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Professioni sanitarie, è allarme per i fisioterapisti “fasulli” In evidenza

Pubblicato in Sanità
01 Marzo 2016 di Carmine Alboretti Commenta per primo!
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In Italia operano stabilmente 65mila fisioterapisti. Ma solo 8mila sono iscritti alle associazioni di categoria. Il che significa che se un cittadino si rivolge ad un sedicente fisioterapista e vuole controllare che il suo interlocutore non sia “farlocco” deve sperare che il professionista rientri nella fascia degli iscritti. Altrimenti non ha alcuna possibilità di verifica. E corre il rischio di affidarsi alla persona sbagliata.

Il “tarocco” è dietro l’angolo

 Per tutelare gli utenti vittime dell’abusivismo in riabilitazione diciannove anni fa è nata l’Anvar, acronimo di Associazione Nazionale Vittime dell’Abusivismo in Riabilitazione. Il sodalizio è stato fondato dall’attuale presidente onorario Flora Virgillito, una trentina rimasta irrimediabilmente danneggiata da una manipolazione cervicale erogata da un “impostore” al quale era stata inviata da un medico a seguito di una distorsione cervicale.

Il chiroterapeuta in questione le ha provocato danni vertebrali irreversibili che hanno comportato la necessità di diverse operazioni e 9 mesi di ingessatura, producendo oltre ad un ingente danno economico, gravi ripercussione sulla sfera personale, lavorativa e sociale e una invalidità del 75%.

“Non si stupisca” - esordisce il presidente del sodalizio, Simone Patuzzo, fisioterapista laureato vero, in prima linea per evitare che i cittadini, in buona fede, si rivolgano a chi non ha i titoli per fare questo lavoro: “La nostra finalità – spiega – è quella di prevenire che altri cittadini, come accaduto alla nostra presidente onoraria, cadano nelle mani sbagliate. L’Associazione istituisce tutele legali e assistenza a tutti i cittadini danneggiati da sedicenti operatori. Collabora con le associazioni professionali. Di recente siamo stati ascoltati presso il Ministero della Salute”. L’Anvar, dunque, opera su tutto il territorio nazionale attraverso una rete di studi per fornire la propria consulenza esperta e assistenza legale, supportando in questo modo i cittadini che necessitano di aiuto per casi di malasanità e abusivismo in medicina e riabilitazione.

La mancanza di un Ordine professionale

Ma chi è il fisioterapista? E quali sono le sue competenze?

È la legge a chiarirlo. Il fisioterapista, già terapista della riabilitazione, è un professionista della Sanità in possesso del diploma di Laurea o titolo equipollente, che lavora, sia in collaborazione con il Medico e le altre professioni sanitarie, sia autonomamente, in rapporto con la persona assistita, valutando e trattando le disfunzioni presenti nelle aeree della motricità, delle funzioni corticali superiori e viscerali conseguenti ad eventi patologici, a varia eziologia, congenita o acquisita.

Avendo a che fare con il bene fondamentale della salute, tutelato dalla Costituzione all’articolo 32, chi pratica la Fisioterapia in Italia deve avere determinate conoscenze e competenze verificate attraverso il superamento di un Esame di Stato.

Il problema sorge quando si deve prendere atto che manca un Albo professionale, gestito dal relativo Ordine. Solo così, infatti, si può verificare se il professionista cui sta affidando la tutela dei propri diritti è realmente abilitato a farlo.

E questo contribuisce ad incrementare la piaga dell’abusivismo. “Negli ultimi due mesi – spiega il presidente dell’Anvar – stiamo trattando cinque casi, di cui tre molto delicati”.

In attesa che chi di dovere si decida a istituire l’Albo una soluzione a tutela dei cittadini potrebbe essere quella di realizzare e diffondere presso tutte le Aziende sanitarie locali un opuscolo nel quale siano delineate le caratteristiche di tutte le professioni sanitarie con i nomi dei professionisti interessati. Se questo rimedio risulti troppo oneroso basterebbe individuare un funzionario al quale affidare il compito di rispondere alle domande degli utenti per evitare di imbattersi in imbonitori o truffatori.

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