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"Berlusconi non ha mai subordinato l'agenda della politica alla sua candidabilita', ma all'interesse dell'Italia. Non e' mai stato un fautore di elezioni subito o di elezioni il piu' tardi possibile. Ha solo detto che si deve votare presto e con una legge elettorale condivisa. Questa era e resta la posizione di Forza Italia e di Rivoluzione Cristiana". Lo dichiara il segretario nazionale di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi.
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"Il centro-destra ha due modi per regalare la vittoria alle elezioni a Renzi o a Grillo. Il primo e' dividersi: l'esempio francese e' un caso di scuola, e per di piu' la Lega mi sembra molto lontana dal consenso di cui gode il Front National in Francia. Il secondo errore, non meno grave, e' quello di immaginare di federare le forze politiche del centro-destra, che sono e devono rimanere ben distinte, su un progetto che non abbia i connotati liberali, riformatori, cristiani, che sono quelli che prevalgono in tutt'Europa, nei paesi in cui il centro-destra vince le elezioni. Il liberalismo e' il futuro, non il passato del centro-destra". Lo dice il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, riportando sul suo profilo Fb nel quale cita un passaggio di una intervista al Messaggero in edicola oggi. La proposta di legge elettorale del Pd "non ha la maggioranza in Senato, cosi' com'e' spacca il paese su un tema che invece dovrebbe unire, come le regole elettorali. Forza Italia ragiona come sempre nell'interesse complessivo, che in queste materie non puo' essere ricondotto a piccoli calcoli di convenienza immediata. Io spero e credo che si potra' tornare a ragionare con il PD, anche perche' i numeri parlamentari lo rendono necessario. Quello che e' certo, comunque, e' che questa proposta non e' una buona base di partenza". Lo dice il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in una intervista a Il Messaggero. "Il sistema tedesco, quello vero, che noi chiedevamo, e' uno dei due grandi sistemi possibili. L'unico che funziona davvero in Europa nei paesi in cui non e' prevista l'elezione diretta del Presidente - continua Berlusconi -. La Germania ne ha avuto settant'anni di stabilita', di bipolarismo, di democrazia consolidata ed efficiente. Dalla catastrofe della guerra e' diventata il paese leader in Europa. Significa che il suo sistema istituzionale, il suo modo di scegliere chi governa, funziona piuttosto bene, mi pare".
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"Ogni volta che penso a Falcone ricordo quella sua meravigliosa frase: 'Chi non ha paura muore una volta sola, chi ha paura muore ogni giorno'. E' una frase che mi sono ripetuto tante volte, soprattutto da quando ho cominciato questa avventura politica". Cosi' il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in un'intervista al Foglio. "Falcone - aggiunge - e' il simbolo di come dovrebbe essere un magistrato. Era un uomo che cercava le prove, non la dimostrazione dei suoi teoremi. Che portava dei risultati, non faceva dello spettacolo. Al pensiero di Falcone si ispirano molte delle nostre idee sulla giustizia, a cominciare da quella della separazione delle carriere". "E' uno strano destino, quello di Giovanni Falcone: oggi - sottolinea Berlusconi -, sembra essere diventato un'icona della sinistra giustizialista, esattamente quella che da vivo lo combatte' in ogni modo. Furono i componenti di sinistra del Csm, di Magistratura democratica, a bloccarne la nomina alla Superprocura antimafia, furono i giornali di sinistra, da Repubblica a l'Unita', a dedicargli editoriali feroci. Non gli perdonavano di essere un uomo libero". "Preferirei che le inchieste giudiziarie - aggiunge l'ex premier - si svolgessero in modo silenzioso, come usava fare Falcone, e che si smettesse una buona volta di alimentare un cortocircuito mediatico-giudiziario, soprattutto quando, come nel caso del ministro Boschi, per quanto e' dato a sapere, non vi e' alcuna evidenza di reato". "Va detto pero' - puntualizza Berlusconi - che il pm di Catania sta svolgendo un'indagine su un fenomeno non soltanto di grande allarme sociale, ma sotto gli occhi di tutti. Sospetti sulla trasparenza del lavoro di alcune Ong - ovviamente non tutte - sono stati avanzati da piu' parti. E' inevitabile che se ne parli. Se si scoprisse che davvero c'e' chi alimenta da parte europea questo infame traffico di essere umani per guadagnarci, o anche solo per malinteso spirito umanitario, questo sarebbe molto grave".
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In una lunga intervista sul Foglio oggi in edicola, l'ex presidente del Consiglio Silvio Berluscoji parla a tutto campo e spiega al direttore Claudio Cerasa perché Forza Italia è pronta a discutere con il Pd di riforma elettorale: "Noi abbiamo indicato sin dall’inizio tre criteri fondamentali, e li abbiamo ribaditi anche in questi giorni. Il primo e più importante è questo: la legge elettorale deve garantire una effettiva corrispondenza fra voto dei cittadini e composizione del parlamento. Dal 2011 ad oggi, sono passati sei anni, l’Italia è stata guidata da governi che hanno la maggioranza in parlamento, ma né i quattro Presidenti del Consiglio che si sono succeduti, né i partiti che li sostengono, hanno mai ottenuto la maggioranza dei voti alle elezioni. Questa è un’anomalia che in democrazia non può reggere a lungo. Se noi andassimo alle elezioni con un sistema che prevede dei correttivi maggioritari, con il paese diviso in tre aree politiche, chiunque vincesse sarebbe espressione di una minoranza, anche piuttosto ristretta visto che sono moltissimi i cittadini che non vanno più a votare. Il secondo tema, non meno importante, riguarda il rapporto fra elettore ed eletto. Va assolutamente garantito, ma con sistemi credibili e che funzionino davvero. Possono essere, come ha indicato la stessa Corte costituzionale, listini corti o collegi uninominali, ma certamente non il voto di preferenza, strumento che può falsare la democrazia e in alcuni casi può alimentare corruzione e malcostume. Il terzo aspetto, richiamato più volte dal Capo dello Stato, è un sistema elettorale omogeneo fra Camera e Senato. A queste condizioni, noi siamo disposti a votare subito una legge elettorale, con il PD o con chiunque ci stia, visto che la legge elettorale è un tema che prescinde dagli schieramenti e dalle alleanze politiche". Il Foglio, dice Cerasa, ha proposto di non toccare questa legge elettorale, se non per omogeneizzare le soglie di sbarramento tra camera e senato, e approfittare del sistema proporzionale per trasformare la prossima legislatura in una legislatura costituente e regalare così al paese lo stesso modello osservato oggi in Francia: il semipresidenzialismo con elezione diretta del Capo dello stato. Lei sarebbe favorevole? "La legge elettorale è l’argomento che meno appassiona i cittadini, e d’altronde con la legge elettorale nessuno mangia. Tuttavia siamo costretti ad occuparcene, perché è la legge elettorale che fa funzionare la democrazia, e di conseguenza determina come vengono prese le decisioni nel nostro paese - spiega Berlusconi -. La proposta del Foglio è interessante ma andrebbe approfondita. Sono d’accordo sull’opportunità che la prossima legislatura, eletta con un sistema proporzionale, possa essere finalmente la legislatura costituente. Ma la legge elettorale in vigore, anche se estesa al Senato, non è sufficiente a questo scopo. Non mi dispiace affatto invece l’idea del semipresidenzialismo, con l’elezione diretta del Capo dello Stato, anche se sono molto perplesso sul doppio turno. Proprio le elezioni francesi dimostrano che è diventato presidente chi al primo turno aveva ottenuto meno del 25% dei voti (lo stesso sarebbe accaduto se avesse vinto la sua avversaria, ovviamente). Il voto al secondo turno è stato soprattutto un voto contro il competitore. Credo che il 25% di sostegno vero non basti a governare un grande paese", conclude l leader di Forza Italia.
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"Todi e' casa mia, l'Umbria e' casa mia, negli ultimi anni abbiamo fatto grandi cose, vincendo o quasi vincendo. Adesso siamo pronti a vincere qui a Todi, nelle altre realta' della vostra regione, nelle altre realta' in Italia". Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo a Todi (Perugia) a un'iniziativa a sostegno del candidato sindaco Antonino Ruggiano. "Il vento e' positivo - continua -. Forza Italia negli ultimi mesi e' tornata ad essere stabilmente il primo partito del centrodestra. E il centrodestra, con una Lega forte e con Fratelli d'Italia forti, unito e' la prima area politica nel Paese: 33-34%. E non lo dico solo io, lo dicono tutti i sondaggi, tutti gli analisti. Ma l'unita' del centrodestra e' obbligatoria, dobbiamo stare insieme per tornare a vincere prima a livello locale e poi a livello nazionale". "Dobbiamo tornare a vincere, io dico con Berlusconi in campo e leader del centrodestra - insiste Brunetta -. Dobbiamo tornare a prenderci quello che ci hanno tolto ingiustamente nel 2011. Vinciamo nei territori e poi vinciamo in Italia. Il centrodestra deve essere unito per conquistare il Paese. Il centrodestra il piu' ampio e piu' largo possibile, con tutti quelli che si riconoscono nei nostri valori e nella nostra area politica. Insieme con tutte le sensibilita' che vogliono starci. E allora forza Forza Italia, forza Antonino Ruggiano a Todi. Vinciamo!".
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"Il Pd la sua parte l’ha fatta: con le ali estreme ha chiuso, non punta in futuro a governare con l’area guidata da Fratoianni. Ora tocca a Berlusconi attribuirsi una funzione storica che da tempo gli chiede il Ppe, di cui fa parte. Lui ha l’occasione di allineare il nostro Paese al resto dell’Europa. L’Italia non può essere l’unico Paese in cui una forza moderata di centrodestra sta insieme a populisti ed estremisti". Così, in un'intervista al Corriere della Sera, il ministro dei Beni culturali ed esponente del Pd Dario Franceschini, sul tema della legge elettorale. Poi, aggiunge: "Capisco che nel mio campo queste parole possano sembrare dettate da chissà quale calcolo. Capisco pure che - nel campo avverso - sentirsi dire certe cose da un avversario che non ha mai risparmiato attacchi a Berlusconi possa ingenerare sospetti. Ma siamo dentro una bufera. Il Paese sta dentro una bufera. Ragionando così si capiscono i motivi di questa riflessione: siccome Berlusconi è al bivio, siamo tutti al bivio. La sua scelta non riguarderà solo lui, avrà ripercussioni sul sistema politico nazionale ed europeo". Per Franceschini "l’Italia dei prossimi venti anni passa dalle scelte dei prossimi dodici mesi: se non si arriva a questa distinzione tra forze responsabili e forze populiste, ci rimetterà il Paese". Quindi "siccome dovremo inevitabilmente ragionare di legge elettorale, ci sono modelli che non impongono alleanze innaturali. Perciò ritengo che il Pd debba impegnarsi per agevolare questo nuovo schema". Franceschni ribadisce infine perchè si rivolgere a Berlusconi: "la stagione del bipolarismo, quella in cui centrodestra e centrosinistra dovevano aggregare anche le forze estreme per battere l’avversario con un voto in più, è finita. Comprenderlo e cambiare schema è un gesto di responsabilità. Ignorarlo un errore che si porterebbe appresso un rischio, quello di non calcolare le dimensioni dell’onda. Il populismo".
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Lunedì, 08 Maggio 2017 06:00

Berlusconi, Le Pen non ha nostri valori

"Amo la Francia, ho studiato e lavorato a Parigi quando avevo vent'anni, sono convinto, al di la' delle contingenze politiche, che abbiamo un destino comune scritto nelle radici latine, cattoliche, europee dei nostri due paesi. Auguro ai francesi una presidenza in grado di affrontare le drammatiche questioni che oggi si pongono a tutte le grandi democrazie europee: l'immigrazione, il terrorismo, la disoccupazione, la stessa ricostruzione dell'Europa, la cui crisi potrebbe diventare irreversibile". Lo dice Silvio Berlusconi in una intervista a La Stampa. Il leader di Forza Italia preferisce non pronunciarsi nel merito: "A differenza di altri politici italiani, considero inopportuno schierarsi nelle elezioni di paesi amici. La Francia rimarra' per l'Italia un partner irrinunciabile chiunque vinca le elezioni". Pero', "posso dire che la signora Le Pen e' portatrice di valori e di una cultura che non sono le nostre, anche se rappresentano sensibilita' e stati d'animo diffusi in larghi strati della popolazione, non solo in Francia ma in tutta l'Europa. Sono sentimenti e ragioni che vanno rispettati e che non possono essere sbrigativamente liquidati come populismo. Macron e' un brillante tecnocrate che viene dalla sinistra, anche se ne sta innovando lo stile e il linguaggio. Ma questa - conclude Berlusconi - non e' la nostra cultura liberale".
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"Questo e' il momento, oggi il centrodestra ha la sua grande opportunita' di unirsi e cosi' mandare all'aria il derby Renzi-Grillo: evolva al piu' presto in una forma di aggregazione nuova con un programma nuovo". Lo afferma in un'intervista al Corriere della Sera Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria e consigliere politico del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. "Rispetto le primarie del Pd come esempio di democrazia; pero', il calo di entusiasmo e numeri dimostrano che la carica di novita' di Renzi e' in declino - sottolinea Toti -. E Grillo, a partire dai guai delle liste a Genova, comincia a confrontarsi con la realta'. Quindi il centrodestra sia piu' responsabile che mai e si interroghi su forme nuove per stare insieme. Anche i risultati francesi ci indicano che gli schemi del '900 sono superati". Sul centrodestra, il governatore ligure spiega: "Dobbiamo cogliere lo spirito unitario che viene dal basso dalle realta' locali: governiamo insieme benissimo in Liguria, Lombardia, Veneto e in tanti Comuni. Con Salvini abbiamo fatto diversi comizi. Si e' impegnato molto a risollevare le sorti del suo partito che era abbastanza malconcio. Adesso ci sara' il loro congresso, e spero che lui faccia valere una linea aperturista verso forme di aggregazione piu' organiche". Sull'alleanza con la Lega Berlusconi "non credo che sia contrario. E' sempre stato un federatore, un aggregatore, e con vocazione di governo", prosegue Toti, per il quale "tutti devono essere disponibili al confronto. E' l'inizio di un percorso, la leadership non e' la questione centrale ma il traguardo. Certo, io da sempre sono per delle primarie normate per legge, uguali per tutti". Sulla legge elettorale, alla domanda se voglia il premio alla lista, l'esponente di Forza Italia risponde: "Si', un premio non abnorme che tenga conto di un criterio di proporzionalita'. Poi: o collegi piccoli, o preferenze; le liste bloccate sono ormai indigeste all'opinione pubblica".
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"Non sono affatto rassegnato al fatto che le prossime elezioni finiscano senza un vincitore. Già oggi prendo atto che, fra i tre grandi poli, il centrodestra unito è quello più avanti nei sondaggi. D’altronde a fronte del fallimento del Pd come forza di governo e delle sue convulsioni interne, della manifesta incapacità dei grillini di guidare una realtà complessa, il centrodestra è oggi obbiettivamente l’unica area politica a poter esprimere un’idea credibile e coerente per far uscire il paese dalla crisi". Lo scrive il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in un editoriale per la rivista mensile dell’Opinione di Arturo Diaconale. "Noi però non vogliamo vincere per gli errori degli altri. Vogliamo vincere riuscendo a convincere un grande numero di italiani della giustezza, della credibilità, della serietà del nostro progetto. Un numero di italiani molto più alto del consenso che già i sondaggi ci assegnano, perché vogliamo poter governare senza compromessi con la forza che gli elettori ci daranno. Ovviamente - aggiunge - per fare questo dobbiamo essere uniti, dobbiamo lavorare su un programma comune, sul quale nel centrodestra esiste già un accordo al 95%, dobbiamo evitare personalizzazioni e problemi di leadership che allo stato attuale non ha senso porre". Per Berlusconi "dobbiamo però anche avere ben chiara una cosa: un centrodestra moderno deve saper dare voce alle legittime paure, allo scontento, alla rabbia, all’indignazione dei cittadini vessati da uno stato troppo presente quando fa il burocrate o l’esattore delle imposte, troppo assente quando deve difendere la vita, la proprietà o l’identità degli italiani. Tutto questo è necessario, anzi è sacrosanto. Ma non basta. Quello che occorre è un grande progetto liberale e riformatore, basato sui valori cristiani, che riprenda le migliori tradizioni del pensiero politico democratico nel nostro paese. Un progetto in linea con le culture politiche vincenti nei maggiori paesi europei, alternative alla sinistra. E’ il nostro progetto, quello del Ppe che noi di Forza Italia rappresentiamo con orgoglio nel nostro paese. Abbiamo provato a riassumerlo simbolicamente nell’Albero della Libertà: un grande albero - spiega - le cui radici sono nei nostri valori cristiani e nelle nostre idee liberali, i cui rami sono i diversi temi da affrontare con urgenza, mentre i frutti su ogni ramo sono le nostre soluzioni, chiare, semplici, comprensibili. Naturalmente tutto questo riassume in termini semplici un grande lavoro di studio e di elaborazione dei nostri migliori specialisti in ogni materia, ma soprattutto i contributi di idee che ci vengono dalla società civile, dalle categorie che stiamo coinvolgendo, dai focus con campioni rappresentativi di italiani con i quali confrontiamo analisi dei problemi e soprattutto soluzioni. Io credo che il centrodestra debba saper creare un’offerta di governo credibile, che dia autorevolezza al nostro paese in Europa e nel mondo. Quell’Europa dalla quale non avrebbe senso uscire, ma che va rifondata da capo se deve avere un futuro. Questa è la strada per un centrodestra che vinca le prossime elezioni. Ma soprattutto per un centrodestra che sia davvero utile all’Italia", conclude.
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Il leader di Forza Italia e' stato medicato alla clinica Madonnina di Milano. Si sarebbe ferito al labbro dopo essere inciampato mentre usciva da un ristorante. Salta partecipazione a iniziativa Pietrasanta (ilVelino/AGV NEWS) Roma, 29 APR - Incidente la notte scorsa a Portofino per Silvio Berlusconi. Il leader di Forza Italia sarebbe inciampato mentre usciva da un ristorante in compagnia dei figli. Berlusconi e' caduto e ha riportato una ferita al labbro superiore. In via precauzionale ha deciso di rientrare a Milano e di farsi medicare alla clinica La Madonnina, dove gli sono stati applicati due punti di sutura ed e' stato dimesso. "Il Presidente Berlusconi scivolando accidentalmente si e' procurato una lieve ferita del labbro superiore che ha richiesto un breve ricovero presso la Casa di Cura La Madonnina per le suture e le medicazioni del caso. Il Presidente Berlusconi non potra' quindi essere presente a Pietrasanta alla manifestazione Ripartiamoitalia organizzata dal sindaco Massimo Mallegni e dal responsabile enti locali di Forza Italia, Marcello Fiori. Verra' dimesso tra poco", e' stato confermato da Forza Italia. Il Presidente Berlusconi avrebbe dovuto chiudere questa mattina, a Pietrasanta, presso il laboratorio di marmo Cervietti, l'iniziativa organizzata e promossa dagli Enti Locali di Forza Italia.
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