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Il declino dell’Italia In evidenza

Pubblicato in Società
17 Maggio 2017 di Teresa Gargiulo Commenta per primo!
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Sette giovani su dieci fra i 15 ai 35 anni vivono ancora a casa dei genitori, per la mancanza del lavoro o l’insufficienza delle retribuzioni o dei guadagni. Lo afferma l’Istat nel suo rapporto annuale precisando che questa condizione precaria riguarda più di otto milioni e mezzo di individui, mentre oltre tre milioni e mezzo di famiglie sono prive di reddito o guadagni da lavoro. La nostra, in conseguenza di questa precaria situazione dei giovani, è di conseguenza una società nella quale prevalgono i vecchi; non solo ma è anche una società ingiusta dove le ineguaglianze non sono più come una volta tra le classi, ma le attraversano. Non si scorgono ancora concreti segnali di inversione per effetto della ripresa che è ancora debole e insufficiente; oltre che essere un paese di pensionati e impiegati, siamo quelli che conservano il negativo primato di sfiduciati che non studiano ne lavorano. Rispetto a questi dati, ivi compresi quelli della divaricazione negli acquisti fra benestanti e coloro che vivono nelle difficoltà, sembra a molti che una classe politica seria dovrebbe smetterla con gli sterili giochi di potere e le finte strategiche e affrontare invece di petto, con strumenti adeguati, questo declino della coesione sociale, premessa anche di scelte politiche avventate e di tentazioni ribellistiche. Finora non se ne scorgono i segni considerando come ci si dibatte fra la telenovela stagionata della nuova legge elettorale e quella delle banche toscane.

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