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Giovedì, 19 Aprile 2018 17:02

Pessimismo sul tentativo della Casellati

Sembra senza speranze la missione del Presidente del Senato, Casellati, incaricata dal Presidente della Repubblica di verificare se esistano possibilità tra un governo da centro destra e movimento 5 stelle: le due formazioni più votate nelle scorse elezioni politiche. 
La Casellati ha ancora a disposizione alcune ore per concludere questo suo generoso tentativo, fallito finora per il tenace disegno di Di Maio di rompere l’unità del centro destra, ponendo una pregiudiziale negativa nei confronti sia di  Forza Italia, sia di Fratelli d’Italia. 
Una pregiudiziale, va detto, senza senso e strumentale visto che Berlusconi, oggetto degli anatemi del grillino Di Battista non è parlamentare, ne ambisce alcun ruolo di governo. 
Se, come tutto lascia credere, la Presidente del Senato dovrà passare la mano, corre voce che Mattarella intende stavolta provare le possibilità di successo di un esponente di M5S, o Fico, Presidente della Camera o lo stesso Di Maio. 
In questa possibile nuova fase, è ipotizzabile che l’oggetto del desiderio del politburou grillino sia il partito democratico, tutt'altro che compatto nel rifiutare ogni contaminazione o collaborazione con il M5S, secondo l’impostazione iniziale, data da Renzi. 
Vedremo adesso se il rincorrere di voci su un affievolirsi delle rigidità dei dem rispondano al vero; fare previsioni è arduo anche perché qualunque intesa con il PD passerebbe per l’accantonamento delle ambizioni di Di Maio. 

 

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"I grillini continuano a dire 'O comandiamo noi o non si fa niente. E magari andiamo insieme al PD'. Mah, io non li capisco... Un po' di umiltà non guasterebbe. Voi che dite?". Così su Instagram il leader della Lega Matteo Salvini.

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Mercoledì, 18 Aprile 2018 16:11

Governo, incarico esplorativo a Casellati

"Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha affidato al presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, il compito di verificare l'esistenza di una maggioranza parlamentare tra i partiti della coalizione del centrodestra e il M5S e di un'indicazione condivisa per l'affidamento dell'incarico di presidente del Consiglio per costituire il governo". Lo ha detto il segretario generale del Quirinale, Ugo Zampetti, al termine dell'incontro tra il capo di Stato e la presidente del Senato. "Il presidente della Repubblica ha chiesto al presidente del Senato di riferire entro la giornata di venerdì", ha aggiunto.
“Intendo svolgere questo incarico con lo stesso spirito di servizio che ha animato in queste settimane il mio ruolo di presidente del Senato”, ha detto Casellati, al termine dell’incontro. “Sarete informati degli incontri che avverranno in tempi molto rapidi”, ha aggiunto. (in basso il video della dichiarazione)

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Si può dire – lo ha detto lo stesso Mattarella – che il secondo il giro di consultazioni al Quirinale sia stato deludente quanto il primo. L’obiettivo di un nuovo Governo sembra ancora farsi strada a fatica nel groviglio di veti, tatticismi, esclusioni, risentimenti che non sembrano dissiparsi. Fare previsioni è perciò difficile, nonostante che gli importanti appuntamenti europei e la grave tensione internazionale consiglierebbero di accantonare veti e arroccamenti per tentare di dare un governo credibile al Paese. Purtroppo, nell’itinerario di questa vicenda tanto preoccupante quanto grottesca, si avverte quanto pesi, nei vincitori del M5S, una concezione rarefatta o l’assenza di una responsabilità istituzionale: una responsabilità che spetta specialmente a chi è stato premiato dall’elettorato. La democrazia cristiana benché costantemente forza maggioritaria, assoluta o relativa, non esitò a ricercare alleanze ed assegnare ai partners grandi responsabilità compresa la guida del governo e mai pronunciò veti verso personalità di altre forze politiche. È una lezione che i vincitori di oggi, ma forse perdenti domani, dovrebbero apprendere; finora non lo hanno dimostrato e questo spiega anche la reazione umanissima di Berlusconi dal quale si pretende dai pentastellati l’oscuramento o la morte civile. Una riflessione, a questo punto, si pone anche per il Partito Democratico che non può, levando muri intorno a se, assumersi la responsabilità di una deriva populista che lasci nell'emarginazione l’unica forza legata alla grande famiglia europea del PDE protagonista, con il PSE, della costruzione dell’Europa.
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Venerdì, 05 Maggio 2017 06:00

Call center, intesa Governo-imprese

"Chi si batte per un mercato aperto non è insensibile all'esigenza di difendere il lavoro e accompagnare le innovazioni». Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, alla cerimonia della firma del protocollo d'intesa sui call center con il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. Le imprese«devono anche essere capaci di rivendicare politiche di tutela» ha aggiunto. L'accordo è stato siglato tra l'esecutivo e tredici imprese. “Firmando questo protocollo c'è una presa d'impegno rilevante dal punto di vista della responsabilità sociale e credo che sia uno degli esempi più significativi che possiamo rivendicare in Italia”, ha aggiunto Gentiloni. “La cosa fa onore alle 13 imprese, perché è un impegno oneroso ma che fa bene al paese – ha aggiunto - e lancia un messaggio di tutela del lavoro e di responsabilità sociale delle imprese, che in questo momento è di particolare attualità”. Quello dei call center “è un settore molto esposto, più di altri, alla delocalizzazione, perché essendo la variabile del costo del lavoro quella più importante, è chiaro si tende a spostarli dove è inferiore, sia nei paesi Ue che extra Ue”, ecco perché “il protocollo ruota sulla qualità servizio e le certificazioni linguistiche, non solo per premiare i lavoratori, ma anche per il servizio stesso, poi c'è un elemento molto forte, che è quello dell'impegno a tenere l'80% come soglia di servizi erogati in Italia, anche attraverso le committenze, e chi è sopra questa soglia si impegna a rimanerci”, ha affermato il ministro Calenda. Con l'intesa le imprese “si impegnano a non fare le gare sotto il costo del lavoro – ha aggiunto -. Credo che questo sia un principio di civiltà, ed è importantissimo che sia stato recepito”. C'è poi “la clausola sociale, cioè in caso di cambiamento di fornitore” i sottoscrittori si impegnano “a trovare una soluzione per gli operatori di call center che sono colpiti da un venir meno di una commessa”, ha proseguito Calenda, che ha spiegato, “la durata del protocollo è di 18 mesi, con una verifica a 12 mesi, è il primo caso in Europa, ma non perché siamo contro il libero mercato, ma perché ci sono settori più esposti, e senza difesa, alla globalizzazione”. Le imprese firmatarie e i contenuti dell'accordo Sono tredici le aziende committenti che hanno firmato a Palazzo Chigi il Protocollo di intesa per porre alcuni principi cardine per il settore dei call center: Eni, Enel, Poste Italiane, Wind 3, Ferrovie dello Stato, Tim, Fastweb, Intesa San Paolo, Ntv, Mediaset, Unicredit, Vodafone, Sky. Il Protocollo è composto da 4 punti cardine: qualità del servizio, delocalizzazione, costo del lavoro e clausola sociale. Con questo documento viene limitata la delocalizzazione fuori dal territorio italiano garantendo che “il 95% delle attività effettuate in via diretta sia effettuato in Italia entro 6 mesi dalla stipula” e “per i nuovi contratti, almeno l’80% dei volumi in outsourcing sia effettuato sul territorio italiano, fermo restando il vincolo a non ridurre la quota attuale qualora superiore a tale valore”. Inoltre permetterà di ottenere “il più alto livello qualitativo nel servizio di contact center, anche attraverso la chiarezza, semplicità di fruizione e correttezza delle informazioni fornite, la certificazione linguistica B2 per gli operatori fuori dal territorio nazionale, l'individuazione di procedure che assicurino tempi di risposta definiti, l'applicabilità della normativa nazionale sulla privacy anche per i servizi erogati all'estero e il rispetto delle fasce orarie individuate dalla normativa o dalle autoregolamentazioni vigenti”. Importante anche il punto relativo al costo del lavoro, tema delicatissimo per il settore. Nell'intesa viene stabilita la “sterilizzazione della componente costo lavoro dalle offerte dei fornitori, ovvero esclusione delle offerte dei fornitori se il costo lavoro orario è inferiore al parametro di riferimento, calcolato come come da art. 23, comma 16, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, sulla base di accordi con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, e in mancanza di questi ultimi, sulla base dei contratti collettivi nazionali applicabili alle imprese di contact center stipulati con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative”. Arriva anche la clausola sociale, ovvero “l'impegno a prevedere strumenti di tutela analoghi a quelli previsti dalla norma in relazione alla clausola sociale o, alternativamente, valorizzare l’impegno dei fornitori di garantire l’applicazione di strumenti di tutela dei lavoratori analoghi a quelli previsti dalla norma”. La durata del Protocollo è di 18 mesi “con rinnovo tacito e verifica dei risultati decorsi entro 12 mesi”.
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Venerdì, 28 Aprile 2017 06:00

Alitalia, governo esclude aumento capitale

“Il governo non è disponibile a partecipare, direttamente o indirettamente, a un aumento di capitale della società”. Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, durante il Question time alla Camera sul possibile ingresso di Cassa depositi e prestiti nel capitale di Alitalia. “Alitalia è un’impresa privata e l’esito dell’attività è ascrivibile esclusivamente alle scelte degli azionisti e del management. Sin dal primo momento il governo si è reso parte attiva per scongiurare la crisi aziendale” e “ha chiesto discontinuità del management e un piano di ristrutturazione sostenibile”, ha sottolineato il ministro. “Il governo può rassicurare sul proprio impegno, ove l'impresa delibererà di richiedere l'amministrazione straordinaria, di procedere con la massima tempestività all'apertura della procedura e alla nomina dell'organo commissariale straordinario – ha aggiunto -, con il compito di provvedere alla gestione dell'impresa e di predisporre e attuare il programma che consenta una gestione conservativa dell'insolvenza”. Inoltre, “l’eventuale intervento finanziario dello Stato sarebbe finalizzato esclusivamente a evitare l'interruzione delle attività e sarà oggetto di approfondimento nelle prossime ore, anche alla luce della documentazione e degli elementi informativi che saranno forniti dall'impresa”, ha proseguito Padoan, specificando che comunque rientrerà nel quadro del rispetto delle regole europee e sottolineando di “condividere la preoccupazione per il destino dei lavoratori”.
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“La scissione a sinistra del Pd ha prodotto un movimento che recepisce le istanze della Cgil e le porta al governo. Noi siamo al governo perché molte leggi le abbiamo scritte con la mano destra. Se noi dobbiamo impiegare quest’anno a fare marcia indietro sulle riforme per andare dietro alla ‘sinistra dell’indietro tutta’ allora non ci stiamo”. Lo dice il ministro degli Esteri e leader di Alternativa Popolare, Angelino Alfano, ospite di "Porta a Porta". “Se siamo pronti ad aprire una crisi? Non domani mattina. Il governo deve tenere un equilibrio di maggioranza ma se è sotto ricatto della Cgil noi non siamo sotto ricatto della Cgil”, aggiunge.
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"Spero che nessuno alimenti la polemica con il Governo. Il Governo ha il compito di guidare il Paese fino alle elezioni e noi facciamo il tifo per l’Italia, quindi per tutto l’esecutivo. Ci sono cose da fare, avanti tutta! Nei mille giorni abbiamo commesso alcuni errori e ottenuto risultati storici, ma abbiamo anche lasciato un’eredità concreta». Così Matteo Renzi nella enews.«Non mi riferisco alle statistiche, ma ai progetti già finanziati. Ci sono quasi 2 miliardi sulla povertà: niente chiacchiere, si spendano! Ci sono 500 milioni già pronti sulle periferie (e con quelli già stanziati si arriva a oltre due miliardi): si parta, i progetti - alcuni molto belli - sono già pronti da mesi. E sull’Europa - aggiunge - noi non vogliamo violare le regole, anzi. Nei mille giorni abbiamo ridotto al minimo le infrazioni europee, segno che vogliamo che le regole siano rispettate (quelle che non ci piacciono le vorremmo cambiare, ma questa è un’altra storia): l’importante è che il Paese sia forte e autorevole nella trattativa con Bruxelles sui numeri del bilancio. E noi stiamo dalla parte dell’Italia, sempre» conclude. "Dispiace tantissimo. Abbiamo fatto di tutto per evitare che chiunque se ne andasse. Ma era tutto scritto. Scritto, diretto e prodotto da Massimo D'Alema. Lui e i suoi amici non avevano buttato giù il rospo che uno non dei loro aveva partecipato alla competizione nella grande comunità del partito». Così Matteo Renzi a«Che tempo che fa» in merito alla decisione di alcuni esponenti del Pd di lasciare il partito.«Da quando c'è stato il referendum si è tornati alla Prima Repubblica, e si stanno facendo tanti partiti. Rispetto il risultato del referendum, ma ora il Paese è bloccato. Tutti si scindono, tra poco si scinde l'atomo» ha sottolineato Renzi.
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Sabato, 11 Febbraio 2017 06:00

Governo, varato pacchetto immigrazione

“L’obiettivo non è chiudere le nostre porte ma trasformare il fenomeno dell’immigrazione da irregolare a fenomeno regolare. in cui non si mette a rischio la propria vita”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, nel corso della conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri che ha varato una serie di misure sull'immigrazione. “Oggi le nostre decisioni attrezzano il paese a nuove sfide, innanzitutto per rendere più rapidi i processi di riconoscimento del diritto all’asilo per i rifugiati e per rendere più trasparenti i meccanismi dell’accoglienza”, ha sottolineato Gentiloni, per il quale “se l’Unione Europea ha un’agenda in materia di immigrazione questo è grazie all’iniziativa italiana. Ci aspettiamo dall’Europa molte altre decisioni e disponibilità”. «Il nostro paese ha fatto un grande sforzo sull’accoglienza, di cui siamo fieri, sforzo che deve essere orientato di più su un modello di accoglienza diffusa. Si lavora per avere una diminuzione dei grandi centri di accoglienza”, ha spiegato il ministro dell’Interno, Marco Minniti, al termine del Cdm.«Se vogliamo affrontare il tema dell'accoglienza dobbiamo drasticamente abbattere i tempi di riconoscimento dei rifugiati» ha aggiunto Minniti per il quale “non c’è una politica di accoglienza vera se non sono praticati i rimpatri, il giudizio sui richiedenti asilo deve avvenire nei tempi più rapidi possibili, e per chi non è regolare si deve procedere al rimpatrio”. “Abbiamo proposto di riaprire dei piccoli centri, in totale 1.600 ersone ospitate, uno per ogni regione - ha aggiunto il ministro -, fuori dai centri urbani, una cosa completamente diversa dai Cie, si chiameranno Centri Permanenti per i rimpatri”.
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Mercoledì, 08 Febbraio 2017 06:00

Padoan: «Priorità Governo è riduzione debito»

"La riduzione del debito è centrale nell'azione di governo. Le vicende di questi giorni ci ricordano in modo sgarbato come un paese cha ha un alto debito, non possa permettersi di non adoperarsi per la sua discesa”. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, nel corso della presentazione dei risultati 2016 dell'Agenzia del Demanio.«Gli investimenti pubblici sono una cosa importante che il governo cerca di sostenere a tutto campo» ha aggiunto.«Vendere e incassare senza prima investire non è possibile. Il patrimonio pubblico nel lungo periodo è un asset, nel breve periodo c'é il rischio che non sia utilizzato o utilizzato male» ha spiegato Padoan, ricordando che«questo Paese negli ultimi mesi ha vissuto drammatici momenti, legati agli eventi sismici, che richiedono sforzi d'impegno del personale sia nell'emergenza sia nella ricostruzione, che va continuata, e nella messa in sicurezza. Il Paese ha chiesto e ottenuto margini di spesa per essere investiti nell'edilizia sismica. Altre risorse saranno messe in campo: il dialogo con l’Ue continua perché l'Italia rispetta le regole. In questo contesto molte risorse aggiuntive saranno messe in campo, ma poi bisogna usarle queste risorse”.
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La Discussione - registrazione Tribunale di Roma n. 3628 del 15/12/1953 - C.F. / n. 13130691002
Testata beneficiaria dei contributi di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250 e dal decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Contributo incassato per l’anno 2016: Euro 916.960,30