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Pensioni: Uil "Modificare criteri coefficienti di trasformazione" In evidenza

Pubblicato in Società
13 Giugno 2018 di Redazione Commenta per primo!
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"Gli attuali criteri di individuazione dei coefficienti di trasformazione legati all'aspettativa di vita, sono causa di un'oggettiva penalizzazione per i lavoratori che andranno in pensione a partire da gennaio 2019. Infatti, volendo fare un esempio, un lavoratore che andrà in pensione a 67 anni, il 2 gennaio 2019, riceverà un trattamento annuo lordo di 13.411 euro, ben 268 euro in meno di un lavoratore che, a parità di montante contributivo e di eta' anagrafica, andrà in pensione il 31 dicembre 2018". Cosi' Domenico Proietti, segretario confederale della Uil. "Tale meccanismo, oltre a costituire un danno oggettivo per i lavoratori, e' un vero e proprio disincentivo alla permanenza al lavoro. Rimandando l'accesso alla pensione - aggiunge - si incorre nel pericolo di vedere il proprio trattamento calcolato con coefficienti più sfavorevoli e quindi di percepire un assegno più basso. Per la Uil è necessario varare una modifica dei coefficienti di trasformazione, legandoli alle coorti di eta'. Si deve assegnare, pertanto, a ciascuna coorte di eta' il proprio coefficiente, questo permetterebbe di salvaguardare uno dei principi fondamentali del sistema contributivo, senza penalizzare i lavoratori e soprattutto incentivando la permanenza al lavoro", conclude.

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