia di immigrati che è sempre più ricca e un’altra, invece, che è sempre più povera. La grande maggioranza vive in coppia. A testimonianza di una forte volontà di integrazione (per chi rimane in Italia nonostante la crisi), la quota di coniugati che vivono assieme al partner raggiunge nel 2016 l’84% (solo il 16% ha il proprio partner all’estero), che rappresenta un nuovo record in Lombardia per il secondo anno consecutivo. Inoltre per la prima volta i figli dei migranti che vivono in Italia con i loro genitori sono più del triplo rispetto ai figli rimasti a vivere all’estero (anche in questo caso si tratta di un nuovo record per il secondo anno consecutivo). La Lombardia è la prima regione in Italia per numero di alunni stranieri. In linea con il trend evidenziato negli anni precedenti, si conferma il consolidamento della presenza straniera nelle scuole lombarde seppure, come già da qualche anno, la crescita è rallentata. Anche per l’anno scolastico 2014/15 la Lombardia è la prima regione italiana per numero assoluto di alunni con cittadinanza non italiana; essa, infatti, accoglie il 24,7% del totale nazionale. Sul fronte delle università, nell’anno accademico 2015/16, la Lombardia si conferma la regione con il maggior numero di stranieri iscritti nei suoi atenei, sia pubblici sia non statali: 17.868, pari al 24,3% di iscritti stranieri su scala nazionale, con un aumento del 4,1% rispetto all’anno accademico 2014/15.
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Venerdì, 31 Marzo 2017 06:00

Migranti, Senato approva decreto

L'Aula del Senato ha approvato con 145 voti favorevoli, 107 contrari e un astenuto la fiducia sul decreto immigrazione. Il provvedimento passa ora all'esame della Camera. A Montecitorio è arrivato invece il via libera definitivo alla proposta di legge sui minori migranti non accompagnati, con 375 voti favorevoli e 13 contrari.«Parlamento ha approvato legge per minori stranieri non accompagnati. Una scelta di civiltà per la tutela e l'integrazione dei più deboli» scrive su Twitter il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. “Oggi le due Camere hanno approvato due provvedimenti importanti, che restituiscono l’idea complessiva che guida l’azione del Governo e della maggioranza parlamentare in tema di gestione dei flussi migratori”, commenta la ministra per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro. “Il Senato ha detto sì in prima lettura alla conversione del decreto-legge che garantisce il riconoscimento e l’accoglienza dei richiedenti asilo e, al contempo, dà maggiori certezze sulla tempestività e l’effettiva praticabilità del rimpatrio di chi raggiunge il nostro Paese in maniera irregolare. Un testo equilibrato – spiega la ministra – frutto della volontà del Governo di dare voce alle esigenze di integrazione e di sicurezza della popolazione, che possono essere soddisfatte solo se tenute in stretta connessione”. “Al contempo – aggiunge Finocchiaro – la Camera ha approvato in via definitiva, con una maggioranza più ampia di quella che sostiene il Governo, la legge a tutela dei minori stranieri non accompagnati. Essa afferma principi di protezione di questi giovani e giovanissimi migranti ormai riconosciuti a livello internazionale, come il divieto di respingimento e la priorità attribuita al ricongiungimento con la famiglia, e introduce una rete di assistenza istituzionale, che favorisce l’integrazione all’interno della nostra società”. “Il Governo garantisce così la propria attenzione a uno dei temi più complessi, che impegnano e preoccupano ben al di là dei nostri confini. Intendiamo così rassicurare i cittadini italiani sulla presenza di uno Stato attento alla loro sicurezza, senza mai rinunciare ai principi di solidarietà e accoglienza, propri della nostra civiltà”, conclude la ministra.
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“Il fenomeno dei flussi migratori dall'Africa verso l'Europa non si esaurirà d'incanto dall'oggi al domani e chi promette miracoli su questa questione rischia di confondere o illudere la nostra opinione pubblica”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, intervenendo alla Conferenza dei ministri dell’Interno dei Paesi del Mediterraneo. A margine della Conferenza il premier ha incontrato il primo ministro libico al-Sarraj. “L'Europa deve insieme farsi carico sia dell'accoglienza di chi ha diritto, dei rifugiati, sia lavorare per il rimpatrio di chi non ha diritto all’accoglienza. Questi impegni devono essere condivisi”, ha sottolineato Gentiloni.
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Gli agenti della polizia di Stato di Agrigento hanno arrestato un cittadino ghanese, Eric Ackom Sam, di 20 anni, sbarcato a Lampedusa il 5 marzo scorso. Il giovane è accusato di associazione a delinquere finalizzata alla tratta, al sequestro di persona, alla violenza sessuale, all’omicidio aggravato e al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, oltre che per singoli reati di scopo, realizzati in concorso con altri trafficanti. L’indagato, nei giorni scorsi, era stato sottratto ad un tentativo di linciaggio da parte di alcuni migranti che lo avevano riconosciuto come uno dei responsabili di torture, sevizie e stupri perpetrati in Libia all’interno di una safe house dove i migranti venivano privati della libertà personale prima di intraprendere la traversata in mare per le coste italiane. Dal racconto dei migranti, ascoltati dai poliziotti della Squadra Mobile agrigentina, è emerso che le vittime venivano sottoposte a torture, anche in diretta telefonica con i propri parenti, ai quali veniva richiesto il pagamento di un riscatto per porre fine alle sofferenze dei loro cari. “Ogni volta che dovevo telefonare a casa - racconta un testimone -, lui mi legava e mi faceva sdraiare per terra con i piedi in sospensione e, così immobilizzato, mi colpiva ripetutamente e violentemente con un tubo di gomma in tutte le parti del corpo e in special modo nelle piante dei piedi, tanto da rendermi quasi impossibile la deambulazione”. “Spesso - ricorda un altro - collegava degli elettrodi alla mia lingua per farmi scaricare addosso la corrente elettrica”. “Porto ancora addosso - spiega un altro ancora - i segni delle violenze fisiche subite, in particolare delle ustioni dovute a dell’acqua bollente che mi veniva versata addosso”. Queste sono solo alcune delle atroci esperienze raccontate dai migranti, che hanno determintato i pubblici ministeri Calogero Ferrara e Giorgia Spiri della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, guidata da Francesco Lo Voi, ad emettere, un provvedimento di fermo, che è stato eseguito dai poliziotti agrigentini e convalidato dal gip del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano. Per alcuni dei reati, consumati interamente all’estero, gli inquirenti hanno potuto procedere sulla base della richiesta del Ministro della Giustizia.
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Sabato, 25 Febbraio 2017 06:00

Sala: «Sarò alla marcia Milano migranti»

"Alla manifestazione per l'accoglienza dei migranti io ci saro' senz'altro". Lo assicura il sindaco di Milano Giuseppe Sala, riferendosi alla marcia organizzata, per il 20 maggio prossimo, dall'assessore comunale alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino, sul modello di quella di Barcellona dello scorso weekend. "Mi piace", sottolinea. "Non ho ancora parlato con Majorino, pero', vedrei bene, al di la' di una manifestazione milanese, anche la presenza di altri sindaci che vogliono portare la testimonianza della loro citta'", sostiene, parlando con i cronisti a margine della giornata di apertura del Forum delle Politiche sociali, al teatro Elfo Puccini, a Milano. A chi gli chiede se invitera' anche il sindaco di Roma Virginia Raggi, Sala risponde che "l'invito e' aperto a tutti. Non so quanto ci sara' disponibilita'. Pero', i sindaci, tra di loro, devono cercare di evitare polemiche e non credo ci sia mai stata una mia parola negativa nei confronti della Raggi, ne' di un altro sindaco", conclude.
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"Le misure adottate negli Usa sono temporanee e particolarmente controverse, anche dal punto di vista giuridico. È possibile che il passare del tempo aiuti a individuare soluzioni più condivise anche internazionalmente, e basate su una valutazione approfondita dei seri effetti controproducenti che si possono determinare a livello globale, specie nel medio e lungo periodo». Lo afferma Giovanni Buttarelli, garante europeo della Privacy, in un'intervista a«Conquiste del lavoro» quotidiano della Cisl. L'Europa«ha da tempo una consolidata policy di difesa delle frontiere, ma anche di accoglienza e solidarietà, riflessa nelle nostre carte fondamentali - spiega Buttarelli -. Distinguiamo attentamente le diverse posizioni di rifugiati, richiedenti asilo, apolidi, immigrati clandestini e mere irregolarità amministrative». Per il garante Ue della Privacy«si deve avviare presto un processo di consolidamento dei diversi strumenti e banche dati per disciplinare la libera circolazione, le richieste di visto e di asilo, la regolare immigrazione e la lotta contro lo sfruttamento dell'immigrazione clandestina. Meno camere stagne e meno duplicazioni, più integrazione». Quanto alla lotta al terrorismo,«la Corte di Giustizia Europea ci ricorda che una solida politica di tutela dei diritti della personalità è un valore aggiunto per la fiducia sulle forze di polizia e autorità giudiziarie impegnate nella prevenzione e repressione» sottolinea Buttarelli.
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Se si considera il triennio 2014-2016, periodo che ha avviato una nuova fase di flussi migratori verso l’Europa, l’Italia ha accolto sulle proprie coste in tre anni oltre 500mila migranti, più di quanti ne sono arrivati nei 17 anni precedenti di sbarchi. Il 2016, inoltre, ha segnato per L'Italia un nuovo record: in base ai dati del Ministero dell’Interno il numero di richiedenti asilo e protezione internazionale ha raggiunto la cifra più alta mai registrata in un ventennio, oltre 123mila, a conti fatti 10mila ogni mese, il 47% in più rispetto all’anno precedente. E' uno dei dati più salienti del rapporto di Fondazione Ismu, ente di ricerca indipendente attivo dal 1993. Parallelamente crescono in modo significativo i migranti che fanno richiesta di asilo politico e protezione internazionale nel nostro Paese, oltre 270mila nel triennio considerato; tra questi tuttavia va ricordato che vi sono anche persone che hanno raggiunto l’Italia su altre rotte terrestri o aeree, per esempio, agli oltre 2.200 ucraini che hanno chiesto asilo politico nel 2016. Si può affermare che la richiesta di asilo sia oggi la principale modalità di ingresso nel nostro paese, come emerge anche dai dati relativi agli ingressi regolari elaborati da Istat sui nuovi permessi di soggiorno rilasciati ogni anno che evidenziano come nei primi 10 mesi del 2016 gli ingressi per motivi di asilo/protezione umanitaria abbiano persino superato quelli per ragioni familiari e massicciamente distanziato quelli per lavoro. Nel 2010 le richieste di asilo esaminate erano state meno di 15mila, nel triennio 2011-2013 mediamente 25mila l’anno, a partire dal 2014 si è registrata una importante crescita: da 36mila del 2014 si è passati a 90mila richieste esaminate nel 2016, con un incremento del 150%. I 123mila richiedenti asilo del 2016 sono stati in larga maggioranza uomini (85%), anche se la componente femminile ha registrato un incremento nell’ultimo triennio costituivano il 7,5% dei richiedenti nel 2014, erano il 12% nel 2015 e rappresentano il 15% nel 2016); sono stati oltre 11.400 i minorenni che hanno richiesto l’asilo nel 2016, sia al seguito di genitori che non accompagnati.
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Formazione e lavoro per i rifugiati, facendo leva sulle loro capacità professionali e di studio. "Un progetto estremamente necessario visto che per i rifugiati uno dei problemi cruciali resta, da anni, l’ingresso al lavoro regolare", scrive il portale informativo Viedifuga.org: si tratta di "REVaLUE", un'azione per verificare e certificare le competenze delle persone arrivate in Europa con già all'attivo formazione professionale di alto livello in vista di un accesso più immediato rispetto alle difficoltà attuali verso il mondo del lavoro. "Le prerogative ci sarebbero visto che fra i 29mila migranti accolti nella rete Sprar nel 2015 oltre la metà dei beneficiari aveva un livello di formazione alto". Il progetto "REVaLue" è partito a settembre 2016 e durerà per tre anni, fino al 31 agosto 2019 quando le organizzazioni coinvolte termineranno la fase progettuale e presenteranno i prodotti realizzati fra cui un toolkit per la valutazione delle competenze dei rifugiati. Il toolkit sarà prima sperimentato su 50 rifugiati individuati in ciascun paese partecipante e poi sarà messo a disposizione di tutti coloro che si occupano di servizi di orientamento al lavoro per migranti e rifugiati. "Nella scheda del progetto", spiegano i promotori dell'iniziativa, "si legge che fra gli obiettivi individuati ci sono: facilitare il riconoscimento delle conoscenze, competenze e abilità formali, non formali e informali dei rifugiati; titolari di protezione sussidiaria; richiedenti asilo attraverso la progettazione e l’implementazione di un kit di strumenti per la valutazione delle competenze dei migranti; trasferire nuove competenze altamente qualificanti ai rifugiati; titolari di protezione sussidiaria; richiedenti asilo attraverso corsi di formazione professionale che soddisfino le loro esigenze di apprendimento, in particolare la lingua; far sperimentare ai rifugiati; titolari di protezione sussidiaria; richiedenti asilo esperienze di lavoro pratiche attraverso la creazione e l’implementazione di laboratori basati sul lavoro". I partner coinvolti in REVaLUE sono: Programma integra (Italia), Iriv Conseil (Francia), FISPE – Français pour l’insertion sociale et professionnelle en Europe (Francia), Rinova Limited (Regno Unito), Ashley Community Housing (Regno Unito), Jovokerek Alapitvany (Ungheria), gsub mbH (Germania), mentre l'organizzazione capofila del progetto è l’ente di formazione italiano E.RI.FO.
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