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Scuola: sostegno, Anief "Non è possibile che organico bloccato a 70%" In evidenza

Pubblicato in Società
15 Aprile 2018 di Redazione Commenta per primo!
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In presenza di alunni disabili, le classi iniziali di tutti i cicli scolastici sono formate con un massimo di 20 alunni. Lo sottolinea l'Anief, ricordando che lo ha ibadito in questi giorni il ministero dell'Istruzione attraverso la nota n. 16041, attraverso la quale sono state forniti a tutti gli Uffici Scolastici le indicazioni in merito alla dotazione organica del personale docente per l'anno scolastico 2018/19, anche per i posti di sostegno. Questo limite - osserva il sindacato - continua sistematicamente ad essere aggirato. Vi sono classi iniziali, in misura maggiore nella scuola secondaria, dove pure in presenza di alunni disabili il numero di alunni supera anche abbondantemente (tra le 25 e le 30 unita') il limite indicato dal dicastero di Viale Trastevere. Andando in questo modo a determinare un danno ingente, sia all'alunno con problemi di apprendimento, sia ai compagni di classe normodotati, sia al corpo insegnante, costretto a svolgere le lezioni senza avere la possibilita' di prestare la massima attenzione alla didattica personalizzata proprio per via del gruppo-classe numericamente eccessivo. In questo quadro, composto da classi troppo grandi rispetto anche alle indicazioni ministeriali, la situazione - sottoliunea l'Anief - diventa ancora piu' complicata per via della mancata assegnazione delle ore di sostegno: ritardi di nomine, orari settimanali ridotti, cambi di insegnanti e disfunzioni di ogni genere continuano infatti a caratterizzare la didattica dei circa 240mila alunni con disabilita' iscritti quest'anno. "Eppure ancora oggi dunque quasi un insegnante di sostegno su 3 e' 'in deroga', cioe' precario per scelta (dello Stato), non per necessita'. E quindi, tornando al tema della mancata continuita' didattica, 'ruota' ogni anno. Ecco spiegato perche' - osserva l'Anief - proprio nel comparto dei docenti di sostegno c'e' una rotazione molto superiore, aggravata dal fatto che quando si tratta di inserire un nuovo docente precario si scatena quel meccanismo burocratico infernale che porta spesso all'alternarsi nei primi mesi di scuola di piu' supplenti sulla stessa cattedra". Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, "non e' possibile che applicando la Legge 244/07, sino alla piu' recente Legge 128/13, l'organico di diritto del sostegno continui ad essere bloccato al 70% di quello annualmente assegnato dal Miur. E' un problema facilmente risolvibile, non di certo con l'assegnazione di supplenze triennali, come autorizza il D.lgs 66/17, ma piuttosto con la stabilizzazione del personale e incentivi a permanere nei ruoli e non invece penalizzazioni per i passaggi di ruolo". Inoltre, il sindacalista denuncia: "il problema non si puo' di certo risolvere cercando di 'trattenere' il personale di ruolo sul sostegno: e' quello che anche quest'anno il Miur sta cercando di fare non riconoscendo, al personale di sostegno di ruolo, il servizio pre-ruolo come utile per la valutazione del servizio obbligatorio da svolgere nei trasferimenti. Il tutto, in totale spregio della sentenza della Corte di Cassazione n. 22552/16 che ha annullato la mancata parita' di trattamento tra personale di ruolo e precario".

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