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Listeriosi umana, è allarme nel Centro Nord In evidenza

Pubblicato in Sanità
29 Febbraio 2016 di Antonio Marvasi Commenta per primo!
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Aumentano i casi di listeriosi in Italia. Viene definita dall’Oms una malattia relativamente rara, ma preoccupante per l’elevato tasso di mortalità che la caratterizza. Secondo le notizie pubblicate sul sito web dell’Istituto superiore di Sanità, “i casi di listeriosi notificati in Italia dal 1996 al 2007, in base ai dati presenti nel bollettino epidemiologico del Ministero della Salute, sono in media 50-60 per anno, con un’incidenza di circa 0,1 casi ogni 100.000 abitanti. Più del 50% delle notifiche provengono da alcune regioni del Centro-Nord Italia”.

Intanto la Regione Marche fa sapere che le Autorità competenti locali, regionali e ministeriali, con il supporto dell’Istituto Superiore di Sanità, Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche, Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise in qualità di Laboratorio Nazionale di Referenza per Listeria monocytogenes, stanno lavorando insieme per individuare le fonti di contaminazione degli alimenti che hanno determinato un incremento dei casi di listeriosi umana a partire dal maggio 2015.

L’incremento di casi osservato, si legge in una nota, è da imputare prevalentemente a un unico ceppo di Listeria m. identificato con metodiche molecolari come “pulsotipo cluster”. Il 2 febbraio scorso, le indagini epidemiologiche e le attività di campionamento di alimenti condotte dai Servizi dei Dipartimenti di prevenzione Asur hanno consentito di identificare lo stesso ceppo di Listeria monocytogenes  in un campione di alimento a base di carne suina prodotto da un piccolo stabilimento della provincia di Ancona. “Sebbene tale risultato suggerisca un legame tra la contaminazione della coppa di testa e almeno un caso umano di listeriosi - scrivono gli uffici competenti delle Marche -, non è possibile al momento ipotizzare un nesso diretto di causalità tra i due rilievi, anche in considerazione del fatto che la data di produzione del lotto risultato contaminato è successiva alla data di insorgenza dei sintomi nel paziente. In ogni caso, comunque, il 4 febbraio 2016 il Servizio di Igiene degli Alimenti di Origine Animale dell’Asur  ha eseguito i provvedimenti di sospensione dell’attività di produzione e commercializzazione del salumificio in oggetto, che a sua volta ha provveduto a ritirare e richiamare tutti i salumi presenti nella rete di vendita”.

 

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