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Osservatorio per il contrasto alla pedofilia, il ministro Boschi ignora don Di Noto In evidenza

Pubblicato in Politica
06 Settembre 2016 di Carmine Alboretti Commenta per primo!
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Da quasi 30 anni un’associazione con sede in Sicilia, fondata e presieduta da un giovane prete lontano dagli schemi, si batte contro la diffusione della pedofilia in rete e la pedopornografia. In questo lasso di tempo gli operatori di Meter Onlus, coordinati sul campo da don Fortunato Di Noto, hanno inoltrato centinaia di migliaia di segnalazioni alla polizia postale italiana ed alle organizzazioni internazionali che si battono contro questo turpe crimine, collaborando alle indagini e consentendo l’identificazione e l’arresto di numerose persone, spesso insospettabili. E, cosa ancor più importante, hanno contribuito a salvare la vita a tanti bambini ridotti in schiavitù per motivi di sfruttamento sessuale. Don Di Noto è conosciuto in tutto il mondo per questa sua attività, tanto da essere stato chiamato a tenere conferenze ed a partecipare ad organismi sovranazionali che sono in prima linea nella lotta alla pedofilia in rete. Insomma con un curriculum del genere e tanti risultati concreti alle spalle, Meter dovrebbe essere tenuta nella massima considerazione da parte delle istituzioni italiane. Ma il ministro Maria Elena Boschi, titolare della Delega alle pari opportunità, ha pensato bene di ignorare la Onlus siciliana che, da tempo, ha anche lanciato la Giornata nazionale per i bambini vittime di violenze, riuscendo ad ottenere pubbliche attestazioni di stima sia da parte di Benedetto XVI che di Papa Francesco.

L’esponente del Governo Renzi ha nominato i componenti dell’Osservatorio per il contrasto alla pedofilia ed alla pornografia minorile, ignorando chi, come don Fortunato, è da anni in prima linea in questo delicatissimo settore. L’Osservatorio, presieduto dal Capo Dipartimento per le Pari Opportunità, sarà, infatti, composto dal Consigliere Michele Palma del Dipartimento per le Pari Opportunità con funzioni di vicepresidente, e da: Tiziana Zannini, Dipartimento per le Pari Opportunità con funzioni di coordinatore tecnico – scientifico, Giorgia Dessì, Dipartimento Politiche per la Famiglia, Mariacarla Bocchino, Polizia di Stato, tenente colonnello Giorgio Stefano Manzi, Arma dei Carabinieri, colonello Giancarlo Franzese, Guardia di Finanza, Consigliere Calogero Roberto Piscitello, della Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento del Ministero della Giustizia, Maria Persona del Ministero della Giustizia, Giovanni Russo, Direzione Nazionale Antimafia, Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro Sos, Cristiana De Poli, Save the Children, Federica Giannotta, Terrese del Hommes.

Insomma di don Fortunato Di Noto e della sua associazione nessun traccia. Una mera dimenticanza? 

 

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