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"Rievocare le loro figure (Borsellino e Falcone, ndr) non puo' e non deve essere un rituale fine a se stesso, originato dalle spinte emotive suscitate dall'occasione, e questo ci viene ricordato, ancora una volta, dall'ignobile oltraggio recato al busto di Giovanni Falcone, nella scuola di Palermo a lui dedicata, e ancora ieri a quello contro la stele che ricorda Rosario Livatino". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio MATTARELLA, aprendo il Plenum del Csm in ricordo di Paolo Borsellino. A 25 anni dalla strage di via D'Amelio il Consiglio Superiore della Magistratura ricorda la figura di Paolo Borsellino autorizzando la pubblicazione di tutti gli atti e i documenti relativi al percorso professionale del giudice Borsellino, dal suo ingresso in magistratura, nel 1963, fino alla tragica morte del 19 luglio 1992, quando vennero uccisi anche 5 agenti della sua scorta. Per il presidente della Repubblica "la tragica morte di Paolo Borsellino, insieme a coloro che lo scortavano con affetto, deve ancora avere una definitiva parola di giustizia. Troppe sono state le incertezze e gli errori che hanno accompagnato il cammino nella ricerca della verita' sulla strage di Via D'Amelio, e ancora tanti sono gli interrogativi sul percorso per assicurare la giusta condanna ai responsabili di quel delitto efferato". MATTARELLA ha ricordato l'impegno del giudice assassinato dalla mafia: "Ha vissuto in maniera autentica il suo servizio allo Stato, con coraggio, con dedizione e con tenacia, facendo della mitezza d'animo uno dei suoi punti di forza. A lui il Paese e' riconoscente per la testimonianza che ha reso, per il sacrificio a cui e' stato sottoposto e, con lui, la sua famiglia, per il grande senso di umanita', di giustizia, di speranza che ha permeato tutta la sua esistenza, dedicata, con efficacia straordinaria, all'obiettivo che la Sicilia e l'Italia fossero liberate dalla mafia". Tutta la documentazione su Paolo Borsellino, custodita per 25 anni nel caveau di Palazzo dei Marescialli sara' online sul sito istituzionale del Consiglio e, come avvenuto per Giovanni Falcone, e' stata raccolta e pubblicata in un volume dal titolo "L'antimafia di Paolo Borsellino". Con la pubblicazione degli atti "si e' voluta sottolineare la straordinaria levatura di un uomo che, insieme all'amico Giovanni Falcone, contribui' ad ideare e realizzare metodi di contrasto alla mafia che hanno segnato un'epoca - ha sottolineato il vice presidente del Csm, Giovanni Legnini -, un magistrato 'fermissimo nei principi'; queste le parole che furono utilizzate dal mio predecessore, l'allora vice presidente Galloni, nella drammatica seduta consiliare del 22 luglio 1992". Al Plenum hanno reso le loro testimonianze anche il procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo Franco Roberti ("Dopo 25 anni, e grazie al sacrificio di Falcone e Borsellino molti progressi sono stati fatti nel contrasto alle mafia e risultati raggiunti: la posizione della Dna nel circuito internazionale oggi appare essenziale, con il nostro lavoro abbiamo dimostrato che la sconfitta della mafia non solo e' un principio ma un obiettivo da perseguire con priorita' come era nell'azione di Falcone e Borsellino") e la figlia di Paolo Borsellino, Lucia, che accusa: "La scoperta della verita' non e' ancora arrivata e giustizia, a distanza di 25 anni, ancora non e' stata fatta". Al Plenum era presente anche il presidente del Senato, Pietro Grasso.
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Mercoledì, 19 Luglio 2017 05:00

Trent'anni fa l'alluvione della Valtellima

"I cittadini delle zone colpite dal terremoto devono essere certi che non li lasceremo mai soli ad affrontare le grandi difficolta' della ricostruzione. Il Paese e' unito di fronte alle avversita'". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio MATTARELLA, intervenendo ad Aquilone (Sondrio) al trentennale dell'alluvione della Valtellina. "I cittadini delle Regioni colpite dal terremoto degli ultimi tempi devono essere certi che non li lasceremo mai soli ad affrontare le grandi difficolta' della ricostruzione e della riorganizzazione della loro vita sociale - ha spiegato il capo dello Stato -. Questo legame di carattere umano, che precede ogni scelta politica e istituzionale, e' parte di quell'unita' del Paese che la Costituzione pone saggiamente tra i valori fondamentali e supremi. L'Italia ha bisogno della propria unita', anche per crescere meglio e di piu', perche' l'unita' e' una risorsa che accresce le opportunita' di ciascuno e di ciacun territorio. Girando il Paese, incontrando persone e comunita' locali, avverto come questo senso di unita' di vita e di prospettive sia molto piu' forte di quanto talvolta non venga rappresentato - ha proseguito MATTARELLA -. Voi avete sperimentato quanto sia stata preziosa, nei momenti piu' drammatici, la solidarieta' del resto del Paese: dobbiamo fare in modo che la collaborazione, l'interdipendenza, l'equilibrio tra i diversi territori e le diverse regioni diventino sempre piu' significativi anche in tempi ordinari, e non soltanto in quelli straordinari di emergenza".
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"Il Mediterraneo, da luogo di scambi, di cultura, commerci, esperienze e costumi e' in questo periodo un luogo di sofferenze e traffici disumani, spesso di morte. Occorre far prevalere e riaffermare in pieno il suo carattere di legame di civilta', come e' stato prevalentemente per i secoli". Cosi' il presidente della Repubblica, Sergio MATTARELLA, inaugurando a Matera la Cattedra "Jacques Maritain" dedicata a "Pace e dialogo tra le culture e le religioni del Mediterraneo", istituita dall'Istituto Internazionale Jacques Maritain e dall'Universita' degli Studi della Basilicata. "La comunanza di paesaggi e di culture costituiscono la base per i diritti umani, per la pace e per il dialogo", ha aggiunto.
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"A un anno di distanza dal vile attentato che insanguino' le strade di Nizza, l'Italia resta profondamente turbata e unita alla Francia nel doloroso ricordo di quanti vi persero la vita o rimasero feriti a causa di tanta efferata violenza". E' quanto si legge in un messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che aggiunge: "Con questi sentimenti desidero rivolgere un pensiero particolarmente affettuoso anche ai connazionali che furono coinvolti nella tragedia e alle loro famiglie, ai quali va la vicinanza di tutto il popolo italiano e mia personale. Solo nel contesto di una rinnovata solidarieta' europea riusciremo a trovare risposte efficaci e sostenibili alla domanda di SICUREZZA che tutti avvertiamo, a tutela della pacifica convivenza delle nostre societa' libere e democratiche".
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Davanti al presidente della Repubblica, Sergio MATTARELLA, e al ministro degli Esteri, Angelino Alfano, ha ricevuto il "Premio Pirandello" Toni Servillo, attore protagonista de "La Grande Bellezza", film di Paolo Sorrentino che ha vinto il premio Oscar. La serata, nella suggestiva cornice del Tempio della Concordia ad Agrigento, e' stata aperta dagli attori Sebastiano Lo Monaco, che ha citato una parte del "Berretto a sonagli", e Pamela Villoresi. La targa in onore di Pirandello e' andata invece al tarantino Michele Riondino, il 'giovane Montalbano' delle fiction tv che "rappresenta una delle piu' interessanti figure del cinema degli ultimi anni", e "si colloca nella filiera pirandelliana, pertanto merita il nostro riconoscimento e il nostro augurio". "Essere qui e' molto emozionante. Sono tanti cerchi che si chiudono - ha detto Riondino dal palco -. Il mio primo spettacolo l'ho visto con una vhs, era 'Sei personaggi in cerca d'autore' di Pirandello, li' ho capito che c'e' stata una persona che ha dato una dimensione alla mia passione, al mio sogno piu' grande. E a distanza di anni abbiamo conosciuto il metateatro, i personaggi che prendono vita e si impossessano di un teatro tutto loro". Il Premio Pirandello, giunto all'edizione numero 21 - e che in passato e' andato a interpreti come Ingmar Bergman, Giorgio Strehler, Edoardo De Filippo, Vittorio Gassman, Luca Ronconi e Dario Fo - e' andato invece a Servillo che ha, queste le motivazioni del premio che e' stato consegnato dal presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone, e della Fondazione Sicilia, Gianni Puglisi, "rappresentato l'uomo del dubbio, l'uomo della pieta', l'uomo del mistero. Il suo metodo, umile e semplice, ritiene che il talento sia costantemente rinnovato dallo studio, dall'applicazione, dall'intelligenza. Per dirla con un grande regista come Martin Scorsese, Servillo e' 'un attore incredibile dal quale non si riesce a distogliere lo sguardo'". "E' una grande emozione, mi limito semplicemente a ringraziarvi per questo ambitissimo e prestigiosissimo premio - ha detto Servillo -. Dopo Pirandello il teatro non e' stato piu' come prima, ha portato la letteratura italiana nel cuore dell'Europa, in una modernita' che ha precorso i tempi", ha detto Servillo prima che la cerimonia nella Citta' dei Templi, durata circa mezz'ora, si concludesse sulle note del "Nessun Dorma".
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"I rapporti tra Italia e Canada sono amichevoli e questa intensita' si basa sulla vostra presenza, sugli italiani venuti qui, diventati canadesi ma che hanno coltivato le origini italiane". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio MATTARELLA, durante l'incontro con la collettivita' italiana a Vancouver al Centro Culturale Italiano, dopo essere stato al museo di antropologia e al centro di ricerca Triumf. Il Capo dello Stato ha definito "entusiasmante" la visita in Canada "per l'amicizia che lega i due Paesi e l'entusiasmo della comunita' italiana che ho incontrato in tutte e quattro le citta'. Abbiamo un rapporto di straordinaria collaborazione. Non c'e' questione importante su cui i nostri paesi non si trovino sempre e perfettamente d'accordo - ha sottolineato -. Vi e' una collaborazione amplissima sul piano politico, commerciale e culturale ma accanto a questa c'e' un rapporto di simpatia e un intreccio umano rappresentato dalla comunita' di origine italiana qui in Canada. Questo e' il vero punto di forza". MATTARELLA ha ricordato l'immigrazione italiana nell'800, quando "tanti nostri concittadini hanno attraversato l'oceano alla ricerca di una vita nuova per se' e per i propri familiari, costruendo un avvenire importante per se' e per i propri nipoti. Figli e nipoti che sono protagonisti oggi nella vita di questo Paese, nelle istituzioni, nell'economia, nell'arte, nella stampa". "E' stata una storia di grande lavoro, una storia importante - ha concluso il Capo dello Stato -. Esprimo con forza la riconoscenza dell'Italia nei vostri confronti".
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"La comunita' canadese di origine italiana si e' guadagnata il rispetto, la stima, la considerazione, l'affetto e la simpatia per come si e' impegnata lungo il percorso della propria presenza per contribuire alla grandezza di questo Paese e di questa provincia". Cosi' il presidente della Repubblica, Sergio MATTARELLA, durante la sua visita di Stato in Canada, incontrando la collettivita' italiana di Toronto, che conta piu' 70.000 iscritti all'Aire. "C'e' una grande qualita' che gli italiani in Canada e i canadesi di origine italiana hanno sempre manifestato, ed e' la solidarieta' - ha aggiunto -. La vostra comunita' esprime ancora per chi e' in difficolta', per chi e' in condizioni di debolezza e ha bisogno di essere sostenuto". "E' una solidarieta' che avete dimostrato con prontezza e generosita' in occasione del terremoto che ha colpito duramente alcune regioni italiane - ha proseguito MATTARELLA -. E' una comportamento per cui tutta Italia vi e' riconoscente e grata".
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"Di fronte alle sfide di un nuovo scenario economico complesso, nel quale vanno rafforzati i segnali positivi di ripresa, la vostra Confederazione, nella consolidata tradizione di impegno e responsabilita', promuove una cultura del lavoro sempre piu' orientata alla crescita inclusiva e allo sviluppo sostenibile. La scelta dei temi del Congresso conferma questa vocazione, a difesa di un modello sociale che sappia coniugare democrazia e lavoro, crescita economica e difesa dei diritti, opportunita' ed equita' per il bene di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori. Rivolgo a Lei, al quadro dirigente del vostro sindacato e a tutti i delegati il mio cordiale saluto". Questo il messaggio inviato dal presidente della Repubblica, Sergio MATTARELLA, alla segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, in occasione dell'apertura del XVIII Congresso Nazionale del sindacato.
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"Rivolgo un cordiale saluto a tutti i partecipanti alla Giornata Internazionale delle Cooperative, che quest'anno e' dedicata all'inclusione. Un tema particolarmente rilevante e avvertito, specie alla luce degli elevati costi sociali ereditati dalla crisi. L'attenzione alle fasce piu' vulnerabili e la responsabilita' per l'ambiente in cui viviamo sono fondamentali per una societa' giusta e una crescita equilibrata. Il recente inserimento di indicatori di benessere equo e sostenibile nel ciclo del bilancio pubblico e', in questo senso, un progresso nel riconoscimento di questi valori anche nelle scelte delle politiche pubbliche". Cosi' il presidente della Repubblica, Sergio MATTARELLA, in un messaggio in occasione della Giornata Internazionale delle Cooperative. "Le diseguaglianze, oltre che sul reddito si misurano sull'accesso ai servizi e beni primari, alle opportunita', e sulla possibilita' di partecipare alla vita democratica, economica e sociale - aggiunge il capo dello Stato -. Il movimento cooperativo in Italia ha una lunga tradizione di attenzione alla persona e allo sviluppo della sua dignita'. Negli ultimi anni ha saputo contribuire allo sviluppo del Paese creando occupazione, con un modello di impresa che sa valorizzare l'apporto dei giovani e del lavoro femminile, e un approccio inclusivo, attento alle persone svantaggiate. Possiamo vincere le grandi sfide che abbiamo di fronte, dalla trasformazione tecnologica ai cambiamenti climatici, ponendo al centro la persona, la tutela del lavoro e dell'ambiente, il rafforzamento della coesione delle comunita' e dei territori, con particolare impegno per quelli piu' emarginati e fragili". "Nella cooperazione internazionale si possono utilmente valorizzare modelli di sviluppo sostenibili e partecipativi per promuovere un percorso globale di responsabilita' - conclude MATTARELLA -. Con questo spirito, invio un caloroso saluto a tutti i presenti incoraggiandoli a proseguire il lavoro svolto nell'interesse della collettivita'".
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"La data del 27 giugno, ricorrenza della strage di Ustica, resta impressa nella coscienza del Paese come un evento tragico e come una ferita sempre aperta, per le vite spezzate, per le indicibili sofferenze dei familiari, e per il vulnus alla sensibilita' civile e democratica del nostro popolo". Lo afferma in una nota il presidente della Repubblica, Sergio MATTARELLA. "In questa giornata esprimo la partecipazione della Repubblica al comune dolore e la vicinanza nel costante impegno affinche' siano compiutamente accertate le responsabilita' e vengano ricostruite in modo univoco le circostanze e il contesto che provocarono cosi' tante morti innocenti - aggiunge il capo dello Stato -. Alla domanda di giustizia le istituzioni hanno il dovere di dare risposta, percorrendo fino in fondo la strada della verita' e facendo onore alla professionalita' e alla dedizione di uomini dello Stato che sono riusciti ad aprire questo cammino superando ostacoli e difficolta'. Altri passi potranno essere compiuti, nella auspicabile collaborazione con istituzioni di paesi amici, affinche' la memoria di quanto avvenuto nel cielo di Ustica rafforzi la solidarieta' e la speranza di quanti operano per il trionfo delle ragioni dello stato di diritto", conclude MATTARELLA.
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