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Scuola: Anief "Per ridurre abbandoni portare obbligo a 18 anni" In evidenza

Pubblicato in Società
12 Luglio 2018 di Redazione Commenta per primo!
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"Ci sono delle parti interessanti e condivisibili nelle linee guida presentate dal ministro dell'Istruzione, Marco Bussetti, presso le commissioni Cultura di Senato e Camera. Una di queste riguarda l'intenzione di ridurre una delle piaghe del nostro sistema formativo pubblico: la dispersione scolastica. Sulla necessità di ridurre l'ancora elevato numero di abbandoni precoci dei banchi prima del 16mo anno di eta', oggi attorno al 15%, il sindacato non può che essere d'accordo. Sulle modalita' da adottare, invece, ha idee diverse". Cosi', in una nota, l'Anief. "Per superare la dispersione scolastica - spiega il presidente nazionale del giovane sindacato, Marcello Pacifico - bisogna estendere l'obbligo scolastico a 18 anni ed introdurre un organico del personale diversificato, in base al territorio dove sono collocate le scuole. Laddove vi sono di contesti socio-culturali difficili, quali possono essere le zone deprivate, isolate, con un alto tasso di alunni stranieri, è chiaro che occorre un organico maggiorato, proprio per fronteggiare dei contesti dove la scuola può essere considerata non uno strumento per crescere e formarsi, ma un luogo quasi ostile. In tali condizioni, non c'è quindi da meravigliarsi se l'abbandono scolastico supera il 40%, una percentuale quattro volte quello che è stato indicato dell'Unione europea come soglia massima"."Anche perché - aggiunge - è provato che un ragazzo senza un titolo di studio, salvo i casi in cui esistono realtà familiari a protezione, è destinato a diventare un Neet, una condizione che in Italia spopola. Mentre, portare l'obbligo scolastico a 18 anni di eta', responsabilizzerebbe di sicuro le scelte future dei nostri giovani. Inoltre, sarebbe altrettanto utile anche anticipare di un anno l'inizio della scuola dell'obbligo, creando in tal modo un'annualità 'ponte' scuola dell'infanzia-scuola primaria, con maestri di entrambi i cicli che offrirebbero un'offerta formativa trasversale e allargata nel passaggio più delicato della formazione di un bambino". Sempre nella scuola primaria, l'Anief plaude la volontà del ministro di introdurre docenti laureati in Scienze motorie e sportive, al fine di garantire ai piccoli alunni una corretta e sana educazione motoria. "È pero' bene - specifica Pacifico - che ciò avvenga attraverso l'introduzione dell'attività di educazione fisica in aggiunta all'orario settimanale, quindi come disciplina e non come progetti estemporanei, sicuramente validi, ma pur sempre facoltativi e spesso anche finanziati dalle famiglie. Adeguare, quindi, gli organici del personale scolastico, sia docenti che Ata, ai bisogni del territorio costituisce un passaggio obbligato. Anche per combattere l'esplosione dei giovani che ne' studiano ne' lavorano, per i quali sarebbe molto utile potenziare i CPIA, attraverso i quali si sviluppa lo studio degli adulti e l'educazione permanente", conclude il sindacalista. (Italpress).

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