Cerca nel sito

Seguici su Facebook!

Sei qui: HomeSocietàVisualizza articoli per tag: giochi
ROMA - “Da mesi denunciamo la gravissima situazione in cui é precipitato il nostro comparto a causa dell'aumento delle tasse, dello 'scippo' a nostro danno dei nulla osta e della riduzione del pay-out, la percentuale di vincita ai giocatori. Così si favorisce la ludopatia, non la si combatte, e nello stesso tempo si condanna a morte il settore dei giochi di intrattenimento. Se non arriveranno risposte dall'esecutivo in queste ore, spegneremo tutte le nostre migliaia di macchine”. Lo ha affermato Benedetto Palese, leader di Agcai (Associazione gestori e costruttori apparecchi da intrattenimento) nel corso di una conferenza stampa alla Camera. “Nel contratto di governo c’è la lotta al gioco d'azzardo, battaglia che ci vede pienamente d'accordo e che stiamo conducendo da tempo”, ha osservato il presidente dell'Agcai . “Noi, infatti, vogliamo fare gioco di intrattenimento e non di azzardo. Peccato che nella realtà – ha aggiunto -, e nel silenzio generale, il governo sta facendo esattamente l'opposto. Per fare cassa è stato diminuito il pay-out e con ciò di fatto si aumenta la perdita oraria. Abbiamo chiesto un incontro al ministro di Maio: possibile che da luglio scorso non riesce a trovare 5 minuti per parlare con noi?”. In mattinata i rappresentanti di gestori e noleggiatori provenienti da tutt’Italia hanno parzialmente bloccato il Grande raccordo anulare di Roma, nel pomeriggio si sono diretti al ministero dello Sviluppo Economico per un sit-in. Agcai ha denunciato un'ulteriore distorsione del settore: “la tassazione delle macchine da intrattenimento (awp) è arrivata al 70%, mentre quella sulle più pericolose slot (vlt) è ferma al 48%. Chiediamo – ha sottolineato ancora Palese – l'equiparazione della tassazione e che si faccia luce sui rapporti poco chiari tra Monopoli e concessionari”. “Un'indagine del ministero della Salute ha indicato nel 'gratta e vinci' il gioco più pericoloso: le macchine da gioco sono solo all'ottavo posto. La verità è che questo governo sta con le lobby”, ha sottolineato Fabio Castaldi, anch'egli di Agcai. Sulla stessa linea Gianmaria Chiodo, numero uno del Consorzio Noleggiatori Italiani: “Noi operatori non vogliamo lucrare sui giocatori. Dal 2012 siamo diventati schiavi di quelle multinazionali che, spesso, non hanno nemmeno sede in Italia. La ludopatia viene creata nella mente del giocatore attraverso una forte perdita: diminuendo la possibilità di vincita non si fa altro che aggravare la situazione, con buona pace di tutti gli slogan della politica sul contrasto al gioco d'azzardo. Le piccole aziende italiane e l'intero indotto, circa trecentomila famiglie in Italia, stanno andando sul lastrico”. “Siamo prigionieri dei concessionari di cui dobbiamo accettare tutte le condizioni. Chiediamo che il ministro Di Maio ci incontri per potergli spiegare le nostre ragioni: quelle di migliaia di famiglie che da generazioni lavorano nel settore del gioco legale, tra enormi difficoltà. E che ora, a causa di questi recenti provvedimenti governativi, sono davvero all'esasperazione”, è la denuncia di Domenico Distante, presidente della Sapar (Servizi Apparecchi per le pubbliche Attrazioni Ricreative).NELLA FOTO LA MANIFESTAZIONE DI PROTESTA DAVANTI AL MISE
Pubblicato in Società

Aumenta il numero di italiani caduti nella trappola della ludopatia. Nel mese di ottobre le scommesse sono aumentate del 31,2 per cento rispetto allo stesso mese del 2014. Con l’online si arriva addirittura a un +55 per cento. Di questa nefasta tendenza abbiamo parlato con Carmelo Finocchiaro, presidente di Confedercontribuenti.

Presidente, i rappresentanti degli imprenditori del settore si sentono delegittimati e messi all’indice. Lei cosa risponde?

Questo sistema è alimentato sicuramente dallo Stato che trae un indubbio beneficio. Gli imprenditori che investono in questo settore spesso non si pongono il problema che, attraverso il gioco compulsivo, si manda sul lastrico tanta gente. Da una parte, dunque, c'è la responsabilità dello Stato che alimenta le concessioni o che non fa i controlli dovuti. Dall’altra la quella  degli imprenditori del settore che utilizzano i cosiddetti .com, ovvero le scommesse fatte via Internet su società con sedi all’estero, alimentando così, oltre un maggiore vizio del gioco, anche una fortissima trasmigrazione di denaro mandato all’estero. Il che pone seri problemi in ordine alle politiche anti-riciclaggio.

Il governo come si dovrebbe muovere per affrontare questo problema?

Rispetto ai cosiddetti .com dovrebbe non limitarsi a dire solo che chiude i siti di queste società. L’Azienda dei monopoli lo fa periodicamente con elenchi lunghissimi di chiusura ma poi consente l’indomani la loro riapertura. Il governo deve intervenire per limitare il gioco d’azzardo online che alimenta la ludopatia anche tra i minorenni.

Chi è colpito principalmente da ludopatia?

Non c’è categoria che non sia colpita. Nei centri scommesse spesso si vedono sempre le stesse persone che per giorni interi giocano senza soluzione di continuità. Questo riguarda sia i centri scommesse ma anche i giocatori del Lotto, delle Lotterie istantanee, ecc. Non c'è una distinzione né di sesso, né di attività lavorativa. Tutti sono colpiti.

 

Pubblicato in Attualità
La Discussione - registrazione Tribunale di Roma n. 3628 del 15/12/1953 - C.F. / n. 13130691002
Testata beneficiaria dei contributi di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250 e dal decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Contributo incassato per l’anno 2016: Euro 916.960,30