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Da Senigallia a Cagliari per un lavoro “libero, creativo, partecipativo e solidale”. E’ questo il tema intorno al quale si è sviluppato il consueto seminario annuale che il Movimento cristiano lavoratori tiene nella cittadina marchigiana. Gli appuntamenti all’orizzonte sono di portata tale da poter cambiare le sorti del Paese, in questo scorcio di legislatura dominato dalle incertezze della crisi economica: la legge di stabilità dirà molto sulle scelte della politica destinate a ripercuotersi sulla vita dei cittadini. C’è poi la famiglia, che sarà al centro della Conferenza nazionale di fine settembre, organizzata dal Governo. E ancora la 48ma Settimana sociale dei cattolici italiani, evento da cui molto ci si attende, in materia di riflessioni e proposte sui cambiamenti del mondo del lavoro, sul contrasto alla precarietà, sul rilancio dell’occupazione. Cosa ne pensano di tutto questo i cattolici? Quali le loro aspettative e le loro opinioni? Di tutto questo si è parlato a Senigallia. “Il lavoro che vogliamo. Libero, creativo, partecipativo e solidale. Attraverso il lavoro, lo sviluppo dell’Italia e la crescita dell’Europa”: è il tema scelto per il dibattito che ha visto la partecipazione di oltre 500 dirigenti del Mcl provenienti da tutta Italia. «Ci siamo confrontati ancora una volta – dice Costalli – sul contributo di idee e iniziative in vista della Settimana sociale. Le sfide che la società deve affrontare sono complicate. Come per esempio l’onda d’urto dei populismi che va arginata con risposte adeguate alla gravità del momento. Queste sono le occasioni con le quali i cattolici devono riaffermare il loro ruolo libero e autonomo, mai al servizio del partito di turno. Mi fa piacere sottolineare, intanto, la tenuta del servizi di Mcl in favore delle comunità territoriali a fronte delle crisi di altre organizzazioni. Mcl conserva e preserva un patrimonio di opere e di valori. Non smetteremo mai di invocare programmi di investimenti per i giovani, per la tutela dei corpi intermedi della società, per le politiche sociali». Anche il vice presidente nazionale Mcl Piergiorgio Sciasqua sottolinea il ruolo dei circoli del movimento che «sono i nostri spazi organizzati al servizio del territorio dove si realizza il rapporto con le comunità. Occorre impegnarsi perché il lavoro torni a essere al centro del progetto di vita anche perché sembra purtroppo uscito dal dibattito politico. Bisogna respingere il processo di delegittimazione del nostro modello. Tuttavia il senso profondo delle nostre radici va vissuto realmente non soltanto enunciato. Si tratta di valutazioni che bisognerà fare anche in previsione del prossimo appello elettorale». Monsignor Fabiano Longoni, responsabile dell’Ufficio nazionale i problemi sociali della Conferenza episcopale italiana, entra nel merito della questione. «ll lavoro che vogliamo, come ha detto Papa Francesco, dev’essere libero, creativo, partecipativo e solidale. Il lavoro non è una forma di espiazione del peccato né uno strumento per realizzare un utili per il possesso; è invece una realizzazione di se stesso finalizzato al bene sociale. Ecco la funzione cristiana del lavoro – aggiunge monsignor Longoni – mediante il lavoro, dice Papa Giovanni Paolo II, l’uomo non solo trasforma la natura ma realizza se stesso e diventa in un certo senso ‘più uomo’. La chiave di lettura del “lavoro che vogliamo” sarà sviscerata nel corso della Settimana sociale a Cagliari a fine ottobre, attraverso quattro registri comunicativi: la denuncia, la narrazione, le buone pratiche, le proposte. Con la denuncia, mai fine a se stessa, bisogna dare voce ai deboli e prendere le loro parti per spirito di giustizia; con la narrazione emergeranno vicende professionali emblematiche e diversificate nella forma, nei luoghi, nell’organizzazione e nei contratti sullo sfondo di una sostanziale solitudine umana. Con le buone pratiche si analizzeranno tutte quelle esperienze che hanno creato nuove e sorprendenti occasioni di lavoro e nuove soluzioni per rispondere alle esigenze aziendali, personali, familiari. L’ultimo registro comunicativo è quello della proposta, vale a dire uno sforzo corale per alleviare i problemi delle comunità per rimodulare il lavoro adattandolo alle condizioni, alle esigenze e alle possibilità dei contesti locali.
Pubblicato in Lavoro

Il Movimento Cristiano dei Lavoratori e CISL di Caserta organizza un convegno a Caserta, previsto per venerdì 30 settembre dalle ore 16.30, presso la Sala Multimediale della Parrocchia “Nome di SS. Maria” in Via Nome SS. Maria. 

L’iniziativa, intitolata “Ambiente, società e famiglia: problemi e prospettive in Terra di Lavoro … Continuiamo a parlarne”, è patrocinata dall’Amministrazione Provinciale di Caserta, dall’Amministrazione Comunale di Caserta e dall’UCSI (Unione Cattolica Stampa Italiana) Campania e vuole porre l’accento sulle riflessioni dell’ambiente proposte da Papa Francesco nell’Enciclica “Laudato si’” in merito alla cura della casa comune.

Dopo i saluti di Carlo Marino, sindaco di Caserta; Michele Cutolo, commissario straordinario M.C.L. Caserta; Giovanni Letizia, segretario generale CISL Caserta; Nicola Napoletano, membro presidenza nazionale M.C.L. sono previsti gli interventi di S.E. Mons. Giovanni D’Alise, vescovo di Caserta; Giuseppe D’Ercole, dipartimento nazionale della CISL per l’industria, artigianato, ambiente e mezzogiorno; Gennaro Oliviero, presidente commissione ambiente del Consiglio regionale della Campania; Agostino Delle Femmine, dirigente area territoriale ARPAC Caserta; Oreste Ventrone, docente facoltà di Psicologia Università Federico II Napoli; Michele Capasso, comandante provinciale Corpo Forestale dello Stato- Caserta; Antonio Manzo, giornalista de “Il Mattino”. Il giornalista Luigi Ferraiuolo, direttore “TV 2000” – Canale nazionale, è moderatore del convegno.

 

Pubblicato in Vaticano

Il Prodotto interno lordo dell’Italia non cresce; l’indice mostra crescita zero. Disattese, così, le aspettative del governo che si attendeva un miglioramento allo +0,1-0,2%, alla luce degli ultimi dati diffusi sui servizi. Per l’intero 2016 l’esecutivo di Renzi punta a portare a casa una crescita dell’1%. Ma dall’indicatore sul settore manifatturiero è arrivata un’ulteriore notizia negativa: l’indice è scivolato in zona di contrazione ai minimi da 20 mesi. Il dato conferma che l’Italia resta in coda alle maggiori economie mondiali insieme alla Francia. E’ critico il giudizio di Carlo Costalli, presidente nazionale del Movimento cristiano lavoratori, sulla preoccupante battuta d’arresto del Pil italiano. “E’ praticamente fermo – dice - l’occupazione che non accenna a crescere anzi risulta bloccata, quella giovanile è addirittura in calo e, infine, l’indice della fiducia degli italiani in rapida discesa: se è vero che tre indizi fanno una prova, i segnali delle ultime rilevazioni statistiche che descrivono l’andamento dell’economia italiana nell’ultimo periodo non lasciano certo spazi giustificati ai grandi ottimismi della cordata Renzi”.

Secondo lei quali provvedimenti sono da adottare?  

“La situazione stagnante dell’economia italiana è e rimane il primo problema da affrontare, ma serve quel colpo d’ala che finora è mancato per cercare di riaccendere veramente i motori dell’economia e del mercato del lavoro. E serve, soprattutto, un rinnovato impegno di tutti, un nuovo senso di responsabilità”.

Quello dell’economia stagnante è un argomento caldo sul quale vi confronterete nel prossimo seminario di Senigallia, in programma dall’8 al 10 settembre. Con quali aspettative? 

“Come sempre il Mcl sarà impegnato, con l’aiuto di autorevoli esperti, a dare risposte credibili per la costruzione di un’economia al servizio dell’uomo”.

 

Pubblicato in Economia

È stato appena presentato il VII Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo. Ne abbiamo parlato con il presidente del Movimento Cristiano Lavoratori, Carlo Costalli.

Presidente Costalli, il VII Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo, che MCL ha presentato, ha scelto un tema di scottante attualità come quello del conflitto tra religioni. Perché siete convinti che sia in atto anche una guerra alle religioni?

“Anche quest’anno il MCL ha collaborato con l’Osservatorio Cardinale Van Thuan per la realizzazione del Rapporto giunto alla settima edizione. Il tema scelto, già nel titolo, è molto coraggioso: ‘Guerre di religione, guerre alla religione’. Attualmente assistiamo senza dubbio ad un rigurgito di guerre di religione, ma c’è anche una tendenza molto accentuata a fare guerra alla religione. I cristiani perseguitati in tutto il mondo sono martiri proprio di questa guerra alla religione. Quelli che hanno dovuto abbandonare i luoghi conquistati dai Califfati per fuggire le persecuzioni cui tanti fratelli sono stati sottoposti sono martiri della guerra di religione. I cristiani, in entrambi i casi, sono martiri ancora oggi. Il termine religione non dovrebbe essere compatibile con il termine guerra. La fede cristiana non fa guerra, ma è elemento di pacificazione: è contro la guerra e contro la violenza e non si propone di annientare il proprio avversario, perché non ha avversari”.

Intanto, stiamo entrando nella settimana che precede il referendum sulle trivelle…

“La realizzazione del bene comune, come ci insegna Papa Francesco, passa anche attraverso una forte difesa del pianeta terra che ci ospita. Il punto è che mentre le risorse economiche e finanziarie possono sempre essere incrementate, magari grazie a quelle politiche lungimiranti e di lungo respiro che tutti auspichiamo, non si può dire altrettanto per le risorse della terra, che sono invece limitate. Dunque sta a noi proteggerle e curarne la difesa, anche impedendo le trivellazioni nel mare e sulle coste, che recherebbero enormi danni all’ambiente e all’economia turistica del Paese, oltre che distruggere l’ecosistema marino già duramente messo alla prova. Siamo per il sì al referendum: anche per ribadire la volontà del popolo italiano di intraprendere una strada politica illuminata e attenta all’impatto ecologico delle proprie scelte, al risparmio energetico, alle fonti rinnovabili, alla difesa della nostra terra. In altre parole per aprire la via a una nuova politica energetica, economica e ambientale”.

 

Pubblicato in Attualità
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