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Federfarma, Nicolosi: «Farmacia si evolve» In evidenza

Pubblicato in Sanità
09 Marzo 2017 di Redazione Commenta per primo!
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Più flessibile, moderna e d’aiuto al cittadino, nonostante la crisi e il problema sicurezza siano ormai drammaticamente entrati nella quotidianità. La farmacia, spiega Gioacchino Nicolosi, presidente di Federfarma Sicilia e vicepresidente vicario nazionale, “si sta evolvendo, sta cambiando impostazione, trasformandosi in distributore di servizi, oltre che di farmaci, ha cambiato orari, prima molto decisi e delimitati. Al contempo fronteggia notevoli cali di fatturato e un tasso di criminalità altissimo”. Le farmacie, infatti, attraversano un periodo di gravi difficoltà economiche, dovuto a un calo del fatturato proveniente dal Sistema sanitario nazionale e, nella classifica delle rapine, che vede Milano al primo posto, seguita da Roma, Catania, Palermo e Napoli, “detengono il primato in rapporto agli sportelli aperti. Battiamo purtroppo tutti, tabaccai e banche compresi - ammette Nicolosi -. La farmacia viene vista come un bancomat. Ha a disposizione cifre non altissime ma non difficili da conquistare. E’ un luogo che, a differenza di altri, non si può schermare, è facilmente raggiungibile”. Grazie all’aiuto di un protocollo con il ministero dell’Interno, che ha istituito la videosorveglianza delle farmacie in collegamento con le Questure, il trend è in calo “ma in queste situazioni è difficile lavorare, basti pensare che esistono esercizi che hanno subito più di 20 rapine in un anno”, sottolinea Nicolosi, 57enne titolare di farmacia nel Catanese e da poco più di due mesi alla guida di Federfarma Sicilia. Allarme criminalità dunque, ma non solo. Negli ultimi anni, a dispetto di quello che si pensi generalmente, anche le farmacie stanno fronteggiando una crisi non di poco conto. Nicolosi spiega il perché: “Gli orari si sono allungati, è drasticamente calato il fatturato relativo al Sistema sanitario nazionale, quindi più mole di lavoro, un minore incasso e un ulteriore ‘balzello’ dovuto al decreto Monti: tutto questo, sommato ad alcuni ritardi nei pagamenti, stanno mettendo in crisi il nostro mondo”. A livello siciliano “siamo circa al 2% di chiusure annue, se però dovessimo contare le difficoltà economiche, direi che a livello nazionale siamo al 20-25% in gravi difficoltà”. Capitolo parafarmacie. “Il decreto Bersani ha creato un’attività che esiste solo in Italia e in nessuna altra parte del mondo; un’attività squisitamente commerciale, il nostro con loro è un rapporto di normale competizione, anche se la parafarmacia ha limitazioni che noi farmacisti non abbiamo”, dice ancora il vicepresidente vicario nazionale dell’associazione che rappresenta le oltre 16.000 farmacie italiane. Si parlava di una farmacia che si sta evolvendo, anche nell’erogazione dei servizi. “Prima in farmacia si controllavano soltanto altezza, peso e pressione, ma da noi ormai si possono fare tantissime autoanalisi a prezzi contenuti e in un tempo immediato. E’ un aiuto che si dà al cittadino ma anche al medico. Facciamo prevenzione senza togliere niente a nessuno né invadendo il campo medico”. Con l’assessorato regionale, guidato da Baldo Gucciardi, “c’è un’ottima interlocuzione”, argomenti come lo screening o la prevenzione sono di grande attualità. “E funzionano”, aggiunge Nicolosi, portando a esempio lo screening del colon retto portato avanti di recente nell’Isola. “Nella passata edizione, nella sola provincia di Catania sono stati risolti circa 80 casi di persone che non erano affatto a conoscenza del problema. Abbiamo immediatamente allertato le strutture ospedaliere e quasi tutti i casi si sono risolti brillantemente”. Dopo aver sottolineato l’importanza delle cosiddette 'farmacie ruralì, spesso unico presidio in paesi molto piccoli o comunque difficilmente raggiungibili, Nicolosi chiede infine a ministero e assessorato “una stabilizzazione del sistema sanitario, in modo che diventi unitario. Bisogna annullare la regionalizzazione e la sub regionalizzazione, che creano confusione e disparità nei conti”.

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