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Immigrazione: parroco Lampedusa "Governo apra i porti" In evidenza

Pubblicato in Società
07 Gennaio 2019 di Redazione Commenta per primo!
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"Assistiamo ormai da quindici giorni al vergognoso trattenimento in mare di 49 persone, uomini, donne e bambini a bordo della SeaWatch3 e della SeaEye, che hanno la sola colpa di sperare e sognare il futuro. E' inaccettabile, da ogni punto di vista, che qualsiasi dibattito politico venga fatto sulla pelle di persone fragili, ferite e disarmate. Chiediamo al governo italiano di aprire i porti e di permettere alla societa' civile di poter accogliere senza alcuna resistenza quanti richiedono il nostro aiuto. Invitiamo tutti i fedeli cattolici e cristiani di ogni confessione ad unirsi a noi in questa richiesta". Cosi' il parroco di Lampedusa, Don Carmelo La Magra, che aggiunge: "Preghiamo le comunita' ecclesiali di non trincerarsi dietro paure e resistenza ma di mettere in pratica il Vangelo con coraggio e gratuita'. Desideriamo essere presepe vivente, povero e umile ma aperto e accogliente per ogni 'Cristo' che ci sara' dato di incontrare". "Non possiamo accettare - sottolinea il sacerdote - chi cerca di ridurre la fede cristiana ad un semplice fatto culturale, un cumulo di tradizioni e usanze che hanno bisogno della nostra custodia per evitare l'estinzione. Noi sappiamo che la nostra fede consiste in una relazione reale e viva con il Signore Risorto, noi lo incontriamo e riconosciamo presente nella vita della sua Chiesa, nei Sacramenti della Grazia, nella sua Parola vissuta e in ognuno dei 'suoi fratelli piu' piccoli', esclusi, sofferenti e stranieri (Mt 25)". "Da buoni cittadini - aggiunge don Carmelo - vogliamo essere rispettosi dei valori universali e dei diritti umani, come sancito dalla nostra costituzione, garantiti ad ogni essere umano. Rifiutiamo la logica di chi, procurando esclusivamente conflitti tra poveri, vorrebbe far passare per giustizia la prevaricazione e per sicurezza il peggiore dei nazionalismi. Noi sappiamo che 'Dio non fa preferenze di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, e' a lui accetto' (At 10,34-35). La nostra coscienza, pertanto, non puo' in alcun modo accettare e ritenere giusta nessuna legge che vada contro questi principi; non crediamo di poter considerare legittima nessuna autorità politica, nessun suo pronunciamento che ci porti a mettere in discussione tali fondamenti della nostra vita di cittadini e cristiani". (Italpress).

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La Discussione - registrazione Tribunale di Roma n. 3628 del 15/12/1953 - C.F. / n. 13130691002
Testata beneficiaria dei contributi di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250 e dal decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Contributo incassato per l’anno 2016: Euro 916.960,30