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Mercoledì, 25 Luglio 2018 20:21

Si rafforza la cooperazione Italia-Montenegro

Le buone relazioni con l'Italia, il rafforzamento della cooperazione, l'allargamento dell'Unione Europea e i primi risultati dell'adesione alla Nato. Ne parla il presidente del Montenegro Milo Dukanovic, in un'intervista all'Italpress all'indomani del suo incontro al quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Questa era la prima visita bilaterale del suo mandato presidenziale. Come valuta le relazioni tra il Montenegro e l'Italia e quali sono i problemi aperti su cui si deve lavorare ulteriormente?

Il Presidente Mattarella mi ha fatto onore invitandomi a visitare l'Italia. Roma occupava il primo posto nella mia agenda degli affari esteri, il primo indirizzo dopo la mia recente elezione come Presidente del Montenegro. Questo fatto da solo è un indicatore del rispetto reciproco, della vicinanza dei due paesi confinanti e dell'amicizia che abbiamo coltivato fin dai tempi della regina Elena di Savoia. Anche ai tempi del socialismo, per il Montenegro l'Italia era una finestra sul mondo sviluppato e democratico. Su queste buone basi secolari, stiamo modernizzando insieme le nostre relazioni nello spirito del 21° secolo. Per il Montenegro, che intratteneva relazioni specifiche con l'Italia già ai tempi della Jugoslavia di Tito, oggi, quando siamo ridiventati uno Stato indipendente, è di particolare interesse che un paese europeo di tale importanza, un paese vicino, sostenga e assista la nostra integrazione nella NATO, di cui siamo membri dall'anno scorso, così come i nostri negoziati di adesione all'Unione europea che sono in una fase avanzata.Il fatto che l'Italia sostenga fermamente la politica di allargamento dell'UE e la politica della porta aperta della NATO per tutti i paesi della regione è di particolare importanza. Non ci sono questioni aperte che potrebbero pesare sulle nostre relazioni. Rimangono aperte solo le ampie possibilità per migliorare la cooperazione reciproca e di mutuo interesse.

Come Primo ministro del Montenegro, ha lavorato per stabilire una cooperazione economica con l'Italia. Quali sono le aree di cooperazione su cui si dovrebbe concentrare nel prossimo periodo?

L'Italia è un importante partner economico per il Montenegro, sopratutto nel settore energetico, ma anche nel turismo, agricoltura, tutela ambientale, scienza, istruzione e cultura. Cosi come nell'industria alimentare e nell'industria del legno. In questo momento, siamo concentrati sulla costruzione di un cavo elettrico sottomarino tra il Montenegro e l'Italia, che consentirà il flusso di energia e intensificherà la cooperazione  energetica dell'Europa sud-orientale con l'Italia e l'Unione eu-ropea nel campo dell'energia. È uno dei maggiori investimenti -che raggiunge quasi un miliardo di euro - da parte della società statale italiana Terna, che ho appena visitato. L'impianto dovrebbe essere operativo l'anno prossimo. Si tratta di una partnership strategica esemplare con grandi aziende italiane. In Montenegro c'è anche il consorzio italo-russo ENI-Novatek, impegnato nell'esplorazione sottomarina di petrolio e gas. Vorrei particolarmentte sottolineare la partnership significativa che la nostra azienda pubblica 'Elektroprivreda' ha raggiunto con A2A. Questo è stato un investimento estremamente importante per il nostro paese e apprezziamo molto la partnership realizzata nell' ambito di questo progetto.Una certa differenza di punti di vista sugli ulteriori piani dell'azienda ha condizionato una svolta, e entrambe le parti stanno lottando per ottenere risultati vincenti. Per il Montenegro, è importante non solo accogliere i significa-tivi investimenti italiani, ma anche le conoscenze e le nuove e-sperienze che esse portano. Come l'Italia, il Montenegro è un paese turistico e noi siamo anche particolarmente interessati ad approfondire la cooperazione agricola e la produzione alimentare, campi un cui l'Italia è un attore mondiale.Siamo un piccolo mercato e un piccolo paese, ma abbiamo grandi ambizioni e grandi opportunità. Sono certo che sempre più investitori italiani troveranno il loro interesse a venire in Montenegro, tenendo conto anche del fatto che la differenza linguistica non è un grande ostacolo: l'italiano è la seconda lingua straniera usata in Montenegro.

Tenendo conto della sua lunga esperienza politica, come vede l'attuale posizione del suo paese rispetto agli altri paesi della regione balcanica nel contesto dell'adesione europea?

Se nel 2006, quando il Montenegro ha ristabilito pacificamente l'indipendenza statale in un referendum democratico riconquistando il riconoscimento internazionale, qualcuno avesse affermato che il nostro paese in soli 12 anni sarebbe divenuto membro della NATO, paese candidato per l'adesione all'UE con 31 capitoli di negoziati aperti, un importante attore nelle regione ex-jugoslavia, sarebbe stato difficile da credere. Noi siamo veramente riusciti a saltare i secoli in poco tempo. Non è un caso che oggi i nostri partner dall'Europa e dal mondo ci chiamino 'paese di buone notizie', 'àncora di stabilità dei Balcani' o 'una storia europea di successo'. Dalla meno sviluppata tra le repubbliche jugoslave che riceveva sovvenzioni dal bilancio federale, il Montenegro è oggi diventato leader dei Balcani occidentali dal punto di vista economico. Il livello di vita di un cittadino del Montenegro nel 2006 corrispondeva al 30% del livello di vita medio del cittadino europeo. In tempi relativamente brevissimi abbiamo raggiunto il 46%.Anche se abbiamo tutti i motivi per essere soddisfatti, il contesto internazionale impone delle preoccupazioni. Il fatto che l'Unione europea si occupi in primo luogo della crisi economico- finanziaria e migratoria, del rafforzamento dei movimenti populisti in Europa e della Brexit, crea timori che la politica di allargamento, indipendentemente dalla retorica, possa passare in un secondo piano. Questo sarebbe politicamente fatale per l'intera regione balcanica, ma non sarebbe positivo neanche per l'Unione europea. Se vuole essere competitiva a livello globale, l'Europa deve preservare la visione unificatrice dell'intero continente.A prescindere dalle difficoltà che affrontiamo oggi, noi siamo impegnati a far parte dell'Unione europea e, in primo luogo, del processo di riforma, per una rapida adozione dei valori europei e soprattutto per il raggiungimento della qualità di vita europea per i nostri cittadini.La nostra regione prenderà l'iniziativa di formulare una politica congiunta nei confronti dell'Unione europea, perché riteniamo che il processo di adesione dei nostri paesi possa portare a un interesse reciproco attraverso relazioni di partnership. Non vogliamo perdere tempo, ci dedichiamo al sostanziale impegno dell' europeizzazione delle società nei Balcani occidentali, mentre l'UE si occupa del consolidamento interno.Riteniamo importante che l'Italia abbia una comprensione della prospettiva europea della regione e che le alte funzioni europee siano occupate dalle personalità come Antonio Tajani nel Parlamento o Federica Mogherini nella Commissione. Lascio Roma incoraggiato per quello che ho sentito su questi temi sia dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che dalla Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Il Montenegro ha aderito alla NATO un anno fa. Qual è l'importanza della NATO per il vostro paese? La cooperazione con l'Italia è importante anche in questo ambito?

L'adesione alla NATO è uno dei due obiettivi strategici chiave della nostra politica statale che abbiamo già raggiunto. Riteniamo che questo sia soprattutto importante per la sicurezza del nostro paese, per la stabilità della regione, ma anche per una grande spinta al raggiungimento del nostro altro obiettivo strategico: l'adesione del Montenegro all'UE. Ancora una volta, l'Italia è un fattore importante, come uno dei punti più strategici del Mediterraneo, che con la sua posizione geografica collega l'Africa, il Mediterraneo e il resto dell'Europa. Con le sue basi militari, il vostro paese garantisce la sicurezza per questa parte del mondo, compresi i partner montenegrini, proteggendo anche il nostro cielo nell'ambito dell'accordo 'Air Policing'.Siamo convinti che questo incoraggerà ancora gli Italiani e altri investitori e turisti a venire in Montenegro. Gli effetti della nostra appartenenza alla NATO sono già visibili. È in corso la realizzazione di importanti progetti nel settore energetico, turistico, stradale e delle infrastrutture comunali, che sono tra i più grandi in Europa. È interessante notare che, negli ultimi 12 anni, da quando abbiamo rinnovato l'indipendenza, gli investimenti stranieri hanno prodotto il 18-19% del PIL totale. La NATO ha solo contribuito al consolidamento di questo quadro. (Italpress).
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Martedì, 24 Aprile 2018 15:37

Fico come Pollicino

Nel buio oscuro e irto di ombre e trappole della crisi di governo che si trascina da quasi due mesi si aggira da oggi, in cerca di un sentiero risolutivo, il Presidente della Camera, Fico. Il mandato che gli è stato conferito da Mattarella è esplorativo, come quello assegnato una settimana fa alla senatrice Casellati e come quello finalizzato ad un obiettivo che però è diverso ed alternativo: Fico dovrà infatti approfondire tutte le possibilità di dar vita ad un governo basato sull’alleanza fra Movimento cinque stelle e Partito democratico. Le previsioni tendono al pessimismo; i fautori di una trattativa finalizzata ad un accordo sono minoranza nel Pd, anche se la maggioranza registra posizioni più aperturiste come quella di Franceschini; nelle ultime ore si sono moltiplicate invece le dichiarazioni di esponenti vicini a Renzi che denunciano l’impraticabilità di un accordo per le evidenti differenze fra il progetto programmatico dello stesso Pd e quello del M5S. È tuttavia presto per dire l’ultima parola, anche perché l’appuntamento fra il Capo dello Stato dovrà avvenire entro giovedì prossimo. Nel centrodestra, la cui unità esce rinfrancata dalla vittoria nelle elezioni regionali del Molise, ci sono spinte perché al Quirinale si valuti l’ipotesi di un governo formato dai partiti della coalizione e che possa trovare in Parlamento i voti che mancano per raggiungere la maggioranza. Intanto, segni preoccupanti giungono dall’economia che sembra entrare in una fase di stasi e dai rilievi statistici che segnalano un crescente disagio sociale per il divario fra abbienti, i nuovi poveri o esclusi dal mercato del lavoro. C’è perciò poco tempo da perdere, perché il balletto di dichiarazioni, veti e pregiudiziali sta stancando un’opinione pubblica che vede nel frattempo marcire problemi e situazioni.
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Giovedì, 19 Aprile 2018 17:02

Pessimismo sul tentativo della Casellati

Sembra senza speranze la missione del Presidente del Senato, Casellati, incaricata dal Presidente della Repubblica di verificare se esistano possibilità tra un governo da centro destra e movimento 5 stelle: le due formazioni più votate nelle scorse elezioni politiche. 
La Casellati ha ancora a disposizione alcune ore per concludere questo suo generoso tentativo, fallito finora per il tenace disegno di Di Maio di rompere l’unità del centro destra, ponendo una pregiudiziale negativa nei confronti sia di  Forza Italia, sia di Fratelli d’Italia. 
Una pregiudiziale, va detto, senza senso e strumentale visto che Berlusconi, oggetto degli anatemi del grillino Di Battista non è parlamentare, ne ambisce alcun ruolo di governo. 
Se, come tutto lascia credere, la Presidente del Senato dovrà passare la mano, corre voce che Mattarella intende stavolta provare le possibilità di successo di un esponente di M5S, o Fico, Presidente della Camera o lo stesso Di Maio. 
In questa possibile nuova fase, è ipotizzabile che l’oggetto del desiderio del politburou grillino sia il partito democratico, tutt'altro che compatto nel rifiutare ogni contaminazione o collaborazione con il M5S, secondo l’impostazione iniziale, data da Renzi. 
Vedremo adesso se il rincorrere di voci su un affievolirsi delle rigidità dei dem rispondano al vero; fare previsioni è arduo anche perché qualunque intesa con il PD passerebbe per l’accantonamento delle ambizioni di Di Maio. 

 

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Mercoledì, 18 Aprile 2018 16:54

Il tentativo della Casellati

Speranze e scetticismo accompagnano il mandato esplorativo conferito da Mattarella alla Presidente del Senato: Un mandato da concludere entro venerdì e esplicitamente finalizzato a verificare  se esistano disponibilità per un governo fra centro destra e movimento 5 stelle. 
Al momento, resta l’ostacolo delle pesanti pregiudiziali poste dai grillini e che prevedrebbero ancora di Di Maio quale futuro presidente del Consiglio e l’impraticabilità di alleanze con Forza Italia e il suo capo.
Se lo stallo restasse, nonostante la disponibilità di Salvini a ritirare la sua candidatura a Palazzo Chigi, la Casellati dovrebbe riferire a Mattarella sull'inutilità del suo tentativo.
Nel M5S  si spera di aprire un dialogo e realizzare una collaborazione con il PD: un obiettivo non facile ma non impossibile, sempre che Di Maio rinunci alle ambizioni presidenziali. Sapremo, nell'ipotesi di un fallimento della mediazione in atto, come Mattarella intenderà fronteggiare una situazione che, col passare dei giorni, resta sempre bloccata in un groviglio di arroccamenti, di ambizioni personali e di veti.
Intanto le vicende europee internazionali si sviluppano creando intregnativi e preoccupazioni: noi però ne restiamo sostanzialmente estranei, perché siamo governati da un esecutivo dimissionario e non ce ne è alla vista uno nuovo. 

 

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Mercoledì, 18 Aprile 2018 16:11

Governo, incarico esplorativo a Casellati

"Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha affidato al presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, il compito di verificare l'esistenza di una maggioranza parlamentare tra i partiti della coalizione del centrodestra e il M5S e di un'indicazione condivisa per l'affidamento dell'incarico di presidente del Consiglio per costituire il governo". Lo ha detto il segretario generale del Quirinale, Ugo Zampetti, al termine dell'incontro tra il capo di Stato e la presidente del Senato. "Il presidente della Repubblica ha chiesto al presidente del Senato di riferire entro la giornata di venerdì", ha aggiunto.
“Intendo svolgere questo incarico con lo stesso spirito di servizio che ha animato in queste settimane il mio ruolo di presidente del Senato”, ha detto Casellati, al termine dell’incontro. “Sarete informati degli incontri che avverranno in tempi molto rapidi”, ha aggiunto. (in basso il video della dichiarazione)

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Si può dire – lo ha detto lo stesso Mattarella – che il secondo il giro di consultazioni al Quirinale sia stato deludente quanto il primo. L’obiettivo di un nuovo Governo sembra ancora farsi strada a fatica nel groviglio di veti, tatticismi, esclusioni, risentimenti che non sembrano dissiparsi. Fare previsioni è perciò difficile, nonostante che gli importanti appuntamenti europei e la grave tensione internazionale consiglierebbero di accantonare veti e arroccamenti per tentare di dare un governo credibile al Paese. Purtroppo, nell’itinerario di questa vicenda tanto preoccupante quanto grottesca, si avverte quanto pesi, nei vincitori del M5S, una concezione rarefatta o l’assenza di una responsabilità istituzionale: una responsabilità che spetta specialmente a chi è stato premiato dall’elettorato. La democrazia cristiana benché costantemente forza maggioritaria, assoluta o relativa, non esitò a ricercare alleanze ed assegnare ai partners grandi responsabilità compresa la guida del governo e mai pronunciò veti verso personalità di altre forze politiche. È una lezione che i vincitori di oggi, ma forse perdenti domani, dovrebbero apprendere; finora non lo hanno dimostrato e questo spiega anche la reazione umanissima di Berlusconi dal quale si pretende dai pentastellati l’oscuramento o la morte civile. Una riflessione, a questo punto, si pone anche per il Partito Democratico che non può, levando muri intorno a se, assumersi la responsabilità di una deriva populista che lasci nell'emarginazione l’unica forza legata alla grande famiglia europea del PDE protagonista, con il PSE, della costruzione dell’Europa.
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"Rievocare le loro figure (Borsellino e Falcone, ndr) non puo' e non deve essere un rituale fine a se stesso, originato dalle spinte emotive suscitate dall'occasione, e questo ci viene ricordato, ancora una volta, dall'ignobile oltraggio recato al busto di Giovanni Falcone, nella scuola di Palermo a lui dedicata, e ancora ieri a quello contro la stele che ricorda Rosario Livatino". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio MATTARELLA, aprendo il Plenum del Csm in ricordo di Paolo Borsellino. A 25 anni dalla strage di via D'Amelio il Consiglio Superiore della Magistratura ricorda la figura di Paolo Borsellino autorizzando la pubblicazione di tutti gli atti e i documenti relativi al percorso professionale del giudice Borsellino, dal suo ingresso in magistratura, nel 1963, fino alla tragica morte del 19 luglio 1992, quando vennero uccisi anche 5 agenti della sua scorta. Per il presidente della Repubblica "la tragica morte di Paolo Borsellino, insieme a coloro che lo scortavano con affetto, deve ancora avere una definitiva parola di giustizia. Troppe sono state le incertezze e gli errori che hanno accompagnato il cammino nella ricerca della verita' sulla strage di Via D'Amelio, e ancora tanti sono gli interrogativi sul percorso per assicurare la giusta condanna ai responsabili di quel delitto efferato". MATTARELLA ha ricordato l'impegno del giudice assassinato dalla mafia: "Ha vissuto in maniera autentica il suo servizio allo Stato, con coraggio, con dedizione e con tenacia, facendo della mitezza d'animo uno dei suoi punti di forza. A lui il Paese e' riconoscente per la testimonianza che ha reso, per il sacrificio a cui e' stato sottoposto e, con lui, la sua famiglia, per il grande senso di umanita', di giustizia, di speranza che ha permeato tutta la sua esistenza, dedicata, con efficacia straordinaria, all'obiettivo che la Sicilia e l'Italia fossero liberate dalla mafia". Tutta la documentazione su Paolo Borsellino, custodita per 25 anni nel caveau di Palazzo dei Marescialli sara' online sul sito istituzionale del Consiglio e, come avvenuto per Giovanni Falcone, e' stata raccolta e pubblicata in un volume dal titolo "L'antimafia di Paolo Borsellino". Con la pubblicazione degli atti "si e' voluta sottolineare la straordinaria levatura di un uomo che, insieme all'amico Giovanni Falcone, contribui' ad ideare e realizzare metodi di contrasto alla mafia che hanno segnato un'epoca - ha sottolineato il vice presidente del Csm, Giovanni Legnini -, un magistrato 'fermissimo nei principi'; queste le parole che furono utilizzate dal mio predecessore, l'allora vice presidente Galloni, nella drammatica seduta consiliare del 22 luglio 1992". Al Plenum hanno reso le loro testimonianze anche il procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo Franco Roberti ("Dopo 25 anni, e grazie al sacrificio di Falcone e Borsellino molti progressi sono stati fatti nel contrasto alle mafia e risultati raggiunti: la posizione della Dna nel circuito internazionale oggi appare essenziale, con il nostro lavoro abbiamo dimostrato che la sconfitta della mafia non solo e' un principio ma un obiettivo da perseguire con priorita' come era nell'azione di Falcone e Borsellino") e la figlia di Paolo Borsellino, Lucia, che accusa: "La scoperta della verita' non e' ancora arrivata e giustizia, a distanza di 25 anni, ancora non e' stata fatta". Al Plenum era presente anche il presidente del Senato, Pietro Grasso.
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Mercoledì, 19 Luglio 2017 05:00

Trent'anni fa l'alluvione della Valtellima

"I cittadini delle zone colpite dal terremoto devono essere certi che non li lasceremo mai soli ad affrontare le grandi difficolta' della ricostruzione. Il Paese e' unito di fronte alle avversita'". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio MATTARELLA, intervenendo ad Aquilone (Sondrio) al trentennale dell'alluvione della Valtellina. "I cittadini delle Regioni colpite dal terremoto degli ultimi tempi devono essere certi che non li lasceremo mai soli ad affrontare le grandi difficolta' della ricostruzione e della riorganizzazione della loro vita sociale - ha spiegato il capo dello Stato -. Questo legame di carattere umano, che precede ogni scelta politica e istituzionale, e' parte di quell'unita' del Paese che la Costituzione pone saggiamente tra i valori fondamentali e supremi. L'Italia ha bisogno della propria unita', anche per crescere meglio e di piu', perche' l'unita' e' una risorsa che accresce le opportunita' di ciascuno e di ciacun territorio. Girando il Paese, incontrando persone e comunita' locali, avverto come questo senso di unita' di vita e di prospettive sia molto piu' forte di quanto talvolta non venga rappresentato - ha proseguito MATTARELLA -. Voi avete sperimentato quanto sia stata preziosa, nei momenti piu' drammatici, la solidarieta' del resto del Paese: dobbiamo fare in modo che la collaborazione, l'interdipendenza, l'equilibrio tra i diversi territori e le diverse regioni diventino sempre piu' significativi anche in tempi ordinari, e non soltanto in quelli straordinari di emergenza".
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"Il Mediterraneo, da luogo di scambi, di cultura, commerci, esperienze e costumi e' in questo periodo un luogo di sofferenze e traffici disumani, spesso di morte. Occorre far prevalere e riaffermare in pieno il suo carattere di legame di civilta', come e' stato prevalentemente per i secoli". Cosi' il presidente della Repubblica, Sergio MATTARELLA, inaugurando a Matera la Cattedra "Jacques Maritain" dedicata a "Pace e dialogo tra le culture e le religioni del Mediterraneo", istituita dall'Istituto Internazionale Jacques Maritain e dall'Universita' degli Studi della Basilicata. "La comunanza di paesaggi e di culture costituiscono la base per i diritti umani, per la pace e per il dialogo", ha aggiunto.
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"A un anno di distanza dal vile attentato che insanguino' le strade di Nizza, l'Italia resta profondamente turbata e unita alla Francia nel doloroso ricordo di quanti vi persero la vita o rimasero feriti a causa di tanta efferata violenza". E' quanto si legge in un messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che aggiunge: "Con questi sentimenti desidero rivolgere un pensiero particolarmente affettuoso anche ai connazionali che furono coinvolti nella tragedia e alle loro famiglie, ai quali va la vicinanza di tutto il popolo italiano e mia personale. Solo nel contesto di una rinnovata solidarieta' europea riusciremo a trovare risposte efficaci e sostenibili alla domanda di SICUREZZA che tutti avvertiamo, a tutela della pacifica convivenza delle nostre societa' libere e democratiche".
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