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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto nel pomeriggio al Quirinale, in separate udienze, per la presentazione delle Lettere Credenziali, i nuovi Ambasciatori: S.E. George Kahema Madafa, Repubblica Unita della Tanzania; S.E. Ana Maria De Leon De Alba, Repubblica di Panama; S.E. Zenebu Tadesse, Repubblica Federale Democratica di Etiopia; S.E. Josip Gelo, Bosnia-Erzegovina; S.E. Esti Andayani, Repubblica di Indonesia; S.E. Jong-hyun Choi, Repubblica di Corea. Era presente il Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, Benedetto Della Vedova. La Presidente della Camera ha ricevuto a Montecitorio una rappresentanza dell'Upi (Unione delle Province d'Italia), in occasione della giornata di mobilitazione promossa per richiamare l'attenzione sulle conseguenze che i tagli imposti dalle manovre economiche alle Province provocano su cittadini e comunita'. Alla delegazione Upi, guidata dal Presidente Achille Variati, la Presidente Boldrini ha espresso "gratitudine per il rispetto istituzionale che state mostrando, venendo a porre in Parlamento questioni che l'esito del referendum costituzionale ha lasciato aperte e delle quali tutti devono prendere atto con realismo." "Voi state ponendo con determinazione - ha aggiunto la Presidente - esigenze che riguardano fondamentali diritti alla sicurezza, all'istruzione, alla mobilita' delle vostre collettivita'. Questa azione di pressione e' importante per poter soddisfare le legittime richieste che vi vengono rivolte dai cittadini. Auspico che il Parlamento possa presto dare risposta a queste vostre domande."
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"L'omofobia e la transfobia violano la dignità umana, ledono il principio di eguaglianza e comprimono la libertà e gli affetti delle persone. A nessuno può sfuggire che qualunque forma di persecuzione in base all'orientamento sessuale costituisca, sempre e ovunque abbia luogo, una violazione inaccettabile dei diritti umani universali». Lo afferma in una nota il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata mondiale contro l'omofobia.«Gli atti di intolleranza si esprimono in violenze verbali o derisioni, altre volte danno luogo a minacce, fino a giungere, talora, ad aggressioni fisiche. Si tratta di manifestazioni che feriscono l'intera nostra società, che risulta indebolita nei suoi valori fondamentali di convivenza - aggiunge -. Quando le discriminazioni hanno come bersaglio ragazzi e adolescenti vi è il rischio grave di compromettere fragili equilibri, perché gli anni della giovinezza sono quelli in cui si costruisce l'accettazione di sé, che è parte importante della futura serenità. Molto giovani sono spesso anche coloro che pongono in essere condotte omofobiche. Così, se alle giovani vittime va prestata un'attenzione particolare, nondimeno bisogna promuovere, soprattutto nei ragazzi, una positiva educazione all'incontro con l'altro. Senza una cultura dei diritti di ciascuno non si diventa pienamente cittadini - conclude Mattarella -. La considerazione del valore dell'altro, l'accettazione delle differenze, sono alla base di ogni convivenza. A un vigile e proficuo rispetto deve essere improntato ciò che dà forma alla vita comune: il linguaggio, la scuola, il discorso pubblico, le pratiche sociali, per una società pienamente solidale"
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Martedì, 16 Maggio 2017 06:00

Mattarella: «Sostenere le famiglie»

"La famiglia è un bene prezioso, per i singoli e per l'intera collettività. È il nucleo primo della convivenza sociale, che consente alle donne e agli uomini di uscire da una prospettiva dell'esistenza meramente individuale per impegnarsi in un progetto di crescita comune". Lo afferma in una nota il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata Internazionale della Famiglia. "Celebrarne il valore è un'occasione per riflettere sulle nostre comunità, sulla solidarietà tra le persone, sull'importanza degli affetti nello sviluppo della personalità umana - prosegue Mattarella -. Nata dall'amore, da una scelta di condivisione di vita, è anche lo spazio vitale nel quale i bambini e gli adolescenti trovano accoglienza e riferimenti educativi cruciali per la loro crescita armoniosa e per la costruzione di un futuro benessere interiore. La famiglia rappresenta anche un importante antidoto contro la povertà e l'esclusione sociale. Le difficoltà di questi anni hanno, purtroppo, messo a dura prova i nuclei familiari, che spesso si sono visti costretti a fronteggiare la crisi economica rinnovando meccanismi di solidarietà, tra famiglie e tra generazioni". "L'auspicio è che le istituzioni facciano tesoro di quanto accaduto, per non lasciare sole le famiglie davanti ai cambiamenti e alle asperità dei tempi. Promuovere azioni a favore delle famiglie, volte a contrastare la marginalità, a prevenire le crisi e le fragilità che possono condurre a conflitti e disgregazioni, è interesse dell'intera comunità - conclude Mattarella -. Sostenere le famiglie è un investimento sul futuro e anche per questo occorre rivolgere la massima attenzione ai giovani, che spesso tardano a realizzare il loro progetto di vita a causa delle difficoltà economiche e sociali che incontrano. Ogni impedimento ai giovani nella costruzione del loro domani è un freno allo sviluppo della comunità e un danno alla qualità della vita di ciascuno di noi".
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"Desidero farLe pervenire il mio piu' sincero ringraziamento per il messaggio che ha voluto molto cortesemente indirizzarmi nel momento in cui si accinge a compiere il pellegrinaggio al Santuario di FATIMA per commemorare il centenario delle apparizioni mariane. Con questo viaggio Ella invia un appello di pace e speranza all'intera famiglia umana, affidando al senso di responsabilita' e all'intelligenza di tutti gli uomini di buona volonta' il compito di costruire un mondo piu' giusto. In questo spirito colgo l'occasione per rinnovarLe i sensi della mia profonda stima e della considerazione dell'intero popolo italiano". Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato a Papa Francesco.
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"I nostri legami sono storici, sono forti, tra i piu' forti che si possano immaginare, tanti emigranti italiani, a piu' riprese, sono venuti in Uruguay, accolti con grande generosita'". Cosi' il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante l'incontro a Montevideo con il presidente dell'Uruguay, Tabare' Vázquez. "Stamattina abbiamo detto che questa amicizia storica intendiamo proiettarla in maniera sempre piu' concreta, operativa e crescente nel futuro", ha aggiunto. "Questa amicizia fa si' che Italia e Uruguay si trovino in sintonia su tutte le principali questione di carattere internazionale - ha proseguito Mattarella -. Sintonia che registriamo in questo anno, in cui entrambi fanno parte del Consiglio di sicurezza dell'Onu, dove i nostri rappresentanti trovano una spontanea convergenza su tutte le questioni principali dell'agenda internazionale". "Sul piano piu' ampio, noi abbiamo registrato la piena sintonia e convergenza di opinioni sull'accordo tra Mercosur e Unione europea, e' un obiettivo di primaria importanza, di cui l'Italia e' determinata sostenitrice". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante l'incontro a Montevideo con il presidente dell'Uruguay, Tabare' Vázquez. "Riteniamo che questo accordo, che dara' vita certamente, speriamo entro l'anno, ad un'area di libero commercio di 700 milioni di persone, si possa realizzare sollecitamente", ha aggiunto. "Il prossimo round sara' in luglio, successivamente un altro in novembre, noi speriamo che entro l'anno l'accordo venga definito, perche' questo va non soltanto a vantaggio delle due aree e dei singoli Paesi che ne fanno fatte - ha proseguito Mattarella -, ma rende Ue e Mercosur piu' protagoniste nel mondo e contribuisce alla stabilita' e alle buone relazioni nel mondo. E' un traguardo importante, che Uruguay e Italia vedono concordemente come assolutamente prioritario".
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"Per l'Italia l'Uruguay e' un partner di riferimento, sapendo che la democrazia uruguaiana costituisce un modello che supera i confini dell'America Latina e la nostra collaborazione si esprime in tutti i settori, da quello politico a quello economico, a quello culturale". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante l'incontro a Montevideo con il presidente dell'Uruguay, Tabare' Vázquez. "Sul piano politico abbiamo deciso di rendere attivo, operativo e costante quanto stabilito nel memorandum d'intesa del 2011 per consultazioni periodiche regolari e la prima tappa sara' prossimamente a Roma, per rendere costante la collaborazione e la verifica dell'andamento della nostra collaborazione, in modo che sia realmente crescente nel tempo - ha aggiunto -. Abbiamo appena assistito alla firma di un accordo importante in materia di giustizia, che e' un tema che sta molto a cuore all'Uruguay e all'Italia". Sul piano economico c'e' "l'intesa tra le due realta' ferroviarie, che mostra una collaborazione che si intende sviluppare molto tra Italia e Uruguay. Vi e' tanto spazio di collaborazione in campo infrastrutturale, le imprese italiane sono molto interessate al mercato uruguaiano, per la sua qualita' di vita economica e per la stabilita' e le prospettive che presenta".
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"In occasione della X Giornata della Memoria dedicata ai giornalisti uccisi da mafie e terrorismo organizzata dall'Unione Nazionale Cronisti Italiani, rinnovo il mio commosso pensiero alla memoria di tutti coloro che, animati dall'irrinunciabile valore della liberta' di stampa, non si sono piegati alla sopraffazione e hanno rifiutato l'omerta', fino al sacrificio della loro vita". Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al presidente dell'Unione Nazionale Cronisti Italiani, Alessandro Galimberti. "Molti nostri cronisti sono stati uccisi, in Italia e all'estero, mentre svolgevano il loro lavoro per il bene della collettivita'. Uomini e donne di cui dobbiamo onorare la memoria per sottolineare quanto importante sia il valore della ricerca della verita' - aggiunge -. Giornalisti che con le loro inchieste hanno contribuito a combattere l'illegalita' a svelare affari e collusioni della criminalita' organizzata, a fare luce su traffici illeciti e denunciare gli orrori delle guerre. Per questo va ribadita con determinazione la necessita' di proteggere i cronisti che subiscono minacce e intimidazioni. Sono voci da tutelare perche' espressioni di una democrazia matura che non ha paura della verita'. Con l'occasione la prego di fare giungere ai familiari delle vittime sentimenti di solidarieta' e vicinanza".
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Nel corso del pomeriggio la nuova Giunta Esecutiva Centrale dell'Associazione Nazionale Magistrati, in carica dal primo aprile scorso, e' stata ricevuta in udienza dal capo dello Stato, al quale ha rappresentato "la piu' alta considerazione, sia in quanto garante dei valori e dei principi costituzionali sia quale Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura". L'incontro e' stato occasione anche per invitare il capo dello Stato al XXXIII Congresso dell'ANM, che si svolgera' a Siena dal 20 al 22 ottobre e che si occupera', tra l'altro, di una serie di temi: bilancio sulla riforma dell'Ordinamento Giudiziario a 10 anni dalla sua entrata in vigore; ricognizione e monitoraggio su risorse e riforme necessarie a incrementare la funzionalita' della giustizia; rapporti tra magistratura e politica e tra magistratura e informazione; statuto del pubblico ministero e organizzazione degli uffici requirenti; riconoscimento legislativo e giudiziario dei nuovi diritti; reclutamento della magistratura, condizioni di lavoro e prospettive professionali delle nuove generazioni di magistrati.
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Di fronte a una, pur timida, ripresa economica e alle innovazioni tecniche che cambiano radicalmente il mondo del lavoro, gli attuali livelli di disoccupazione sono "insopportabili per la nostra comunita'". Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, interviene cosi' durante le celebrazioni della Festa del Lavoro al Quirinale. Il tono tradisce la preoccupazione del Presidente quando sottolinea che "la nostra comunita' non puo' accettare e non potra' sopportare a lungo che i lavoratori attivi in Italia restino a percentuale bassa, e che la disoccupazione giovanile, particolarmente nel Meridione, raggiunga picchi cosi' alti. Tutti dobbiamo sentire il compito di fare di piu'", sono state le parole del capo dello Stato. Anche perche', ha aggiunto con una punta di preoccupazione, "laddove la struttura produttiva e sociale non e' piu' in grado di assicurare quelle condizioni che sorreggono i nostri diritti di cittadinanza allora la crisi rischia di contagiare le stesse istituzioni rappresentative". Un richiamo alla politica e alle istituzioni che si fa piu' accorato quando si parla di giovani. Le innovazioni tecniche introdotte con l'industria 4.0 sembrano parlare proprio alle nuove generazioni, visto che - spiega ancora Mattarella - "le loro attitudini e i loro linguaggi sono piu' congeniali alle nuove competenze tecniche". E, dunque, "e' paradossale che le nuove generazioni restino ai margini mentre sarebbero in grado di giocare un ruolo decisivo per farci compiere passi avanti. Dobbiamo riuscire a migliorare la comunicazione tra mondo del lavoro e scuola, tra impresa e sistema formativo". La risposta, per il Presidente, e' da ricercare innanzitutto nel mondo della scuola e della formazione. "L'industria 4.0 ha bisogno di competenze tecniche sempre piu' qualificate e non possiamo permetterci che il nostro mercato sia carente proprio di laureati con elevate professionalita' informatiche", osserva, "e piu' in generale, non possiamo rassegnarci a un numero cosi' basso di laureati. Nel contempo dobbiamo fare in modo che nelle scuole superiori torni a crescere il numero di diplomati con riconosciuta competenza tecnica". Assieme a questo, pero', deve esserci l'impegno di politica e istituzioni per ridurre le diseguaglianze, governando il cambiamento cosi' da evitare "conseguenze in termini di riduzione del lavoro, di compressione dei salari e dunque di ulteriori diseguaglianze. E' opportuno che la costruzione di adeguate strategie pubbliche coinvolga forze politiche e sociali, rappresentanze dell'impresa e del lavoro".
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E' appena giunto a Palermo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la scopertura del busto raffigurante Pio la Torre, realizzato dai ragazzi dell'Accademia delle Belle Arti di Palermo. La cerimonia si e' tenuta presso il cortile interno della scuola di scienze giuridiche ed economico-sociali di via Maqueda, nel capoluogo siciliano. Presenti tra gli altri il rettore Fabrizio Micari, il ministro dell'istruzione Valeria Fedeli, il presidente della regione Rosario Crocetta, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e una delegazione di studenti universitari. Il capo dello Stato, al suo arrivo, e' stato accolto da un caloroso applauso. L'iniziativa rientra nell'ambito delle manifestazioni organizzate in ricordo del 35° anniversario dell'uccisione di Pio La Torre e Rosario Di Salvo. Applausi e selfie per il capo dello stato uscendo dalla scuola di scienze giuridiche ed economico-sociali di via Maqueda, nel capoluogo siciliano dove e' stato scoperto il busto di Pio La Torre. Mattarella si e' soffermato a parlare con il rettore dell'universita' di Palermo Fabrizio Micari. Nell'atrio dell'ex facolta' di giurisprudenza, dove gli studenti erano assiepati sotto i porticati, e' stato salutato da lunghi e calorosi applausi. Mattarella , sempre accompagnato dal rettore, si e' fermato a parlare con alcuni studenti, rendendosi disponibile a numerosi selfie.
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