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Contraddizioni e promesse bugiarde In evidenza

Pubblicato in Politica
14 Febbraio 2018 di Giampiero Catone Commenta per primo!
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Per loro fortuna, molti esponenti della politica, della finanza, delle forze sociali, della complessa trama della Pubblica Amministrazione, possono contare sulla propensione italica a dimenticare anche per effetto della rarefazione dei lettori di quotidiani e della qualità insipida dell'informazione radio-televisiva. Solo così si può spiegare come sia passata quasi senza polemiche la clamorosa contraddizione della dirigenza del PD che, dopo aver condotto una campagna tambureggiante sul profilo fallimentare del sistema bicamerale e la conseguente delegittimazione del Senato dipinto come un organo superfluo, inutile, se non dannoso, ora, a referendum perso, corrono tutti verso il seggio di Palazzo Madama e in prima linea si collocano fra i favoriti il cuore del gruppo storico del "Giglio magico" fiorentino, a cominciare dallo stesso Renzi. Lo stesso vezzo scordarello vada per le proposte programmatiche dei pentastellati, diventati da poco gente di legge e ordine, fautori dell'Europa e del libero mercato, devoti a Santa Romana chiesa, dopo aver recitato per anni un ruolo e un gergo alternativi e demolitori nei confronti dell'insieme di questi mondi. Diffuso e platealmente strumentale è poi l'annuncio di una serie di iniziative legislative per accarezzare il pelo agli elettori, costose e largamente irrealizzabili, con l'unica eccezione del riformismo strategico di Berlusconi che passa soprattutto sul ridimensionamento del prelievo fiscale e delle abitudini prevaricatrici e arroganti degli eredi non pentiti di Equitalia. C'è infine la grande attenzione della gente per il tema dell'ordine pubblico. Anche qui, ad onta degli unanimismi di facciata, permangono divisioni sulle terapie da adottare e, per essere efficaci, e qui sta la difficoltà della scelta, debbano uscire dagli stereotipi del buonismo. La gente è preoccupata ed è giustamente scandalizzata dalle più recenti notizie, ma anche dalle immagini dell'aggressione ad un carabiniere da parte dei soliti estremisti della sinistra, senza che dall'arcipelago radical-chic e post-comunista si sia levata una voce di solidarietà con l'Arma e di condanna per i vincoli che obbligano le forze dell'ordine a subire insulti ed aggressioni.

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