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ROMA - “Da mesi denunciamo la gravissima situazione in cui é precipitato il nostro comparto a causa dell'aumento delle tasse, dello 'scippo' a nostro danno dei nulla osta e della riduzione del pay-out, la percentuale di vincita ai giocatori. Così si favorisce la ludopatia, non la si combatte, e nello stesso tempo si condanna a morte il settore dei giochi di intrattenimento. Se non arriveranno risposte dall'esecutivo in queste ore, spegneremo tutte le nostre migliaia di macchine”. Lo ha affermato Benedetto Palese, leader di Agcai (Associazione gestori e costruttori apparecchi da intrattenimento) nel corso di una conferenza stampa alla Camera. “Nel contratto di governo c’è la lotta al gioco d'azzardo, battaglia che ci vede pienamente d'accordo e che stiamo conducendo da tempo”, ha osservato il presidente dell'Agcai . “Noi, infatti, vogliamo fare gioco di intrattenimento e non di azzardo. Peccato che nella realtà – ha aggiunto -, e nel silenzio generale, il governo sta facendo esattamente l'opposto. Per fare cassa è stato diminuito il pay-out e con ciò di fatto si aumenta la perdita oraria. Abbiamo chiesto un incontro al ministro di Maio: possibile che da luglio scorso non riesce a trovare 5 minuti per parlare con noi?”. In mattinata i rappresentanti di gestori e noleggiatori provenienti da tutt’Italia hanno parzialmente bloccato il Grande raccordo anulare di Roma, nel pomeriggio si sono diretti al ministero dello Sviluppo Economico per un sit-in. Agcai ha denunciato un'ulteriore distorsione del settore: “la tassazione delle macchine da intrattenimento (awp) è arrivata al 70%, mentre quella sulle più pericolose slot (vlt) è ferma al 48%. Chiediamo – ha sottolineato ancora Palese – l'equiparazione della tassazione e che si faccia luce sui rapporti poco chiari tra Monopoli e concessionari”. “Un'indagine del ministero della Salute ha indicato nel 'gratta e vinci' il gioco più pericoloso: le macchine da gioco sono solo all'ottavo posto. La verità è che questo governo sta con le lobby”, ha sottolineato Fabio Castaldi, anch'egli di Agcai. Sulla stessa linea Gianmaria Chiodo, numero uno del Consorzio Noleggiatori Italiani: “Noi operatori non vogliamo lucrare sui giocatori. Dal 2012 siamo diventati schiavi di quelle multinazionali che, spesso, non hanno nemmeno sede in Italia. La ludopatia viene creata nella mente del giocatore attraverso una forte perdita: diminuendo la possibilità di vincita non si fa altro che aggravare la situazione, con buona pace di tutti gli slogan della politica sul contrasto al gioco d'azzardo. Le piccole aziende italiane e l'intero indotto, circa trecentomila famiglie in Italia, stanno andando sul lastrico”. “Siamo prigionieri dei concessionari di cui dobbiamo accettare tutte le condizioni. Chiediamo che il ministro Di Maio ci incontri per potergli spiegare le nostre ragioni: quelle di migliaia di famiglie che da generazioni lavorano nel settore del gioco legale, tra enormi difficoltà. E che ora, a causa di questi recenti provvedimenti governativi, sono davvero all'esasperazione”, è la denuncia di Domenico Distante, presidente della Sapar (Servizi Apparecchi per le pubbliche Attrazioni Ricreative).NELLA FOTO LA MANIFESTAZIONE DI PROTESTA DAVANTI AL MISE
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La Discussione - registrazione Tribunale di Roma n. 3628 del 15/12/1953 - C.F. / n. 13130691002
Testata beneficiaria dei contributi di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250 e dal decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Contributo incassato per l’anno 2016: Euro 916.960,30