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Brunetta: "Dopo Berlusconi indeboliti fondamentali Italia" In evidenza

Pubblicato in Politica
12 Luglio 2018 di Redazione Commenta per primo!
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"Le affermazioni assolutamente stimolanti dal punto di vista intellettuale del professor Savona sono inappropriate e sconsigliabili da parte di un ministro che ha il dicastero con i rapporti con l'Unione europea in un momento così delicato. Stiamo scontando uno spread di 100 punti base superiore a quello giustificato dai nostri fondamentali del momento, proprio in ragione di quello che è successo tra la seconda metà di maggio e gli inizi di giugno, come ha detto correttamente ieri il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco". Lo ha dichiarato il deputato di Forza Italia, Renato Brunetta, in un'intervista a 'Radio Radicale'. "Prendiamo in considerazione un'altra sua straordinaria affermazione, vale a dire che il nostro Paese, se arrivasse una bufera speculativa, sarebbe meno solido di 10 anni fa. Siccome ci hanno tutti spiegato che 10 anni fa è scoppiata la crisi economica negli Stati Uniti per poi riversarsi in Europa, e che dalla fine del 2011, con l'arrivo di Monti al governo, l'Italia finalmente e' stata risanata, rassicurata, ha messo a posto i suoi fondamentali, il 'sangue, sudore e lacrime', voluto dallo stesso senatore a vita Monti chiamato dal Presidente Napolitano, ha spazzato via quei buoni a nulla del governo Berlusconi, che avevano portato l'Italia, a suo dire, sull'orlo del baratro, adesso veniamo a sapere che quell'Italia, l'Italia di Berlusconi, l'Italia del mio governo, l'Italia che aveva subito quella speculazione dell'estate-autunno del 2011, era più forte dell'Italia di oggi". "I governi Monti, Letta, Renzi e Gentiloni - prosegue - non solo non hanno fatto nulla per rafforzare la credibilità del nostro Paese, ma anzi l'hanno reso più debole, secondo le parole del governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco. Per cui, se arrivasse una bufera speculativa, simile a quella del 2011, i fondamentali del nostro Paese sarebbero da considerarsi più deboli e più fragili di quelli del 'famigerato' periodo berlusconiano, nonostante Draghi, nonostante il Quantitative Easing di questi anni, nonostante le politiche, assolutamente corrette, della Bce che allora non c'erano state". (talpress).

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