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Mattarella: «Ricordo Borsellino no rituale fine a se stesso» In evidenza

Pubblicato in Politica
20 Luglio 2017 di Redazione Commenta per primo!
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"Rievocare le loro figure (Borsellino e Falcone, ndr) non puo' e non deve essere un rituale fine a se stesso, originato dalle spinte emotive suscitate dall'occasione, e questo ci viene ricordato, ancora una volta, dall'ignobile oltraggio recato al busto di Giovanni Falcone, nella scuola di Palermo a lui dedicata, e ancora ieri a quello contro la stele che ricorda Rosario Livatino". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio MATTARELLA, aprendo il Plenum del Csm in ricordo di Paolo Borsellino. A 25 anni dalla strage di via D'Amelio il Consiglio Superiore della Magistratura ricorda la figura di Paolo Borsellino autorizzando la pubblicazione di tutti gli atti e i documenti relativi al percorso professionale del giudice Borsellino, dal suo ingresso in magistratura, nel 1963, fino alla tragica morte del 19 luglio 1992, quando vennero uccisi anche 5 agenti della sua scorta. Per il presidente della Repubblica "la tragica morte di Paolo Borsellino, insieme a coloro che lo scortavano con affetto, deve ancora avere una definitiva parola di giustizia. Troppe sono state le incertezze e gli errori che hanno accompagnato il cammino nella ricerca della verita' sulla strage di Via D'Amelio, e ancora tanti sono gli interrogativi sul percorso per assicurare la giusta condanna ai responsabili di quel delitto efferato". MATTARELLA ha ricordato l'impegno del giudice assassinato dalla mafia: "Ha vissuto in maniera autentica il suo servizio allo Stato, con coraggio, con dedizione e con tenacia, facendo della mitezza d'animo uno dei suoi punti di forza. A lui il Paese e' riconoscente per la testimonianza che ha reso, per il sacrificio a cui e' stato sottoposto e, con lui, la sua famiglia, per il grande senso di umanita', di giustizia, di speranza che ha permeato tutta la sua esistenza, dedicata, con efficacia straordinaria, all'obiettivo che la Sicilia e l'Italia fossero liberate dalla mafia". Tutta la documentazione su Paolo Borsellino, custodita per 25 anni nel caveau di Palazzo dei Marescialli sara' online sul sito istituzionale del Consiglio e, come avvenuto per Giovanni Falcone, e' stata raccolta e pubblicata in un volume dal titolo "L'antimafia di Paolo Borsellino". Con la pubblicazione degli atti "si e' voluta sottolineare la straordinaria levatura di un uomo che, insieme all'amico Giovanni Falcone, contribui' ad ideare e realizzare metodi di contrasto alla mafia che hanno segnato un'epoca - ha sottolineato il vice presidente del Csm, Giovanni Legnini -, un magistrato 'fermissimo nei principi'; queste le parole che furono utilizzate dal mio predecessore, l'allora vice presidente Galloni, nella drammatica seduta consiliare del 22 luglio 1992". Al Plenum hanno reso le loro testimonianze anche il procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo Franco Roberti ("Dopo 25 anni, e grazie al sacrificio di Falcone e Borsellino molti progressi sono stati fatti nel contrasto alle mafia e risultati raggiunti: la posizione della Dna nel circuito internazionale oggi appare essenziale, con il nostro lavoro abbiamo dimostrato che la sconfitta della mafia non solo e' un principio ma un obiettivo da perseguire con priorita' come era nell'azione di Falcone e Borsellino") e la figlia di Paolo Borsellino, Lucia, che accusa: "La scoperta della verita' non e' ancora arrivata e giustizia, a distanza di 25 anni, ancora non e' stata fatta". Al Plenum era presente anche il presidente del Senato, Pietro Grasso.

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