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Ex Province, Bianco: «Norma Ars sarà impugnata» In evidenza

Pubblicato in Società
12 Agosto 2017 di Redazione Commenta per primo!
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"Stento a comprendere quale sia il senso delle norme adottate ieri, in un torrido clima estivo, dall'Assemblea Regionale Siciliana in materia di Enti locali. Norme che sembrano avere un denominatore comune: la ricerca affannosa di profili che abbiano illegittimità costituzionale». Lo dice il sindaco di Catania e presidente del Consiglio Nazionale dell'Anci, Enzo Bianco, in merito alla norma sulle Città Metropolitane e alla ricostituzione delle vecchie Province, votata ieri dall'Ars. «Il precedente tentativo di riforma possedeva, anche allora, chiari profili di incostituzionalità e il Governo impugnó l'atto - continua -. Oggi questa nuova legge è persino peggiore: le norme palesemente illegittime e confuse sono aumentate. Come accaduto mesi fa sono convinto che questo atto non potrà avere alcuna attuazione grazie all'impugnativa del Governo che anche i capigruppo all'Ars intervenuti ieri danno per certa. Il presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone ha opportunamente evitato di partecipare al voto, con un'assenza che dice molto sul giudizio relativo a questa pasticciata riforma. Sono certo che una legge simile non passerà, non è la prima volta che si verifica questo avanti e indietro».«Purtroppo siamo di fronte ad un'inutile perdita di tempo e ad una inutile confusione - conclude - che getta discredito sulle istituzioni dando alla gente la netta sensazione che si voglia riaprire una nuova stagione di caccia alle poltrone ed alle indennità». Per il sindaco metropolitano di Palermo Leoluca Orlando«col voto di ieri abbiamo avuto la conferma di come quella che si appresta finalmente a finire sia la peggiore legislatura della storia siciliana repubblicana. Un'ulteriore conferma di quanto sia urgente e necessaria la discontinuità non soltanto col Governo ma anche col modo di fare politica rappresentato da questa Assemblea Regionale». «Mentre giorno dopo giorno si susseguono le emergenze sociali, economiche ed ambientali - continua Orlando - e mentre tutte le statistiche confermano come la Sicilia, senza una veloce inversione di rotta, è destinata al sottosviluppo per decenni, un'accozzaglia politica variegata usa il Parlamento per l'ennesima marchetta pre-elettorale volta unicamente a creare poltrone ed aspettative di poltrone, indennità ed aspettative di indennità da usare come merce di scambio nella imminente campagna elettorale o come paracadute per coloro che non saranno riconfermati. Proprio quando finalmente si è arrivati ad un punto di certezza normativa e mentre in tutta Italia gli enti intermedi sono spariti da tre anni, in Sicilia ci apprestiamo a farli risorgere, ricreando quella situazione di incertezza che negli anni ha portato gravi danni, per citare i più clamorosi, al sistema dei servizi sociali, dell'istruzione e della viabilità».«Non oso immaginare cosa avverrà nelle ultime settimane di questa triste legislatura, quando ancora una volta il nobile strumento dell'Autonomia, che fu pensata e voluta per creare sviluppo, sarà violentato per fini elettorali e per tentare di tutelare vergognosi privilegi» conclude.

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