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La novità di Saint-Vincent In evidenza

Pubblicato in Politica
15 Novembre 2017 di Giampiero Catone Commenta per primo!
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A Saint-Vincent, luogo legato nella storia della DC alla vivacità propositiva degli amici di Donat Cattin, è stato avviato, nel concreto, un processo di ricomposizione dell'area di ispirazione democratica cristiana che continua a sentirsi alternativa ad una sinistra che, sfasciata e rissosa com'è, non riesce a proporsi come un'interlocutrice di forze da essa diverse e distanti, ma che avvertono la gravità della crisi che continua ad erodere credibilità delle istituzioni, sistema dei partiti e coesione sociale. Una crisi profonda, che lacera anche il rapporto fra generazioni e la solidità delle famiglie, e alla quale non si risponde con le fughe in avanti del PD verso un'equivoca frontiera dei diritti civili che ormai tocca l'essenza delle persone e la delicata frontiera fra la vita e la morte. Alla crisi, che è tutt'ora segnata dalle terapie dell'austerità e da un'iniquità fiscale che sta devastando piccole imprese e ceti medi, non si può rispondere con le terapie finora adottate, ma con un'iniziativa politica globale che recuperi respiro ideale, profilo etico e capacità progettuale. A nostro avviso, questo recupero dell'ispirazione etica e del progetto, non può che muovere dalla dottrina sociale della Chiesa, quale la si ritrova nell'encicliche e nelle esortazioni degli ultimi pontefici e nell'esperienze maturate, in Italia ed altrove, dai partiti di cultura democratico cristiana: promotori del nesso inscindibile fra persona, famiglia, comunità civile: realtà tutte legate dal filo azzurro della solidarietà. L'incontro di Saint-Vincent non ha quindi solo visto la nascita di un polo RC-UDC, che si pone come luogo d'attrazione di esperienze e vocazioni analoghe e di animazione dello schieramento moderato, ma anche il dipanarsi di approfondimenti programmatici ivi compreso un nuovo ruolo dell'Italia e dell'UE verso l'Africa. Un continente ritenuto destinatario, da parte dell'Europa e delle nazioni più forti di un piano poliannale per lo sviluppo, simili a quello, il Marshall, promosso nel dopoguerra dagli Stati Uniti. Un'altra idea forte è testimone di convinzione profonda è quella di puntare sulle donne per la guida del Partito e nelle competizioni elettorali. Lo spirito di questo incontro, che si è dipanato per tutto lo scorso fine settimana, ha recuperato in pieno quelli che lo hanno preceduto all'epoca della Democrazia Cristiana ed è stato surretto guardando al futuro, dall'entusiasmo di una platea fatta di tanti giovani, donne e uomini, che però non rifiutano, ove occorre, l'esperienza di coloro che li hanno preceduti.

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