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Ass.Coscioni: "Oms pronto a revisione proibizione cannabis" In evidenza

Pubblicato in Sanità
23 Giugno 2018 di Redazione Commenta per primo!
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"Il Comitato di esperti sulle droghe dell'Organizzazione Mondiale della Salute è pronto a raccomandare una revisione della proibizione della cannabis a livello internazionale". Lo rende noto l'ex senatore radicale Marco Perduca dell'Associazione Luca Coscioni presente nei giorni scorsi a Ginevra durante la sessione aperta della Commissione di Esperti sulle Dipendenze da Droga dell'Organizzazione Mondiale della Sanita' che per la prima volta nella storia delle Nazioni unite avvierà una revisione delle proprietà terapeutiche della cannabis. In quell'occasione Associazione Luca Coscioni (che si batte per le libertà civili e di ricerca scientifica), Forum Droghe, la Società della Ragione e la Fondazione DRCNet avevano presentato un documento a sostegno della ricollocazione della cannabis nelle tabelle internazionali. "L'Italia non ha partecipato alla fase di pre-revisione, eppure da 10 anni aggiorna continuamente il proprio quadro normativo sulla "cannabis terapeutica"; vedremo se il sedicente 'Governo del Cambiamento" saprà cogliere questa occasione storica".Attualmente, la cannabis è inserita nella Tabella I (altamente additiva e soggetta ad abuso) e nella Tabella IV (sostanze incluse nella Tabella I raramente utilizzate nella pratica medica) della Convenzione Unica sugli stupefacenti del 1961. Questo incrocio di collocazioni complica, e di fatto impedisce, la ricerca sui componenti attivi della pianta a causa delle difficoltà amministrative che gli scienziati incontrano per avere accesso alle sostanze. L'Associazione Luca Coscioni ha ricordato che l'assegnazione della cannabis nelle Tabelle I e IV della Convenzione del 1961 non avvenne e seguito di una valutazione scientifica da parte dell'Oms; "se il mondo ricco può usare terapie a base di cannabis - continua Perduca - non si capisce perché i paesi vittime del proibizionismo Occidentale non possano coltivare la cannabis, spesso pianta tradizionale, e aiutare i propri cittadini proprio come quelli dei Paesi che, dal dopoguerra a oggi, han imposto leggi draconiane contro produzione e uso terapeutico della pianta medica". (Italpress).

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