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Pensioni: Anief "No a quota 100 con clausola 64 anni età" In evidenza

Pubblicato in Società
05 Giugno 2018 di Redazione Commenta per primo!
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"Quota 100 rischia di trasformarsi in una beffa: la fatidica soglia, frutto della somma degli anni anagrafici e di quelli contributivi, per mesi indicata dal M5S come imprescindibile per superare l'assurda Legge Fornero, confermata anche nel contratto di governo sottoscritto con la Lega, potrebbe valere solo a partire dai 64 anni di eta'. Questa, perlomeno, e' la richiesta formulata in queste ore dalla Ragioneria generale dello Stato, secondo la quale l'ultima riforma pensionistica approvata dal governo Monti, nel 2011, 'dovrebbe ridurre si' l'incidenza della spesa pensionistica sul Pil di oltre 20 punti percentuali cumulati - più di 300 miliardi di euro - ma da qui ai prossimi decenni. Abolire la Fornero per la sola prossima legislatura brucerebbe circa 20 miliardi di risparmi sulla spesa pensionistica all'anno. La proposta è chiara: quota 100 tra età anagrafica e contributi versati con un minimo pero' di 64 anni. E non una modulazione delle uscite con le finestre'". Lo afferma in una nota l'Anief. "A questo punto, è chiaro che se il neonato governo vorrà tenere fede a quanto detto nel corso della campagna elettorale sarà obbligato a reperire i finanziamenti utili. Altrimenti, ci troveremo davanti all'ennesima promessa incompiuta. Con l'aggravante di avere confermato 'quota 100' anche nel programma governativo precedente alla formazione del nuovo esecutivo, guidato dal premier Giovanni Conte e che a detta dei leader dei partiti di maggioranza continua a fungere da 'faro' per la realizzazione delle operazioni del 'governo del cambiamento' - aggiunto -. Il sindacato in questo momento non può fare altro che ribadire quanto già espresso in passato: i lavoratori italiani sono stati discriminati dalla riforma Monti-Fornero, sono stati poi presi in giro dai governi che si sono succeduti, visto che nessuno è intervenuto per salvare i cosiddetti 'Quota 96, a dispetto delle rassicurazioni; adesso, non accetterebbero un passo indietro rispetto a quanto espresso per mesi e risultato tra i motivi principali che hanno portato al consenso per il nuovo assetto politico, da cui è scaturito il novello assetto parlamentare e governativo". "Introdurre la clausola dei 64 anni come eta' minima per accedere a quota 100 - spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal - andrebbe a costituire un grave cambiamento del programma di governo: nessuno ha obbligato i partiti a promettere la nuova soglia. Visto che si sono presi l'impegno, evidentemente gradito dalla maggior parte degli italiani, ora è bene portarlo avanti. Costi quel che costi. Come si sono trovati i soldi per sanare altre emergenze nazionali, ora si trovino quelli utili per mandare in pensione chi ha lavorato una vita e ora vuole passare la mano".

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