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85% degli italiani vuole scegliere tra pubblico e privato In evidenza

Pubblicato in Sanità
25 Maggio 2018 di Redazione Commenta per primo!
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Nel campo della salute c'e' una certezza: gli italiani sono sempre piu' informati, consapevoli, evoluti, attenti alla qualita' delle prestazioni. E, in virtu' di questa crescita culturale, vogliono essere liberi di scegliere il medico al quale affidarsi e la struttura ospedaliera, sia essa pubblica che privata. E' quanto emerso da un'indagine condotta dal Censis dal titolo "Il valore sociale dell'ospedalita' privata nella sanita' pluralista" dalla quale risulta un dato: l'85% degli Italiani vuole liberta' di scelta. L'indagine e' stata condotta in collaborazione con l'AIOP, l'Associazione Italiana Ospedalita' Privata, che rappresenta 500 case di cura con oltre 53.000 posti letto sul territorio nazionale. Secondo l'indagine il 50% degli intervistati ritiene che la scelta di un professionista o di un servizio di cui ci si fida faciliti le cure e solo il 6% considera gli ospedali pubblici sempre e comunque migliori di quelli privati. L'indagine ha messo in risalto uno scenario contrassegnato dai troppi tagli agli ospedali operati tra il 2008 e il 2016 con conseguente drastica diminuzione dei posti letto e del tasso di ospedalizzazione. Oggi la normativa impone un tetto di 2,7 posti letto ogni 1000 abitanti , mentre la media europea e' di 4 posti letto. In questo gap tra fabbisogno e offerta si e' inserita quindi la possibilita' di utilizzare strutture private che, secondo l'indagine, sono arrivate ad erogare il 28,3% delle prestazioni in termini di giornate/degenza. Anche la politica sembra allineata con l'opinione pubblica: solo il 3% dei consiglieri regionali interpellati dal Censis vorrebbe mettere al bando la sanita' privata , mentre il 63% e' molto favorevole al ruolo del privato accreditato. Per ridurre le differenze qualitative tra le offerte sanitarie erogate dalle varie regioni il 56% dei consiglieri sarebbe favorevole ad introdurre un sistema che premi le eccellenze e penalizzi le regioni che funzionano peggio, mentre il 44% vorrebbe istituire un fondo di perequazione a beneficio delle regioni in difficolta'.

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