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"Ho appreso con profonda commozione della scomparsa di Helmut KOHL, personalita' politica di straordinaria rilevanza nella storia recente della Germania e dell'intera Europa. Colui che e' stato - a giusto titolo - definito 'il Cancelliere della riunificazione', ha lavorato con lungimiranza e determinazione - in anni caratterizzati da mutamenti profondi ed epocali degli equilibri mondiali - per ridare unita' al proprio Paese nell'ambito del grande progetto di integrazione europea". Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al presidente della Repubblica Federale di Germania, Frank-Walter Steinmeier. "Da autentico uomo di Stato, egli seppe coniugare pragmatismo e capacita' di visione, fornendo un contributo coraggioso non soltanto alla caduta del muro di Berlino e alla riunificazione della Germania, ma anche al superamento delle drammatiche divisioni che, per decenni, avevano lacerato l'Europa - aggiunge il capo dello Stato -. La sua scomparsa priva la Germania di una grande personalita' e l'Europa di uno dei suoi padri nobili. E' con questa consapevolezza che porgo a lei, signor Presidente, alla famiglia KOHL e al popolo tedesco le piu' sentite condoglianze dell'Italia e mie personali". "Onore alla memoria del cancelliere KOHL. Italia lo ricorda protagonista della riunificazione tedesca e della caduta del Muro europeo". Lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.
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Una visita storica, un omaggio al Comitato olimpico nazionale italiano "per riaffermare non solo i valori dello sport, ma la sua importanza, ampia e crescente, nella formazione dei giovani e nello sviluppo equilibrato delle persone". Questo il messaggio lanciato da Sergio Mattarella dal palco allestito allo Stadio dei Marmi, dove il presidente della Repubblica, per la prima volta in 103 anni, ha fatto visita al mondo dello sport italiano. Accolto dal presidente del Coni Giovanni Malago', dal capo del Comitato italiano paralimpico Luca Pancalli e dal ministro dello Sport Luca Lotti, Mattarella ha abbracciato tutti i rappresentanti dello sport italiano: federazioni sportive nazionali e paralimpiche, discipline sportive associate, associazioni benemerite, enti di promozione sportiva, comitati regionali, nonche' una folta rappresentanza di atleti in attivita' e del passato. "Chi si impegna per lo sport, chi lo difende, aiuta l'intero Paese - ha sottolineato il presidente della Repubblica nel suo discorso - Sbagliano quanti, con qualche snobismo, considerano lo sport come marginale nella vita sociale, come un tempo di ricreazione. Lo sport e' invece una leva di grande efficacia sul piano sociale, culturale, educativo e con rilevanti ricadute economiche". Mattarella ha voluto sottolineare alcuni concetti. In primis i valori fondanti dello sport, "il pieno rispetto della legalita', il contrasto incessante al doping, la costante tensione per ripristinare pari condizioni tra i competitori, la necessaria trasparenza nella gestione dei rapporti con le tifoserie, il ripudio della violenza e del razzismo". Il presidente della Repubblica ha poi voluto ribadire come lo sport sia "un diritto di tutti. Ai bambini e ai ragazzi va garantito l'accesso alle attivita' sportive indipendentemente dal reddito delle loro famiglie. Le barriere, dove ci sono, vanno abbattute per aprire percorsi sportivi a chi affronta le diverse forme di disabilita'. Sullo straordinario esempio positivo dei nostri campioni paralimpici, non posso che augurarmi che lo sport divenga sempre piu' uno strumento di partecipazione sociale e di realizzazione personale". Il messaggio di inclusione lanciato da Mattarella e' stato condiviso dal ministro dello Sport Lotti e rilanciato dal presidente del Cip Pancalli: "Quando saremo consapevoli di aver regalato un sogno, una speranza in piu' a tanti ragazzi, avremo ottenuto un grande risultato - ha osservato il numero uno del Comitato italiano paralimpico - Lo sport e' strumento di identita' nazionale, di formazione: partecipa anche all'educazione, per cui e' un mezzo di integrazione e inclusione". Dopo aver guidato tra i corridoi di Palazzo H il presidente Mattarella, che si e' soffermato nella Sala delle Fiaccole dove ha ammirato in particolare la torcia di Torino 2006, Malago' ha fatto gli onori di casa ringraziando l'importante ospite. "Venire qui a trovarci e' stata una scelta di grande affetto e amicizia: di questo gliene saremo sempre grati - ha sottolineato il presidente del Coni rivolgendosi a Mattarella - Oggi mi sento una persona fortunata, perche' ho la possibilita' di presentare alla sua attenzione il nostro mondo, nella sua interezza e complessita'". Malago' ha poi rivendicato con orgoglio il ruolo giocato dallo sport nel Paese: "Abbiamo conquistato sul campo un grande prestigio e lo difendiamo ogni giorno non consentendo a nessuno di offuscarlo con scelte miopi e ingiustificabili - ha rimarcato il presidente del Coni - Auspico che l'Italia abbia nei prossimi anni la forza e la capacita' di guardare allo sport per trarre un nuovo slancio verso traguardi sempre piu' ambiziosi. Se sapremo fare squadra nessuna sfida,
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"Ringrazio il Presidente Kompatscher, per questa cerimonia in occasione di un doppio anniversario altamente significativo: la ricorrenza dei venticinque anni della solenne dichiarazione, in sede di Nazioni Unite, della piena, conclusiva composizione della controversia altoatesina e il quarantacinquesimo anniversario dell'entrata in vigore del secondo Statuto di Autonomia della Provincia di Bolzano. Rivolgo un saluto particolarmente caloroso al Presidente della Repubblica d'Austria, Alexander Van der Bellen, per aver voluto onorare con la sua presenza questa giornata di festa, così importante per l'Alto Adige/Sudtirol e significativa per i nostri Paesi, la cui amicizia trae quotidianamente alimento anche dai rapporti umani, culturali, economici che questa terra contribuisce a consolidare. Desidero ricordare, in apertura di questo intervento, Alois Mock, scomparso in questi giorni. A lungo Presidente dell'Osterreichische Volkspartei, uomo di pace, figura di primo piano nella vita politica nazionale e internazionale, era il Ministro degli Esteri austriaco proprio venticinque anni fa, protagonista nel momento in cui si ricompose la controversia bilaterale. Oggi celebriamo la capacità di popoli europei di essere riusciti a superare le divisioni di un remoto passato, costruendo un'amicizia solidissima e dando concretezza ai valori di democrazia, pluralismo, tolleranza, tutele dei diritti individuali e collettivi che costituiscono tratto distintivo dello spirito che ci accomuna». Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Merano, in occasione del 25° anniversario della chiusura della controversia altoatesina e del 45° anniversario del secondo Statuto di autonomia. È presente il presidente della Repubblica d'Austria Van der Bellen. «Si tratta di scelte fortemente radicate nella Costituzione repubblicana sin dai Principi fondamentali - ha continuato - che, con l'articolo 3 recitano come 'Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche...', per proseguire all'articolo 6 con la disposizione 'La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiché. Mai più violenza per la risoluzione dei conflitti. Mai più odio o sopraffazione! Al loro posto apertura, ascolto, reciproco rispetto, comprensione, e dialogo! Un dialogo intenso, costruttivo, sempre impegnativo, eppure produttivo di risultati concreti, a tutto vantaggio del benessere e della prosperità delle comunità locali. Un'attitudine che pur nelle difficoltà, nelle incertezze, negli errori talvolta, che hanno caratterizzato la storia di questa Provincia nel secondo dopo-guerra, è sempre stata perseguita tenacemente. Una predisposizione al confronto che ha consentito di tener fermo lo sguardo verso un obiettivo comune: tutelare le popolazioni locali inscrivendo il rispetto delle loro identità, la loro autonomia, nell'ambito del grande progetto di pace e integrazione del Continente europeo. Lo Statuto di Autonomia di una terra come l'Alto Adige/Sudtirol rientra a pieno titolo in questo percorso. Nella comune appartenenza a un progetto ampio e ambizioso di unione continentale, i diversi livelli di integrazione - che comprendono anche la nascita dell'Euroregione 'Tirolo - Trentino-Alto Adigé - finiscono naturalmente per constatare la convergenza delle specificità di terre e popoli attinenti a Stati diversi ma amici e sempre più integrati. Questa è la dimensione che vogliamo raggiungere, come solennemente riaffermato a Roma, in occasione del Sessantesimo Anniversario dei Trattati, con una Dichiarazione che è stata significativamente sottoscritta da tutti gli Stati membri dell'Unione».«L'Alto Adige, in quest'ottica - ha aggiunto Mattarella -, ha saputo rappresentare un'autentica avanguardia europea, un luogo che ha saputo incarnare, non senza contraddizioni, ma con determinazione, passione ed equilibrio, la tensione ideale costitutiva del 'demos' europeo. Signor Presidente Van der Bellen, Signor Presidente Kompatscher, questa terra ha trovato nello Statuto di Autonomia una cornice chiara e dinamica entro la quale costruire operosamente il presente per guardare al futuro con fiducia. Un esempio a cui, sempre più spesso, si fa riferimento nelle relazioni internazionali, quando si affrontano nodi, spesso drammatici, della tutela di minoranze che vivono esistenze precarie, minacciate dalla violenza della guerra e dal costante pericolo di 'pulizie etniché. Qui si è dimostrato, e si continua a farlo, che il passato, per quanto doloroso, può essere superato, che le dispute di ieri possono trasformarsi nella collaborazione dell'oggi, che i confini non sono di ostacolo nell'ottica della piena integrazione di domani. Il Brennero è, per noi italiani come per gli amici austriaci, un emblema di vicinanza, interdipendenza e libera circolazione. L'impegno di noi tutti è che esso rimanga tale. Centocinquant'anni fa, il 24 agosto 1867, veniva inaugurato il collegamento ferroviario del Brennero tra Innsbruck e Bolzano, allo scopo di mettere in comunicazione Tirolo e Regno Lombardo-Veneto. Oggi, la costruzione del tunnel di base del Brennero, progetto sostenuto dall'Unione Europea nell'ambito del corridoio Scan-Med - e che, nel 2025, a conclusione dei lavori, diventerà la più lunga galleria ferroviaria al mondo - unisce e rafforza - anche simbolicamente - il fondamento della libera circolazione in Europa, valore e conquista intangibili, a cui non è immaginabile poter rinunciare». Signor Presidente Van der Bellen, Signor Presidente Kompatscher, questo ci insegna l'esperienza dell'Alto Adige/Sudtirol e questo è il significato del determinato, capillare ed efficace impegno di tutte le Istituzioni italiane nella difesa e nella valorizzazione di uno Statuto che rappresenta un autentico modello di civiltà».
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Domani con inizio alle 18.15 (diretta su RaiSportHD), il Presidente della Repubblica, Sergio MATTARELLA, fara' visita al Palazzo del CONI per un incontro col mondo dello sport che si svolgera' in un affascinate e suggestivo palcoscenico realizzato nell'area antistante lo Stadio dei Marmi. Si tratta di una "prima" storica: nessun Capo di Stato, infatti, ha mai visitato la sede del Comitato Olimpico Nazionale Italiano. A far gli onori di casa il Presidente del CONI, Giovanni Malago' che accogliera' il Capo dello Stato insieme al Ministro dello Sport, Luca Lotti, e al Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli.
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"Chi è chiamato a pubblici impegni deve agire con elevata responsabilità e con sempre crescente impegno, affinchè prevalgano condizioni di equità, e quindi di stabilità sociale e di concordia, è un obiettivo che deve trovare prioritaria applicazione nei confronti dei giovani". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha salutato Papa Francesco in visita ufficiale al Quirinale. Ad accogliere il Pontefice, nel giardino d'onore del Quirinale, tutte le più alte cariche dello Stato, dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, ai presidente di Camera e Senato Laura Boldrini e Pietro Grasso, e tanti bambini, gli studenti delle scuole delle zone terremotate del centro Italia. Il breve colloquio privato tra il capo dello Stato e Papa Francesco, è stato seguito dallo scambio di doni: il Santo Padre ha donato al presidente un'icona raffigurante i santi Pietro e Paolo, icona di autore anonimo dell'arte russa di fine XVII e il presidente della Repubblica ha donato al Pontefice un fermaglio di piviale realizzato in argento. Per Mattarella, inoltre, "l'occupazione, e la dignita' - che ad essa e' intrinsecamente legata - deve costituire il centro dell'esercizio delle responsabilita' di istituzioni e forze sociali, cosi' da prevenire e curare fenomeni di emarginazione, poverta', solitudine e degrado". Nel suo discorso, Mattarella ha ricordato i viaggi apostolici di Papa Francesco "sempre ricchi di testimonianze, abbiamo guardato con particolare ammirazione e fiducia, alla sua recente missione in Egitto, e al suo colloquio con le autorità religiose islamiche dell'Universita' di El Azhar. Parole, e gesti, che hanno rappresentato un passo decisivo verso una maggiore comprensione reciproca, verso la costituzione di un fronte comune nei confronti dell'estremismo e del fanatismo". Per Mattarela, inoltre, "è di un costante impegno di riconciliazione e di reciproca disponibilita' che il mondo in cui viviamo avverte il bisogno piu' immediato per assicurare tolleranza e pacifica convivenza e, soprattutto, per costruire risposte solide e corali ai grandi problemi del mondo contemporaneo. Un esempio - che e' al contempo grido di sofferenza e voce di speranza - e' rappresentato dal dramma dei migranti. Governarlo richiede un comune impegno da parte della comunita' internazionale, dei Paesi di provenienza e transito, di quelli di approdo e - per quanto ci riguarda piu' da vicino - dell'intera Unione Europea". Il capo dello Stato ha ringraziato il Pontefice: "la sua visita costituisce un'occasione per ringraziare la Chiesa cattolica per la sua instancabile azione, al fianco delle istituzioni nazionali, nella più ampia riaffermazione dei valori di giustizia, equità, apertura e tolleranza sui quali si fonda la Repubblica. Nell'impegno a favore degli ultimi, che continua a risuonare nelle sue parole, l'Italia ha sempre potuto fare affidamento sul sostegno della Chiesa cattolica". "Il lavoro stabile, insieme a una politica fattivamente impegnata in favore della famiglia, primo e principale luogo in cui si forma la persona-in-relazione, sono le condizioni dell'autentico sviluppo sostenibile e di una crescita armoniosa della societa'", ha sottolineato Francesco, dicendo di guardare all'Italia "con speranza: una speranza che è radicata nella memoria grata verso i padri e i nonni, che sono anche i miei, perché le mie radici sono in questo Paese. Memoria grata verso le generazioni che ci hanno preceduto e che, con l'aiuto di Dio, hanno portato avanti i valori fondamentali: la dignità della persona, la famiglia, il lavoro". Questi valori "li hanno posti anche al centro della Costituzione repubblicana, che ha offerto e offre uno stabile quadro di riferimento per la vita democratica del popolo. Una speranza, dunque, fondata sulla memoria, una memoria grata". Quindi un appello: "Per quanto riguarda il vasto e complesso fenomeno migratorio, e' chiaro che poche nazioni non possono farsene carico interamente, assicurando un'ordinata integrazione dei nuovi arrivati nel proprio tessuto sociale. Per tale ragione, e' indispensabile e urgente che si sviluppi un'ampia e incisiva cooperazione internazionale". La visita di Papa Francesco si è conslusa nei giradini del Quirinale con il saluto ai 200 bambini arrivati dalle zone terremotate del centro Italia che hanno regalato al Pontefice un sacchetto di lenticchie di Castelluccio.
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Martedì, 06 Giugno 2017 05:00

Mattarella: «No rinvii su accordi Parigi»

"La Giornata Mondiale dell'Ambiente, istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, è un'occasione preziosa per pensare insieme il futuro dell'Umanità, per realizzare i cambiamenti necessari a ridurre gli squilibri e promuovere un approccio rispettoso della natura, per riflettere sulla sostenibilità dello sviluppo. Abbiamo una comune responsabilità di fronte all'Umanità: garantire il diritto alla vita». Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.«Questo comporta che lo sfruttamento delle risorse non oltrepassi la loro capacità di riproduzione e che la distribuzione dei beni sia ordinata nel segno della giustizia, senza costringere i più deboli alla marginalità e senza depredare di opportunità le generazioni che verranno. E' un compito difficile, ma assolutamente necessario. La portata globale della sfida - aggiunge - non deve diventare un alibi per l'inerzia o per il rinvio. Stati, Istituzioni Internazionali, società civili, opinioni pubbliche: ciascuno è chiamato a fare la sua parte per contrastare i cambiamenti climatici, per evitare la desertificazione di aree vaste del pianeta, per combattere lo spreco di acqua e di cibo, per difendere la biodiversità, per rendere più efficiente il ciclo dei rifiuti e il riuso dei materiali, per produrre energia da fonti rinnovabili e non inquinanti. Riconciliare l'umanità con la natura è peraltro un obiettivo che richiama il desiderio di pace, di bellezza, di coesione sociale, di cooperazione tra i popoli». Per il capo dello Stato«le vicende del nostro tempo continuano a dimostrare che la qualità e l'equilibrio dell'ambiente hanno una relazione strettissima con il rispetto della legalità, con la riduzione delle diseguaglianze sociali, con il rifiuto della guerra e della violenza, con la sicurezza e la salute delle popolazioni, con una crescita economica sostenibile nel tempo. Il tema scelto quest'anno per la Giornata Mondiale sottolinea la connessione tra le persone e la natura, e sollecita una sensibilizzazione sempre maggiore, un impegno di educazione che renda responsabili e protagonisti ciascuno di noi. Da una spinta popolare, da una crescita di consapevolezza diffusa può venire un contributo decisivo anche all'azione degli stati. L'Agenda di Parigi sui cambiamenti climatici - sottolinea - era stata accolta come un importante passo in avanti: ora i contenuti di quell'accordo vanno implementati. Non sarà una strada facile, ma può e deve essere percorsa. Il nostro Paese ospiterà a giorni il G7 dell'Ambiente e si adopererà per allargare la condivisione: l'impegno per avversare i mutamenti del clima è parte integrante degli obiettivi inseriti nell'agenda 2030 delle Nazioni Unite» conclude Mattarella.
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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel settantunesimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana, ha rivolto il suo personale "saluto agli uomini ed alle donne delle nostre Forze armate". "Insieme a loro rendo omaggio ai tanti caduti lungo il difficile e sofferto cammino del nostro Paese verso la liberta' e la democrazia". Lo riferisce un comunicato della presidenza della Repubblica, che riporta il messaggio inviato da Mattarella al capo di Stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano. "I valori che ci hanno unito il 2 giugno del 1946 continuano a guidarci per realizzare lo stesso desiderio dei nostri padri: dare alle future generazioni un'Italia in pace, prospera e solidale, in grado di assolvere a un ruolo autorevole e propulsivo all'interno di quella comunita' internazionale che abbiamo contribuito a edificare", si legge nel discorso, secondo cui le difficolta' che stiamo affrontando, le minacce alla nostra sicurezza e al nostro benessere vanno sostenute con la limpida coscienza dei risultati raggiunti. "Ci accompagna la consapevolezza che in un mondo sempre piu' interdipendente, non potra' esservi vera sicurezza se permarranno focolai di crisi e conflitti; non potra' esservi vero benessere se una parte dell'umanita' sara' costretta a vivere nella miseria. Le Forze armate con convinzione e pieno coinvolgimento assolvono a questo dovere e hanno contribuito, in questi ultimi decenni, a conseguire risultati straordinari", prosegue il comunicato, che sottolinea come la loro professionalita', la loro abnegazione, il modo costruttivo ed umano con cui hanno saputo interpretare i compiti quotidianamente svolti in Patria ed in tante regioni del mondo, non privi di rischi, siano alla base della stima e dell'affetto dai quali sono circondate. "Un ringraziamento particolarmente sentito va ai militari intervenuti con la Protezione Civile in soccorso alle popolazioni del Centro Italia, duramente e dolorosamente colpite. Il loro impegno testimonia ancora una volta la dedizione delle Forze Armate al Paese e ai suoi cittadini, dei quali sono nobile espressione", aggiunge il capo dello Stato. "Ai soldati, marinai, avieri, carabinieri e finanzieri, di ogni ordine e grado ed in modo speciale a quanti in questo giorno di festa sono impegnati nei teatri operativi, giunga la gratitudine del popolo italiano e mia personale. Viva le Forze Armate, viva la Repubblica!", conclude Mattarella.
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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto con il quale, su proposta del ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, sono stati nominati 25 Cavalieri del Lavoro. Ecco l'elenco completo degli insigniti: Giuseppe Ambrosi (Industria alimentare - Lombardia); Luigi Aquilini (Industria edilizia, costruzioni - Estero); Catia Bastioli (Industria chimica - Piemonte); Fabrizio Bernini (Industria robotica e automazione - Toscana); Stefano Borghi (Industria impiantistica - Emilia Romagna); Urbano Roberto Agostino Cairo (Industria comunicazioni - Lombardia); Laura Calissoni (Industria tessile - Lombardia); Marisa Carnaghi (Industria lavorazioni meccaniche - Lombardia); Francesco Casoli (Industria elettromeccanica - Marche); Maurizio Cimbali (Industria macchine per l'industria alimentare - Lombardia); Giuseppe Valentino Condorelli (Artigianato prodotti dolciari - Sicilia); Juan Bautista Cuneo Solari (Commercio grande distribuzione - Estero); Cesare De Michelis (Industria editoria -Veneto); Luigi De Rosa (Industria trasporti, logistica - Campania); Pietro Di Leo (Industria prodotti da forno - Basilicata); Nicola Di Sipio (Industria accessori per autoveicoli - Abruzzo); Michael Ebner (Industria editoria giornali - Trentino Alto Adige); Francesco Maldarizzi (Commercio automobili - Puglia); Federico Marchetti (Commercio elettronico, beni di lusso - Lombardia); Licia Mattioli (Artigianato gioielleria - Piemonte); Carlo Messina (Credito - Lombardia); Francesco Mutti (Industria conserve - Emilia Romagna); Massimo Perotti (Industria nautica - Liguria); Giuseppe Recchi (Industria infrastrutture, telecomunicazioni - Lazio); Marco Zigon (Industria elettromeccanica -
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"Cari Prefetti, nella ricorrenza della Festa della Repubblica desidero rivolgere, per il vostro tramite, un grato saluto a quanti svolgono pubbliche funzioni al servizio delle comunita', chiamati a tradurre la scelta repubblicana nell'esercizio quotidiano dei principi e valori costituzionali. Nei diversi contesti territoriali, i Prefetti sono fortemente impegnati a garantire la coesione sociale e istituzionale e la sicurezza dei cittadini". Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Festa della Repubblica, ha inviato un messaggio ai prefetti d'Italia, affinche' se ne facciano interpreti nelle iniziative promosse a livello locale nella ricorrenza del 2 giugno. "Il presidio e il buon andamento delle amministrazioni locali, preservandole da ingerenze criminali, e' garanzia della dialettica democratica rispetto a possibili tentativi di intimidazione o condizionamento - spiega il capo dello Stato -. Vanno riaffermati con forza i principi di uguaglianza e pari opportunita' contro ogni discriminazione e per la difesa dei diritti delle donne, dei minori e delle persone svantaggiate. Le intollerabili piaghe del femminicidio, della violenza di genere, del bullismo, possono essere contrastate non soltanto attraverso l'impiego degli strumenti di prevenzione previsti per legge, ma anche con iniziative di educazione e sensibilizzazione per le quali e' utile il coordinamento fra istituzioni e amministrazioni diverse". "Gli eventi sismici che hanno colpito i territori dell'Italia centrale, aggravati dalle eccezionali avversita' atmosferiche che si sono accanite su quelle popolazioni, hanno inferto una ferita al cuore del Paese, sollecitandoci a preservare al meglio l'assetto dei nostri territori e a mantenere vigile ed efficiente il sistema di protezione civile che vive dell'impegno sinergico di molteplici componenti, pubbliche e private - prosegue Mattarella -. La difficile gestione dell'emergenza sismica ha evidenziato la necessita' che la collaborazione fra i livelli di governo sia sempre operosa e solidale, e lo stesso spirito deve accompagnare le azioni volte alla ricostruzione di quelle aree: priorita' nazionale che non puo' conoscere arretramenti. Nel soccorso e nell'accoglienza dei migranti, nonche' nei complessi e indispensabili processi di integrazione, i Prefetti si prodigano nel favorire il dialogo con le comunita' locali e, nell'ascolto reciproco, promuovere le condizioni di una convivenza serena e rispettosa della legalita' e della dignita' umana. Il bene della sicurezza, talvolta percepito come minacciato, appartiene a tutti, e tutti abbiamo il dovere di contribuirvi con comportamenti orientati alla legalita' e all'interesse generale. L'attivita' svolta dalla Magistratura e dalle Forze di Polizia per contrastare i fenomeni delinquenziali va sostenuta, insieme con i Sindaci, da una rete di iniziative in grado di garantire la vivibilita' dei luoghi e rimuovere i fattori di disagio ed esclusione sociale che possono favorire l'illegalita' diffusa". "Alla serenita' dei cittadini contribuisce la consapevolezza dell'elevato impegno profuso dagli apparati dello Stato per la lotta al terrorismo e per la sicurezza dei luoghi pubblici, anche attraverso attivita' coordinate di prevenzione e intelligence - aggiunge il presidente della Repubblica -. Il contrasto alla criminalita' organizzata, alla corruzione e al malaffare, che vede i Prefetti intervenire anche con gli strumenti di prevenzione amministrativa piu' avanzata, richiede un convinto coinvolgimento etico e culturale, in grado di contrastare elusione di regole e logiche di appartenenza. Le azioni a difesa della legalita' nelle attivita' economiche varranno anche a rafforzare la volonta' di quegli imprenditori che, non rinunciando al loro futuro in Italia, contribuiscono alla ripresa economica e occupazionale del Paese - conclude Mattarella -. Con questi auspici, a voi Prefetti e a quanti con voi celebrano la Festa della Repubblica, rivolgo auguri di buon lavoro".
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"L'evento 5 anni fa ha ricordato ancora una volta al nostro paese la fragilità del territorio nazionale. Gli eventi richiamano l'esigenza di curare il nostro territorio e di mettere in sicurezza le strutture produttive e abitative. Voi avete scelto di ricostruire dando la precedenza alle scuole e alle aziende puntando sulla sicurezza. Sono condizioni che vanno estese ovunque, anche nelle zone recentemente colpite". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento a Mirandola a 5 anni dal terremoto che colpì le zone dell'Emilia Romagna. "Le aziende sono state capaci di fare fronte a quanto avvenuto e di riprendere con vigore, migliorando anche le attività produttive. La ricostruzine non è fatta solo dalle pietre ma da valori e dalla scelte", ha aggiunto il capo dello Stato. "Certo, c'è stata la solidarietà dell'intero Paese, vi è stato il sostegno della dimensione pubblica, vi è stata - e va ricordata - un'efficienza delle amministrazioni che ha sorretto questo impegno, ma il merito di imprenditori e lavoratori è davvero esemplare. Questo impegno e queste condizioni consentono oggi di guardare sempre con rimpianto e dolore a quanto avvenuto, ma di guardare con fiducia il presente e il futuro. Questo non è un giorno di festa ma di apprezzamento per quanto fatto e in questo impegno avete il sostegno di tutta l'Italia", ha chiosato Mattarella. Successivamente il capo dello Stato si è recato in visita a Pieve di Cento. "Quella della ricostruzione è stata un'azione corale, che ha visto impegnate le istituzioni e la società, le imprese e i lavoratori. Un impegno dell'intera collettività", ha affermato il capo dello Stato. "La comunità non è soltanto il fine della ricostruzione e dell'innovazione, ma ne è anche la base. La ricostruzione, con l'innovazione che ha comportato, qui si è potuta svolgere perché la comunità l'ha sostenuta - ha aggiunto Mattarella -. Voglio ringraziarvi davvero molto, da qui viene un messaggio di fiducia nella vita e nel futuro. In questa nostra stagione attraversata da tanti fenomeni negativi ma anche da tanti esempi di generosità, questo messaggio di fiducia nel futuro e nella vita à davvero prezioso".
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