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'Avete scelto un motto molto bello per questo Congresso: "Per la persona, per il lavoro". Persona e lavoro sono due parole che possono e devono stare insieme. Perche' se pensiamo e diciamo il lavoro senza la persona, il lavoro finisce per diventare qualcosa di disumano, che dimenticando le persone dimentica e smarrisce se' stesso. Ma se pensiamo la persona senza lavoro, diciamo qualcosa di parziale, di incompleto, perche' la persona si realizza in pienezza quando diventa lavoratore, lavoratrice; perche' l'individuo si fa persona quando si apre agli altri, alla vita sociale, quando fiorisce nel lavoro. La persona fiorisce nel lavoro'. Lo afferma PAPA Francesco nel discorso ai delegati della Cisl che si riuniscono oggi in congresso. 'Il lavoro - aggiunge - e' la forma piu' comune di cooperazione che l'umanita' abbia generato nella sua storia. Ogni giorno milioni di persone cooperano semplicemente lavorando: educando i nostri bambini, azionando apparecchi meccanici, sbrigando pratiche in un ufficio... Il lavoro e' una forma di amore civile: non e' un amore romantico ne' sempre intenzionale, ma e' un amore vero, autentico, che ci fa vivere e porta avanti il mondo. Certo, la persona non e' solo lavoro... Dobbiamo pensare anche alla sana cultura dell'ozio, di saper riposare. Questo non e' pigrizia, e' un bisogno umano. Quando domando a un uomo, a una donna che ha due, tre bambini: "Ma, mi dica, lei gioca con i suoi figli? Ha questo 'ozio'?" - "Eh, sa, quando io vado al lavoro, loro ancora dormono, e quando torno, sono gia' a letto". Questo e' disumano. Per questo, insieme con il lavoro deve andare anche l'altra cultura. Perche' la persona non e' solo lavoro, perche' non sempre lavoriamo, e non sempre dobbiamo lavorare. Da bambini non si lavora, e non si deve lavorare. Non lavoriamo quando siamo malati, non lavoriamo da vecchi. Ci sono molte persone che ancora non lavorano, o che non lavorano piu'. Tutto questo e' vero e conosciuto, ma va ricordato anche oggi, quando ci sono nel mondo ancora troppi bambini e ragazzi che lavorano e non studiano, mentre lo studio e' il solo "lavoro" buono dei bambini e dei ragazzi'. 'E quando non sempre e non a tutti - aggiunge - e' riconosciuto il diritto a una giusta pensione - giusta perche' ne' troppo povera ne' troppo ricca: le "pensioni d'oro" sono un'offesa al lavoro non meno grave delle pensioni troppo povere, perche' fanno si' che le diseguaglianze del tempo del lavoro diventino perenni. O quando un lavoratore si ammala e viene scartato anche dal mondo del lavoro in nome dell'efficienza - e invece se una persona malata riesce, nei suoi limiti, ancora a lavorare, il lavoro svolge anche una funzione terapeutica: a volte si guarisce lavorando con gli altri, insieme agli altri, per gli altri. E' una societa' stolta e miope quella che costringe gli anziani a lavorare troppo a lungo e obbliga una intera generazione di giovani a non lavorare quando dovrebbero farlo per loro e per tutti. Quando i giovani sono fuori dal mondo del lavoro, alle imprese mancano energia, entusiasmo, innovazione, gioia di vivere, che sono preziosi beni comuni che rendono migliore la vita economica e la pubblica felicita'. E' allora urgente un nuovo patto sociale umano, un nuovo patto sociale per il lavoro, che riduca le ore di lavoro di chi e' nell'ultima stagione lavorativa, per creare lavoro per i giovani che hanno il diritto-dovere di lavorare. Il dono del lavoro e' il primo dono dei padri e delle madri ai figli e alle figlie, e' il primo patrimonio di una societa'. E' la prima dote con cui li aiutiamo a spiccare il loro volo libero della vita adulta'. 'Vorrei sottolineare due sfide epocali - prosegue - che oggi il movimento sindacale deve affrontare e vincere se vuole continuare a svolgere il suo ruolo essenziale per il bene comune. La prima e' la profezia, e riguarda la natura stessa del sindacato, la sua vocazione piu' vera. Il sindacato e' espressione del profilo profetico della societa'. Il sindacato nasce e rinasce tutte le volte che, come i profeti biblici, da' voce a chi non ce l'ha, denuncia il povero "venduto per un paio di sandali" (cfr Amos 2,6), smaschera i potenti che calpestano i diritti dei lavoratori piu' fragili, difende la causa dello straniero, degli ultimi, degli "scarti". Come dimostra anche la grande tradizione della CISL, il movimento sindacale ha le sue grandi stagioni quando e' profezia. Ma nelle nostre societa' capitalistiche avanzate il sindacato rischia di smarrire questa sua natura profetica, e diventare troppo simile alle istituzioni e ai poteri che invece dovrebbe criticare. Il sindacato col passare del tempo ha finito per somigliare troppo alla politica, o meglio, ai partiti politici, al loro linguaggio, al loro stile. E invece, se manca questa tipica e diversa dimensione, anche l'azione dentro le imprese perde forza ed efficacia. Questa e' la profezia. Seconda sfida: l'innovazione. I profeti sono delle sentinelle, che vigilano nel loro posto di vedetta. Anche il sindacato deve vigilare sulle mura della citta' del lavoro, come sentinella che guarda e 2 protegge chi e' dentro la citta' del lavoro, ma che guarda e protegge anche chi e' fuori delle mura. Il sindacato non svolge la sua funzione essenziale di innovazione sociale se vigila soltanto su coloro che sono dentro, se protegge solo i diritti di chi lavora gia' o e' in pensione. Questo va fatto, ma e' meta' del vostro lavoro. La vostra vocazione e' anche proteggere chi i diritti non li ha ancora, gli esclusi dal lavoro che sono esclusi anche dai diritti e dalla democrazia. Il capitalismo del nostro tempo non comprende il valore del sindacato, perche' ha dimenticato la natura sociale dell'economia, dell'impresa. Questo e' uno dei peccati piu' grossi. Economia di mercato: no. Diciamo economia sociale di mercato, come ci ha insegnato San Giovanni Paolo II: economia sociale di mercato'. 'L'economia - aggiunge - ha dimenticato la natura sociale che ha come vocazione, la natura sociale dell'impresa, della vita, dei legami e dei patti. Ma forse la nostra societa' non capisce il sindacato anche perche' non lo vede abbastanza lottare nei luoghi dei "diritti del non ancora": nelle periferie esistenziali, tra gli scartati del lavoro. Pensiamo al 40% dei giovani da 25 anni in giu', che non hanno lavoro. Qui. In Italia. E voi dovete lottare li'! Sono periferie esistenziali. Non lo vede lottare tra gli immigrati, i poveri, che sono sotto le mura della citta'; oppure non lo capisce semplicemente perche' a volte - ma succede in ogni famiglia - la corruzione e' entrata nel cuore di alcuni sindacalisti. Non lasciatevi bloccare da questo. So che vi state impegnando gia' da tempo nelle direzioni giuste, specialmente con i migranti, con i giovani e con le donne. E questo che dico potrebbe sembrare superato, ma nel mondo del lavoro la donna e' ancora di seconda classe. Voi potreste dire: "No, ma c'e' quell'imprenditrice, quell'altra...". Si', ma la donna guadagna di meno, e' piu' facilmente sfruttata… Fate qualcosa. Vi incoraggio a continuare e, se possibile, a fare di piu'. Abitare le periferie puo' diventare una strategia di azione, una priorita' del sindacato di oggi e di domani. Non c'e' una buona societa' senza un buon sindacato, e non c'e' un sindacato buono che non rinasca ogni giorno nelle periferie, che non trasformi le pietre scartate dell'economia in pietre angolari. Sindacato e' una bella parola che proviene dal greco "dike", cioe' giustizia, e "syn", insieme: syn-dike,"giustizia insieme". Non c'e' giustizia insieme se non e' insieme agli esclusi di oggi. Vi ringrazio per questo incontro, vi benedico, benedico il vostro lavoro e auguro ogni bene per il vostro Congresso e il vostro lavoro quotidiano. E quando noi nella Chiesa facciamo una missione, in una parrocchia, per esempio, il vescovo dice: "Facciamo la missione perche' tutta la parrocchia si converta, cioe' faccia un passo in meglio". Anche voi "convertitevi": fate un passo in meglio nel vostro lavoro, che sia migliore. Grazie!'.
Pubblicato in Vaticano
Venerdì, 19 Maggio 2017 06:00

Lavoro, primi tre mesi assunzioni +9,6%

Nei primi tre mesi dell'anno nel settore privato, secondo i dati dell'Osservatorio sul precariato dell'Inps, si registra un saldo tra assunzioni e cessazioni, pari a +322.000, superiore a quello del corrispondente periodo del 2016 (+266.000). Su base annua, il saldo consente di misurare la variazione tendenziale delle posizioni di lavoro. Il saldo annualizzato dei primi tre mesi del 2017 risulta positivo e pari a +379.000. Tale risultato cumula la crescita tendenziale dei contratti a tempo indeterminato (+22.000), dei contratti di apprendistato (+40.000) e, soprattutto, dei contratti a tempo determinato (+315.000, inclusi i contratti stagionali). Queste tendenze sono in linea con le dinamiche osservate nei mesi precedenti. Complessivamente le assunzioni, sempre riferite ai soli datori di lavoro privati, nei mesi di gennaio-marzo 2017 sono risultate 1.439.000: sono aumentate del 9,6% rispetto a gennaio-marzo 2016. Il maggior contributo è dovuto alle assunzioni di apprendisti (+29,5%) e a quelle a tempo determinato (+16,5%) mentre sono diminuite quelle a tempo indeterminato (-7,6%). In particolare sono cresciute le assunzioni a tempo determinato nei comparti del commercio, turismo e ristorazione (+28,3%) e delle costruzioni (+19,7%). Negli stessi settori si osserva inoltre una crescita anche delle assunzioni in apprendistato (+ 35,8% nel commercio, turismo e ristorazione, + 22,1% nelle costruzioni). Significativa anche la crescita dei contratti di somministrazione (+14,4%). Quanto alla composizione dei nuovi rapporti di lavoro in base alla retribuzione mensile, si registra, per le assunzioni a tempo indeterminato intervenute a gennaio-marzo 2017, una riduzione della quota di retribuzioni inferiori a 1.500 euro (32,7% contro 35,4% di gennaio-marzo 2016).
Pubblicato in Lavoro
Mercoledì, 12 Aprile 2017 06:00

Scuola-lavoro, alternanza non facile

"Sono esperienze preliminari, non facili da progettare perché si inseriscono in una cornice normativa piuttosto rigida, molto poco flessibile. Questo è un tema non banale perché non favorisce questo tipo di iniziative». Con queste parole il Rettore Università degli Studi di Milano Gianluca Vago, a margine degli Stati Generali scuola-lavoro, ha commentato l'andamento dei progetti portati avanti dalla Statale.«Abbiamo operato su due fronti in tema di alternanza scuola-lavoro: da una parte abbiamo lavorato con le scuole superiori per presentare agli studenti le attività che si svolgono all'interno di un ateneo come il nostro, dall'altra abbiamo iniziato da un paio d'anni, con alcuni attori come Assolombarda e la Regione, a progettare alcuni corsi di laurea che prevedano un'alternanza scuola-lavoro»ha spiegato Vago. «Abbiamo ottenuto dei risultati importanti da questo punto di vista, soprattutto quando abbiamo fatto in modo che siano state le università e i docenti insieme alle imprese a progettare i contenuti formativi dei corso - ha aggiunto -. In particolare, abbiamo un'esperienza molto innovativa su un corso di laurea in informatica costruito in questo modo con l'aiuto di Regione che potrebbe essere un modello esportabile. Mi sembra che si stia facendo un buon lavoro in questa direzione. Nonostante la cornice normativa non aiuti, penso sia importante superare la reciproca diffidenza tra il mondo del lavoro e quello della scuola che ha poco senso di esistere ance se è molto importante mantenere una base formativa molto solida per gli studenti universitari».
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Mercoledì, 05 Aprile 2017 06:00

Lavoro, a febbraio occupazione stabile

A febbraio, secondo i dati provvisori dell'Istat, la stima degli occupati è stabile rispetto a gennaio, mantenendosi su livelli prossimi a quelli dei quattro mesi precedenti. Nell'ultimo mese cresce il numero di donne occupate e cala quello degli uomini. L'occupazione aumenta tra gli ultracinquantenni e diminuisce nelle restanti classi di età. Sale il numero di lavoratori a termine, mentre calano i lavoratori a tempo indeterminato e restano stabili gli indipendenti. Il tasso di occupazione è stabile al 57,5%. Nel periodo dicembre-febbraio si registra una lieve crescita degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,1%, pari a +14 mila), determinata dall'aumento dei dipendenti a termine. L'aumento riguarda le donne ed è particolarmente accentuato tra gli ultracinquantenni. La stima delle persone in cerca di occupazione a febbraio registra un forte calo su base mensile (-2,7%, pari a -83 mila). Il calo interessa uomini e donne ed è più accentuato tra i 15-24enni e gli over 50. Il tasso di disoccupazione scende all'11,5% (-0,3 punti percentuali), quello giovanile cala di 1,7 punti, attestandosi al 35,2%. La stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni nell'ultimo mese è in crescita (+0,4%, pari a +51 mila). L'aumento si concentra tra gli uomini, mentre calano leggermente le donne e coinvolge tutte le classi di età ad eccezione degli ultracinquantenni. Il tasso di inattività è pari al 34,8%, in aumento di 0,1 punti percentuali su gennaio. Nel periodo dicembre-febbraio alla lieve crescita di occupati si accompagna un deciso calo dei disoccupati (-2,0%, pari a -61 mila) e un aumento degli inattivi (+0,2%, pari a +27 mila). Su base annua, a febbraio si conferma la tendenza all'aumento del numero di occupati (+1,3%, pari a +294 mila). La crescita riguarda sia i lavoratori dipendenti (+280 mila, di cui +178 mila a termine e +102 mila permanenti) sia in misura più contenuta gli indipendenti (+14 mila). Aumenta il numero di occupati per entrambe le componenti di genere; la crescita è particolarmente accentuata tra gli ultracinquantenni (+402 mila) e in misura più contenuta tra i giovani 15-24enni (+15 mila).
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Martedì, 04 Aprile 2017 06:00

Lavoro, a febbraio occupazione stabile

A febbraio, secondo i dati provvisori dell'Istat, la stima degli occupati è stabile rispetto a gennaio, mantenendosi su livelli prossimi a quelli dei quattro mesi precedenti. Nell'ultimo mese cresce il numero di donne occupate e cala quello degli uomini. L'occupazione aumenta tra gli ultracinquantenni e diminuisce nelle restanti classi di età. Sale il numero di lavoratori a termine, mentre calano i lavoratori a tempo indeterminato e restano stabili gli indipendenti. Il tasso di occupazione è stabile al 57,5%. Nel periodo dicembre-febbraio si registra una lieve crescita degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,1%, pari a +14 mila), determinata dall'aumento dei dipendenti a termine. L'aumento riguarda le donne ed è particolarmente accentuato tra gli ultracinquantenni. La stima delle persone in cerca di occupazione a febbraio registra un forte calo su base mensile (-2,7%, pari a -83 mila). Il calo interessa uomini e donne ed è più accentuato tra i 15-24enni e gli over 50. Il tasso di disoccupazione scende all'11,5% (-0,3 punti percentuali), quello giovanile cala di 1,7 punti, attestandosi al 35,2%. La stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni nell'ultimo mese è in crescita (+0,4%, pari a +51 mila). L'aumento si concentra tra gli uomini, mentre calano leggermente le donne e coinvolge tutte le classi di età ad eccezione degli ultracinquantenni. Il tasso di inattività è pari al 34,8%, in aumento di 0,1 punti percentuali su gennaio. Nel periodo dicembre-febbraio alla lieve crescita di occupati si accompagna un deciso calo dei disoccupati (-2,0%, pari a -61 mila) e un aumento degli inattivi (+0,2%, pari a +27 mila). Su base annua, a febbraio si conferma la tendenza all'aumento del numero di occupati (+1,3%, pari a +294 mila). La crescita riguarda sia i lavoratori dipendenti (+280 mila, di cui +178 mila a termine e +102 mila permanenti) sia in misura più contenuta gli indipendenti (+14 mila). Aumenta il numero di occupati per entrambe le componenti di genere; la crescita è particolarmente accentuata tra gli ultracinquantenni (+402 mila) e in misura più contenuta tra i giovani 15-24enni (+15 mila). Nello stesso periodo calano sia i disoccupati (-0,6%, pari a -18 mila) sia gli inattivi (-2,7%, pari a -380 mila). Al netto dell'effetto della componente demografica, su base annua, cresce l'incidenza degli occupati sulla popolazione in tutte le classi di età e si conferma il ruolo predominante degli ultracinquantenni nello spiegare la crescita occupazionale, anche per effetto dell'aumento dell'età pensionabile.
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“Bisogna partire dal lavoro che da tanti anni non è più al centro dell’attenzione della politica per far ripartire il Paese. Bisogna finanziare la ricerca, l’innovazione, il sostegno alle imprese e ai lavoratori. Ma, soprattutto, puntare sulle infrastrutture medie e grandi, un Paese che vuole la competizione sulla qualità deve riformare il suo sistema: mettere al centro il lavoro significa investire in infrastrutture, materiali e immateriali, nella cultura, nella formazione, nell'innovazione e nella ricerca”. Così Annamaria Furlan, segretario generale Cisl nazionale, ha concluso i lavori del secondo congresso territoriale Cisl Palermo-Trapani, che si è svolto davanti ai 225 delegati delle due città, al San Paolo Palace di Palermo. Stamani Furlan ha visitato il Giardino della memoria di Ciaculli. “Ha fatto bene il Presidente Mattarella da Locri a richiamare il tema della lotta alla mafia - ha sottolineato la sindacalista - perché se non c’é legalità e giustizia il Paese non cresce, non c’è lavoro, e non possiamo garantire i veri temi di cittadinanza”. Poi un accenno alla grande esigenza di welfare nel Paese, “bisogna coniugare welfare sociale e pubblico poco presenti nei territori dove invece le esigenze dei cittadini sono tantissime. La politica ha portato avanti, spesso, messaggi speculativi per dividere le generazioni, ma con il nostro impegno, con l’accordo di settembre con il quale abbiamo fatto ripartire il cantiere della Previdenza, ad esempio, siamo riusciti a correggere questi errori”. Fra gli obiettivi fondamentali del sindacato, l’inclusione sociale, la contrattazione nel settore pubblico per rendere più efficiente la pubblica amministrazione valorizzando e tutelando le professionalità dei lavoratori, l’uso dei voucher da riportare alla loro origine. “Non si può affrontare il tema dei voucher - ha detto - con l’ansia del referendum, sono nati per coprire i lavori discontinui ma hanno assunto negli anni una dimensione diversa. Abbiamo chiesto varie volte ai governi che si sono succeduti nel tempo, di cambiare la legislazione dei voucher e di portarla alle origini, quando dovevano servire solo alle famiglie e alle onlus per coprire in modo trasparente il lavoro discontinuo. L’abolizione anche per questi soggetti, in primis le famiglie, crea un vuoto che rischia di far aumentare il lavoro nero. Il governo si è impegnato con le parti sociali a portare alternative.
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Al via il progetto di alternanza scuola-lavoro realizzato dal Gruppo A2A, la più grande multiutility italiana attiva nei settori energia, ambiente, calore e Smart City, e leader nei servizi ambientali e nel teleriscaldamento. L’iniziativa rientra nel progetto di “Alleanza per l’Alternanza”, un percorso di cooperazione tra scuole e aziende a favore dei giovani realizzato insieme al Centro ELIS di Roma (http://www.elis.org/progetto-alternanza) Per i prossimi 3 anni saranno coinvolti 300 studenti e 12 Scuole distribuite su territorio nazionale (Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Campania, Calabria, Sicilia): il progetto si rivolge alle classi terze di diversi indirizzi (elettronica-elettrotecnica, meccanica-meccatronica, biotecnologie e chimica materiali, amministrazione, finanza e marketing, informatica e telecomunicazioni) e accompagnerà i ragazzi fino al 5° anno (anno scolastico 2018-2019). Il progetto alternanza scuola-lavoro prevede una serie di incontri, presso ciascun Istituto coinvolto, con testimonianze di esperti di settore del Gruppo A2A, interventi della Protezione Civile e project work. In seguito ci sarà la possibilità per 100 studenti di svolgere alcuni tirocini presso le diverse sedi territoriali del Gruppo A2A. Gli studenti avranno inoltre la possibilità di visitare gli impianti di A2A per conoscere e toccare con mano l’organizzazione e le specifiche attività di un impianto.«Con questa iniziativa di alternanza scuola-lavoro è come se avessimo 'adottato” 300 studentì ha affermato Emilia Rio, Direttore Risorse Umane Gruppo A2A, “Il percorso che abbiamo studiato per gli studenti è stato differenziato a seconda degli anni scolastici, seguendo il programma che la legge indica. I ragazzi potranno capire quali sono le attività che caratterizzano il Gruppo A2A e come si svolge la vita aziendale. Il mio consiglio per tutti gli studenti è di orientarsi verso un lavoro che piaccia: lavorare con soddisfazione è fondamentale per raggiungere dei buoni risultati per sé stessi e per l’azienda»A2A da anni ha avviato il«Progetto Scuola» che prevede molteplici iniziative gratuite pensate per gli studenti delle scuole primarie e secondarie con lo scopo di promuovere una maggior consapevolezza ambientale tra i giovani.
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C'è tempo fino al 15 novembre per iscriversi alla 18esima edizione del bando Progetto Professionalità “Ivano Becchi”, promosso dalla Fondazione Banca del Monte di Lombardia con l’obiettivo di supportare le carriere delle nuove leve lombarde e dare, grazie a loro, un nuovo slancio all'economia del territorio.

Il bando, rivolto a giovani meritevoli residenti nella regione Lombardia, offre opportunità di crescita professionale personalizzate, totalmente finanziate, da svolgere presso imprese, associazioni, istituti universitari o di ricerca, scuole e pubbliche amministrazioni, centri di eccellenza, in Italia o all'estero, per una durata massima di 6 mesi. “Grazie alla sua formula assodata, Progetto Professionalità è pronto, anche quest’anno, a valorizzare il merito dei giovani lombardi – dicono dalla Fondazione -, confermandosi un ottimo sostegno per i professionisti di domani e, di conseguenza, per il tessuto economico lombardo”.

Per partecipare alla selezione e candidarsi sul sito della Fondazione fbml.it è necessario possedere i seguenti requisiti: età compresa tra i 18 ed i 36 anni, essere residenti o occupati in Lombardia, da almeno 2 anni; avere un’esperienza occupazionale o di ricerca, anche pregressa, comprese forme di contratto atipiche, collaborazioni, tirocini formativi, stage curricolari effettuati durante il percorso universitario. Saranno selezionati i 25 candidati i cui elaborati saranno valutati come i più interessanti, originali e finalizzati al perfezionamento del loro profilo professionale. Ciascun assegnatario otterrà un finanziamento a fondo perduto e sarà seguito da un tutor durante ogni fase della sua esperienza.

“Per mettersi in luce basterà puntare sulla propria motivazione e sul desiderio di arricchire la propria preparazione attraverso un’esperienza valida, unica e che richiede impegno e determinazione – è spiegato in una nota -. A oggi sono  342 i giovani premiati che si sono specializzati negli ambiti più disparati, dall'aeronautica al settore ingegneristico, dalla manifattura all’artigianato, all'interno di centri di eccellenza disseminati in 62 differenti Paesi”.

 

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Mercoledì, 01 Giugno 2016 07:00

Vuoi trovare lavoro? Chiedi a parenti e amici

“L’Italia continua ad essere un paese dove per trovare lavoro conta moltissimo la rete di conoscenze che un individuo può mettere in campo”. Così il Commissario straordinario dell’Isfol Stefano Sacchi, commentando i dati Plus 2014 presentati nel research paper “I canali di intermediazione e i Servizi per il lavoro”. Dati che indicano in maniera inequivocabile quale sia il canale principale per cercare e trovare lavoro in Italia: amici e parenti.

Fino a un terzo degli occupati, infatti, dichiara di aver ottenuto il proprio impiego grazie all’intervento diretto delle reti informali di familiari e conoscenti. Considerando la più ampia dimensione degli aiuti indiretti durante la fase di ricerca del lavoro, tali reti vengono coinvolte nel 60% dei casi. I servizi per il lavoro, pubblici e privati, svolgono un ruolo di intermediazione diretta molto contenuto.

Insomma, non si tratterebbe della tanto vituperata “raccomandazione”, o meglio, non solo quella giocherebbe un ruolo importante nel mercato del lavoro del terzo millennio, quello post jobs act, per intendersi. Per Sacchi, dell'Isfol, i dati “dimostrano come le chance occupazionali e di carriera delle persone siano fortemente condizionate dalla famiglia di origine, dall’appartenenza a determinati ambienti. A scapito – secondo il commissario straordinario - del merito e riduce le opportunità di ascesa delle fasce più deboli del mercato del lavoro, che solo in misura molto ridotta ottengono aiuto dai servizi per l’impiego, pubblici o privati che siano”.

E così emerge ancora che solo il 3,4% degli occupati ha trovato lavoro attraverso i Centri per l’impiego e il 5,6% mediante le Agenzie di lavoro interinale. Anche il canale dell’autocandidatura, ovvero proporre il proprio curriculum vitae alle imprese, viene largamente utilizzato: per il 58% degli occupati è stato di ausilio nella fase di ricerca e per il 20% ha permesso in via diretta un’assunzione. Ma tanto, si sa, che con le attuali politiche per l'occupazione diventerà difficile anche mantenerlo il lavoro, dopo averlo trovato.  

 

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Giovedì, 19 Maggio 2016 00:12

Ecco gli aiuti per chi non ha lavoro

Una piccola giungla di aiuti per le famiglie, per le persone sole, per i pensionati in difficoltà. Si tratta di fondi, sgravi fiscali, esenzioni o aiuti nel pagare le bollette, benefici che possono essere invocati attraverso i Caf o direttamente ai Comuni e all’Inps, ma bisogna prima armarsi di tanta buona volontà.

Iniziamo con l’assegno di maternità 2016 versato dallo Stato. La domanda va presentata all’Inps entro 6 mesi dalla nascita del bambino o in caso di adozione o affidamento, dalla data di ingresso del minore in famiglia. Un altro sostegno alla  maternità  è quello dato dai Comuni, la domanda va presentata al Comune di residenza entro 6 mesi dalla nascita del bimbo. Il beneficio è riconosciuto anche alle mamme extracomunitarie che, presentano la documentazione per la richiesta più permesso soggiorno. C’è poi la riduzione della retta di asili nido e altri servizi educativi per l’infanzia e mense scolastiche. Per gli studenti, invece, sono ancora in vita borse di studio e riduzioni delle tasse universitarie e del diritto allo studio. C’è poi il nuovo bonus bebè  che consiste in un assegno di 960  euro all’anno per ciascun figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2017 per la durata massima di 3 anni di età. Da ricordare, inoltre, che  ci sono benefici per il terzo figlio o per famiglie che hanno tre o quattro figli minorenni. Tra i vari Bonus acquisti figura la card famiglia 2016. Ci sono agevolazioni per l’acquisto del materiale scolastico e di libri. Si possono ottenere anche degli sconti sulle bollette da pagare, sono agevolazioni fiscali previste per le famiglie a basso reddito che prevedono una riduzione o uno sconto in bolletta. I bonus confermati anche per il prossimo anno sono quelli per la luce e io gas.

 

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