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Parte la campagna«Cuoriamoci, piccoli gesti per la salute del cuore» promossa da Fondazione Italiana per il Cuore in collaborazione con la Società Italiana di Scienza dell'Alimentazione e con il supporto non condizionato di Parmalat, per sensibilizzare gli italiani sull'importanza di prendersi cura del benessere del proprio cuore grazie a piccoli e semplici gesti quotidiani. Una campagna che ha l'obiettivo di parlare al più ampio numero di persone possibile perché - non tutti lo sanno o ne sono consapevoli - le malattie cardio-vascolari sono la prima causa di morte in Italia, oltre che una delle prime voci di spesa del Sistema Sanitario Nazionale. «Pochi hanno la consapevolezza di questo dato evidente - ricorda Emanuela Folco, Presidente della Fondazione Italiana per il Cuore -, eppure, basterebbe poco per introdurre nella nostra routine quotidiana piccoli e semplici gesti che possono fare una differenza importante per la nostra salute. Per questo abbiamo avviato la campagna Cuoriamoci, che parla in modo semplice a tutti: ci auguriamo di instaurare un vero e proprio circolo virtuoso alla volta della salvaguardia del nostro cuore».«Oggi, forse anche per colpa delle informazioni ridondanti, si è persa di vista la semplicità delle piccole azioni che possiamo fare ogni giorno per la tutela della salute del cuore, ma più in generale per il nostro benessere: mangiare un pò meno, ma meglio, e muoverci un pò di più - prosegue Andrea Ghiselli, Presidente della Società Italiana di Scienza dell'Alimentazione e Dirigente di Ricerca del CREA - Alimenti e Nutrizione -. La Società Italiana di Scienza dell'Alimentazione, da sempre impegnata in iniziative di educazione alimentare, aderisce e appoggia la campagna Cuoriamoci che stimola la popolazione a quei piccoli cambiamenti nello stile di vita, in grado di portare grandi vantaggi per la salute». Tra i gesti promossi dalla campagna Cuoriamoci, che consentono un'attività di prevenzione alla portata di tutti, sono molto importanti, oltre all'abolizione totale del fumo di sigaretta, l'abitudine al movimento (basta una camminata di buon passo ogni giorno e preferire le scale all'ascensore) e un'alimentazione con meno cibi grassi preferendo, invece, cereali integrali, legumi, frutta, verdura e alimenti che contengono grassi polinsaturi Omega3EPA e DHA, fondamentali per combattere le malattie cardiovascolari. Le attività della campagna - che comprendono azioni educative, testimonianze di esperti, eventi sul territorio e collaborazioni istituzionali - proseguiranno fino al 29 settembre, quando, come ogni anno, verrà celebrata la Giornata Mondiale per il Cuore, promossa da Fondazione Italiana per il Cuore e sostenuta dalla World Heart Federation. Un momento importante per capitalizzare le azioni intraprese nei mesi precedenti e per sensibilizzare ulteriormente la popolazione su questo importante tema. A supporto delle iniziative della campagna ci sarà, oltre a un'intensa attività editoriale sui principali organi di stampa, il minisito dedicato Cuoriamoci.it, che ha lo scopo di continuare l'attività di informazione e raccogliere tutta la serie di piccoli gesti quotidiani che ciascuno di noi dovrebbe compiere. Inoltre gli utenti potranno fare il test per verificare il proprio grado di consapevolezza sulla salute del cuore, ricevendo poi ulteriori consigli e suggerimenti utili per il proprio benessere. La campagna Cuoriamoci, piccoli gesti per la salute del cuore vede il supporto non condizionato di Parmalat, che ha deciso di impegnarsi nella promozione di corrette abitudini attraverso iniziative concrete sul territorio destinate a target diversi, che saranno implementate nel corso dell'anno: tra queste, GolaGola a Parma, TuttoFood a Milano e la Partita del Cuore con la Nazionale Cantanti, che si terrà allo Juventus Stadium di Torino il prossimo 30 maggio. Le attività per la promozione della campagna Cuoriamoci proseguiranno inoltre anche nei principali supermercati, dove sarà possibile ricevere materiali informativi e consigli utili e adatti a tutti sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari.
Pubblicato in Sanità
Nel pomeriggio del Venerdì Santo, nella Basilica Vaticana, il predicatore della Casa Pontificia, Padre Raniero Cantalamessa, ha offerto una riflessione. Il racconto della Passione è quello secondo Giovanni. “E’ il racconto di una morte violenta – commenta il predicatore nell’omelia - Notizie di morti, e di morti violente, non mancano quasi mai dai notiziari serali”. Il frate cappuccino ricorda quella dei 38 cristiani copti uccisi in Egitto la domenica delle Palme e quella dei bimbi siriani uccisi dalle armi chimiche. “Queste notizie – prosegue - si susseguono con tale rapidità da farci dimenticare ogni sera quelle del giorno prima. Perché allora, dopo 2000 anni, il mondo ricorda ancora, come fosse avvenuta ieri, la morte di Cristo? È che questa morte ha cambiato per sempre il volto della morte; essa ha dato un senso nuovo alla morte di ogni essere umano”. Padre Cantalamessa analizza questa domanda. “Esiste ormai – osserva - dentro la Trinità e dentro il mondo, un cuore umano che pulsa, non solo metaforicamente, ma realmente. Se Cristo, infatti, è risorto da morte, anche il suo cuore è risorto da morte; esso vive, come tutto il resto del suo corpo, in una dimensione diversa da prima, reale, anche se mistica”. Al cuore che pulsa si contrappone il “cuore di tenebra”, “il colmo della malvagità che può ammassarsi in seno all’umanità”.
Pubblicato in Vaticano
Il numero di persone che si ammalano ogni anno di patologie cardiocircolatorie è in costante aumento e l'impatto del rischio è significativo. Le malattie cardiovascolari rappresentano, infatti, la prima causa di morte in molti paesi Europei e si prevede che nel 2030 i decessi annui aumenteranno da 17 a 23 milioni. Sono circa 20 i miliardi di euro spesi ogni anno in Italia per queste patologie (tra costi diretti e indiretti) e, dell'impatto socio-economico, con particolare riferimento al mondo del lavoro, si è parlato ieri a Roma presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in occasione dell'evento«Insieme al mondo del lavoro per ridurre la mortalità delle malattie cardiovascolari»promosso dalla Fondazione Italiana per il Cuore. Alla luce dell'impatto di queste patologie sulla vita lavorativa e dei costi previdenziali che ne derivano, oltre che in considerazione della recente manovra finanziaria che, con la legge di stabilità 2017, potenzia il ruolo del welfare aziendale (sia in realtà pubbliche che private) risulta sempre più evidente come aziende e istituzioni ricoprano un ruolo centrale nella promozione della salute, a partire da quella dei propri dipendenti.«La promozione di una sempre più forte cultura della prevenzione cardiovascolare è un passo fondamentale verso un approccio congiunto tra aziende e istituzioni e più efficace a queste patologie in costante aumento - afferma la Emanuela Folco, Presidente, Fondazione Italiana per il Cuore - Come Fondazione ci siamo sempre posti in qualità di garante della bontà di progetti di alto valore sociale come Lavora con il Cuore. Per proseguire in questo percorso - prosegue Folco - è imprescindibile la collaborazione e l'alleanza con altri gruppi che condividono con noi gli stessi scopi. Proprio in questi giorni si è concluso il lungo percorso dei LEA dove il Ministero della Salute ha voluto consolidare non solo sugli assistiti ma sulle singole persone la sua attenzione sulla salute del cittadino». Circa 550 le persone coinvolte dalla campagna nazionale«Lavora con il Cuore» promossa dall'Associazione Fondazione Italiana per il Cuore e Ministero del Lavoro ma il 21% non era consapevole di avere fattori di rischio cardiovascolare aumentato «Lavora con il Cuore»è la campagna di prevenzione avviata nel 2015 dalla Fondazione Italiana per il Cuore, in condivisione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con l'intento di valutare i principali fattori di rischio cardiovascolare tramite un semplice test del sangue.«Sono convinto che si stia aprendo una nuova stagione illuminata, in cui il mondo del lavoro si coalizza sempre più con tutti i Soggetti che si occupano della salute dei cittadini - commenta Luigi Bobba, sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali -. La salute del singolo individuo, infatti, è certamente un bene primario, ma lo è ancor più se anche il contesto lavorativo lo sostiene con adeguate ed integrate politiche di welfare. In questa ottica il Ministero del Lavoro con la Fondazione Italiana per il Cuore è riuscito a realizzare un significativo intervento per i suoi dipendenti mirato all'individuazione di eventuali patologie cardiovascolari, purtroppo in crescita in molti Paesi europei. L'iniziativa, portata avanti nel 2015 e nel 2016, rappresenta un grande esempio di sensibilità rivolta alle lavoratrici e ai lavoratori che può indurre ad adottare stili di vita corretti, attivando un circolo virtuoso. Per un datore di lavoro, avere collaboratori in salute favorisce un ambiente di lavoro più armonioso, riduce i costi e incrementa efficienza e produttività. Questa importante azione di welfare rappresenta, altresì, un esempio di politiche di gestione del personale moderno volto a facilitare un rapporto di coalizione tra amministrazione e dipendenti».
Pubblicato in Sanità

Si è chiuso a Roma nei giorni scorsi il 76° Congresso Nazionale della Società Italiana di Cardiologia. "La cardiologia negli ultimi 50 anni ha fatto dei progressi incredibili consentendo di aumentare l'aspettativa di vita di oltre dieci anni, un esempio concreto dell'importanza della lotta alle malattie cardiovascolari e del grado di eccellenza della ricerca cardiologica". ha dichiarato Francesco Romeo, Presidente della Società Italiana di Cardiologia.

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Pubblicato in Società

Alcuni miti possono essere sfatati. E' credenza diffusa che bere troppo caffè può comportare rischi per la nostra salute ma , secondo una nuova ricerca, se si assumono dalle 3 alle 5 tazzine di caffè al giorno si potrebbe ridurre il rischio di avere un attacco di cuore. Lo studio, pubblicato sulla rivista "Heart", specializzata in cardiologia, è stato condotto su un campione di 25mila persone: stando ai risultati ottenuti, coloro che erano soliti prendere più di tre caffè avevano le arterie più "pulite" rispetto agli altri. il team di studiosi del Kangbuk Samsung Hospital di Seoul si è concentrato sulle quantità giuste da prendere, che sarebbero appunto dalle 3 alle 5 tazzine. I ricercatori hanno esaminato il calcio nelle arterie coronarie dei pazienti, la cui presenza potrebbe essere un primo segnale di arterie ostruite e di una propensione alle malattie cardiache. I partecipanti sono stati poi divisi in tre gruppi: i primi consumano meno di una tazzina al giorno, i secondi da una a tre al giorno e i terzi da tre a cinque e proprio questi ultimi sono risultati quelli con il livello minore di calcio nelle arterie. «Il nostro studio aggiunge alcune prove al fatto che il consumo di caffè può essere inversamente associato al rischio di malattie cardiache». Inoltre il consumo di caffè intacca anche la sensibilità dell'insulina e riduce il rischio di soffrire di diabete di tipo 2. 

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