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Coldiretti: "In aiuto delle campagne", ecco il progetto solidale In evidenza

Pubblicato in Società
02 Marzo 2017 di Maurizio Piccinino Commenta per primo!
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Senza casette nei paesi svuotati il crollo del 90% del mercato fa morire l’economia locale con gli agricoltori e gli allevatori rimasti che per sopravvivere sono costretti a cercare canali alternativi dove vendere i prodotti salvati dalle macerie. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti che a sei mesi dal sisma ospita all’insegna della solidarietà i produttori provenienti dalle diverse regioni terremotate nel nuovo mercato contadino di Campagna Amica nella Capitale all’Aranciera di San Sisto in Via Valle delle Camene 11 nei pressi delle Terme di Caracalla, per tutto il week end di Carnevale. "In aiuto delle campagne", sottolinea. Coldiretti, "è infatti c’è stata soprattutto la solidarietà della gente comune con una vera corsa all’acquisto dei prodotti terremotati che ha coinvolto quasi 1 italiano su 4 (24%) fino al Santo Padre che ha incaricato espressamente l'Elemosineria Apostolica di acquistare prodotti alimentari tipici delle aree colpite da distribuiti a diverse mense caritative della città di Roma per la preparazione dei pasti donati quotidianamente alle persone bisognose e senza fissa dimora". "Il terremoto ha colpito un territorio a prevalente economia agricola con una significativa presenza di allevamenti che è importante sostenere concretamente affinché la ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell’economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo”, afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. "Il crollo delle vendite", prosegue la Coldiretti, "ha colpito maggiormente i formaggi, dal pecorino alle caciotte, anche in ragione del fatto che nelle zone colpite dal sisma è radicata l’attività di allevamento. L’abbandono forzato delle popolazioni, trasferite sulla costa, e la fuga dei turisti hanno fatto venir meno la clientela, mettendo in grave difficoltà le aziende che, oltre a non vendere, devono comunque mungere tutti i giorni con la necessità di trasformare il latte o cederlo a qualche caseificio, peraltro in una situazione in cui molte strutture di questo tipo sono inagibili". In difficoltà anche il settore dei salumi, a partire da quelli pregiati a Denominazione di origine, dove al blocco delle vendite si è accompagnato quello della produzione a causa dell’inagibilità dei laboratori che si trovano nelle zone del cratere.

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