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La grande bonaccia In evidenza

Pubblicato in Politica
09 Novembre 2018 di Antonio Falconio Commenta per primo!
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C’è di nuovo vento nelle vele della maggioranza, dopo il chiarimento avvenuto fra i soci giallo-verdi sulle due questioni controverse: il decreto sicurezza e la ridefinizione dei tempi della prescrizione nei processi. Salvini ha potuto così incassare senza ulteriori problemi l’approvazione al Senato del suo decreto, che ora va alla Camera per il si definitivo, mentre sulla prescrizione si è stabilito di farla decorrere dal 2020, il che significa di fatto renderla pienamente operativa nel 2023-24, probabilmente in connessione con la riforma del processo penale. E’ stata così superata una settimana difficile, che però ha segnalato, accanto alla fase ascensionale della Lega, qualche problema di tenuta della disciplina interna dei gruppi parlamentari dell’M5S, dove, al Senato, è venuta allo scoperto una frangia di aperto dissenso. Viene così confermato come il rapporto Lega- M5S veda la prima protagonista e arrembante e il secondo minato da fibrillazioni per ora contenute, ma, nel tempo, pericolose, con un indebolimento, che ne deriva, della capacità contrattuale dell’attuale gruppo dirigente, dove, a partire da Di Maio, non sono pochi i dirigenti che, nel caso di nuove elezioni, dovrebbero fronteggiare la minaccia della norma che fissa il limite del mandato parlamentare a due legislature. Altro aspetto che consiglia ai penta stellati comportamenti più prudenti di quelli dell’esordio, l’indisponibilità, almeno per ora, di possibili alleati sulla loro sinistra, mentre la Lega può, al contrario, sempre contare su uno spazio solidale nel centrodestra. Sullo sfondo del futuro dell’attuale maggioranza, la questione economica che, al momento, sugli strumenti per governarla, ci vede quasi sotto assedio in Europa, dove perfino la Grecia si è allineata ai paesi che ci chiedono di ascoltare le raccomandazioni e le richieste della Commissione dell’Ue.

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